AMORE
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Legenda:
Capitoli, capoversi e paragrafi sono relativi all’Evangelo come mi è stato
rivelato, di Maria Valtorta (Centro Editoriale Valtortiano)
Esempio: 244.8d = capitolo 244, paragrafo 8,
capoverso 4 (d)
244.5b Il segreto per
vivere immuni da sterili dubbi che innervosiscono, esauriscono, avvelenano la
giornata terrena, è nel saper credere che Dio fa tutto
per ragione intelligente e buona, che Dio fa ciò che fa per amore.
244.6b Viva in eterno
coloro che in Cielo come in terra sanno basare ogni loro pensiero su un
presupposto di ottimismo pieno di luce! Mai sbaglieranno completamente, anche
se i fatti li smentiranno. Non sbaglieranno almeno per quanto riguarda il loro
spirito, il quale continuerà a credere, a sperare, ad amare soprattutto Dio
e prossimo, rimanendo perciò in Dio fino ai secoli dei secoli!
244.7 Fu poi la luce,
paragonabile all'amore. Perché la luce è letizia così come lo è l'amore.
E la luce è l'atmosfera del Paradiso. E l'incorporeo Essere che è Dio, Luce è,
ed è Padre di ogni luce intellettiva, affettiva, materiale, spirituale, così in
Cielo come in terra.
244.8d Guardate il mare
con occhi di luce. Vi vedrete terre e terre sparse sulle sue spiagge, ai suoi
limiti, e nell'interno terre e terre ancora, e da
tutte giunge un grido: 'Venite! Portateci
246.3 (L'uomo) Ha
un'anima che è un altare e una casa. L'altare di Dio, la casa dove il Padre dei
Cieli scende a ricevere amore e riverenza dal figlio e suddito. Ogni
uomo ha un'anima, ed ogni anima essendo altare fa dell'uomo che la contiene un
sacerdote, custode dell'altare, ed è detto nel Levitico: "Il sacerdote non
si contamini". L'uomo avrebbe dunque il dovere di rispondere alla
tentazione del demonio, del mondo e della carne: "Posso io
cessare di essere spirituale per occuparmi di cose materiali e
peccaminose?".
246.8b Preferisco usare amore
e persuasione. Ma posto che non vi piegate con queste armi, ecco che userò la
forza, perchè se voi mancate al vostro dovere verso
me e Dio, io non voglio mancare al mio dovere verso Dio e voi. Qui sono stato messo
per guidarvi alla Giustizia e al Bene, da voi e da Dio. E qui voglio che
Giustizia e Bene, ossia Ordine, regnino.
246.9d Avrebbe potuto
fuggire, sdegnato, maledicendoli. Ma l'agnello era dolce ed umile di cuore. Amava.
Aveva il torto di amare. E aveva anche quello più grande di perseverare, amando
e perdonando, nella sua missione, a costo della morte, per compiere la volontà
di Dio.
247.3-c Non deve un amore,
per essere veramente tale, essere mai esclusivista. Quando uno sa amare solo un
oggetto e non sa amarne nessun altro, anche se amato dall'oggetto che egli ama,
dimostra di non essere nel vero amore. L'amore perfetto ama, con le dovute
gradazioni, tutto il genere umano, e anche animali e vegetali, stelle e acque,
perché tutto vede in Dio. Ama Dio come si conviene e ama tutto in Dio. Guarda
che l'amore esclusivista è spesso egoismo. Sappi perciò giungere ad amare anche
gli altri per amore.
247.4g E' sempre molto
più utile allo spirito l'elevazione mentale a Dio, la meditazione, in cui,
contemplando la sua divina perfezione e la nostra miseria, o quella di tante
povere anime, non già per criticarle ma per compatirle e capirle, e per avere
riconoscenza al Signore che ci ha sorrette per non farci peccare, o ci ha
perdonate per non lasciarci cadute, noi giungiamo a pregare realmente, ossia ad
amare. Perché l'orazione, per essere realmente tale, deve essere amore.
Altrimenti è borbottio di labbra dal quale l'anima è assente.
247.6
Maria Ss.: Vedi là Giovanni? E' proprio un ragazzo. Ma
pure è un'aquila. E' il più forte di tutti gli apostoli. Perché ha compreso il
segreto della fortezza, della formazione spirituale: la amorosa
meditazione.
249.4
Maria Ss.: Io dico che non amerei più mio
Figlio come Dio, che giungerei a dubitare di essermi sempre ingannata, di
essere sempre stata ingannata sulla sua Natura, se lo vedessi venire meno alla
sua perfezione con abbassare il suo pensiero a considerazioni umane, perdendo
di vista le considerazioni soprumane: ossia il redimere, il cercare di redimere
gli uomini, per amore degli stessi e per gloria di Dio, a costo di crearsi pene
e rancori.
250.7
Ogni anima
è un fuoco sacro messo da Dio nell'altare del cuore, perché serva ad ardere il
sacrificio della vita con amore al Creatore della stessa.
252.8h (Alla Maddalena)
Ti concedo di piangere per pentimento e per amore. Non per altro.
256.6c La speranza
precede la carità e la prepara. Perché un uomo ha bisogno di sperare per potere amare. I disperati non amano più. La scala è
questa, fatta di scalini e di ringhiera: la fede i gradini, la speranza la
ringhiera; in alto ecco la carità alla quale si sale mediante le altre due.
L'uomo spera per credere, crede per amare.
258.5 Saper amare
perfettamente per poter essere capo santamente.
258.5 Se è vero che il mio Amore mi avrebbe fatto incarnare
con gioia anche per la salvezza di un'anima sola,
258.9e Potenza di uno amato
da Dio per ottenere ciò che si vuole da popoli interi ed elementi.
258.9e A chi sarà fedele
fino alla morte verrà il fuoco purificatore dell'Amore ad ardere le
imperfezioni per portarlo direttamente al Cielo.
259.2d Io voglio che,
come nei discepoli deve essere rispetto e ubbidienza agli apostoli, così gli
apostoli abbiano amore e pazienza coi discepoli.
259.8-a Se si tratterà
solo di piccole colpe, individuali, non essere di una severità che sgomenta.
Perdona, perdona... Fa più un perdono congiunto a lacrime e a parole d'amore
che un anatema, a redimere un cuore.
259.11e Con la tua
pietà, Giacomo (hai fatto miracolo in Mio nome). Col tuo desiderio di farmi amare
da quell'innocente e da quell'uomo che credeva e dubitava insieme. Giovanni presso
Jabnia fece miracolo per amore, guarendo un morente
con l'ungerlo pregando. Tu qui hai guarito col tuo pianto e la tua pietà. E con
la tua fiducia nel mio Nome. Vedi come è pacifico servire il Signore quando nel
discepolo è retta intenzione?
260.7b (Pietro)
"Noi siamo le legna. Da soli non ci accendiamo.
Ma però ci vuole in noi la cura di non essere troppo pregni delle pesanti acque
di carne e sangue per permettere all'esca di apprendersi con la sua scintilla.
E dobbiamo desiderare di essere arsi perché, se rimaniamo inerti, possiamo
esser distrutti dalle intemperie e dai tarli, ossia dall'umanità e dal demonio.
Mentre, se ci abbandoniamo al fuoco dell'amore, esso comincerà ad ardere
le ramette più esili e le distruggerà - e le ramette per me erano le imperfezioni - e poi crescerà e
attaccherà le legna più grosse, ossia le passioni più
robuste. E noi legna, cosa materiale, dura, opaca, brutta anche, diventeremo
quella bella, incorporea, agile, splendida cosa che è la fiamma. E tutto perchè ci saremo prestati
all'amore, che è l'acciarino e l'esca che del nostro misero essere di uomo
peccatore fanno l'angelo del tempo futuro, il cittadino del Regno dei
Cieli". ... Bisogna essere miti, almeno miti, posto che innocenti
non siamo. Miti e desiderosi di essere consumati dall'amore.
260.8b
Pietro: "Insomma tutto il bene è fatto dall'amore. Esso ci spoglia dalle
pesantezze dell'umanità, ci fa splendenti e utili, ci rende buoni ai fratelli e
grati a Dio. Esso sublima le nostre buone qualità naturali portandole ad una altezza che prende il nome di virtù soprannaturali. E
chi è virtuoso è santo, chi è santo possiede il Cielo. Perciò, quello che ci
apre le vie della perfezione non è la scienza e non la paura. Ma è l'amore.
Esso, molto più del timore del castigo, ci tiene lontani dal male per il
desiderio di non addolorare il Signore. Esso ci fa compatire i fratelli e
amarli perché vengono da Dio. Perciò l'amore è la
salvezza e la santificazione dell'uomo".
260.9
"In verità tu hai trovato le parole che dovevi. L'ubbidienza e l'amore
te le hanno fatte trovare, e l'umiltà e il desiderio di dare consolazione ai
fratelli faranno di esse tante stelle nel loro cielo oscuro. Dio
ti benedica, Simone di Giona!".
261.2b
Io sono sempre pronto ad alzare la mano per dire a chi si pente: "Io ti
assolvo.
Va' in pace". Ma non offendo l'Amore col
consentire alle inconvertibili durezze.
261.2-a La grande forza
dell'universo è l'amore. Io non mi stancherò mai di dirlo. Tutte le
sciagure della terra vengono dal disamore. Cominciando dalla morte e dalle
malattie che sono nate dal non amore di Adamo ed Eva al Signore altissimo.
Perché l'amore è ubbidienza. Chi non ubbidisce è un ribelle. Chi è un ribelle
non ama colui al quale si ribella. Ma anche le altre sciagure generali o
singolari, come le guerre o le rovine in una o due famiglie fra loro
contendenti, da che vengono? Dall'egoismo che è disamore. E con le rovine delle
famiglie vengono anche rovine di beni per castigo di Dio. Perché Dio, prima o
poi, sempre colpisce colui che vive senza amore. Non offendete l'amore
consentendo a durezze inconvertibili.
261.3 Non bisogna di
esse (ricchezze) gloriarsene e per esse opprimere, ma farne cosa buona anche
agli altri coll'usarle con amore, discrezione e giustizia, onde essere
guardati senza severità dal vero Padrone che è Dio il quale non si compera e
seduce con gioielli e talenti d'oro, ma si rende amico con le nostre buone
azioni.
262.4-a Sono giovani. Si
amino e avranno anche maschi. ... Vai da tua moglie che piange e dille
che tu l'ami. O Dio veramente non ti darà mai più un maschio. Io te lo dico.
Vai!
265.7 Poi verrà un tempo
in cui sarete forti come eroi contro tutte le persecuzioni, forti più di eroi,
di un eroismo inconcepibile secondo il mondo, inspiegabile, e verrà detto
"Follia". No, che follia non sarà! Sarà l'immedesimazione per forza
di amore dell'uomo con l'Uomo Dio, e voi saprete fare ciò che Io avrò già fatto.
265.12 Non sono venuto a
portare la pace ma la spada. ... Perché nessuno è più grande di Me nei diritti
sugli affetti. Perché in Me si accentrano tutti gli amori sublimandosi,
ed Io sono Padre, Madre, Sposo, Fratello, Amico, e vi amo come tale, e come
tale vado amato. E quando dico: "Voglio", nessun legame può resistere
e la creatura è mia. Io col Padre l'ho creata, Io da Me stesso la salvo, Io ho il diritto di averla.
265.12b I nemici
dell'uomo nuovo, del cristiano, saranno quelli di casa, coi loro lamenti,
minacce o suppliche. Chi però d'ora in poi amerà il padre e la madre più
di Me non è degno di Me; chi ama il figlio o la figlia più di Me non è degno di
Me.
265.13-a Chi tiene conto
della sua vita terrena più di quella spirituale perderà
268.2l Il prossimo va amato
e aiutato in tutti i modi, specie dove è fatto di deboli come sono le vedove e
gli orfani.
268.6b L'amore è
il precetto e il segreto della gloria.
268.9b Venite a Me voi
tutti, uomini che soffrite per dolori materiali, per dolori morali, per dolori
spirituali. Questi ultimi dati dal dolore di non sapervi santificare come
vorreste per amore di Dio e con sollecitudine e senza ritorni al Male.
268.10-a I trionfatori
veri fra gli uomini sono coloro che li conquistano con l'amore, e
l'amore è sempre mite e umile.
269.9-a Negare
270.2d Così non sarebbe
(vanità) se l'umana scienza fosse sostenuta e imbrigliata dalla soprannaturale
sapienza e dal santo amore di Dio.
274.6-a Non ti dico poi
che infinita gioia mi penetra e esalta quando v'è chi m'ama e mi chiama
anche senza attendere l'ora del bisogno. Mi chiama perché ama
Me più d'ogni altro al mondo e sente empirsi di una gioia simile alla mia solo
a chiamare: "Gesù, Gesù", come fanno i bambini quando chiamano:
"Mamma, mamma" e sembra loro che miele scenda fra le loro labbra,
perché la sola parola "mamma" porta con sé il sapore dei baci materni.
274.9 Vi capisco, poveri
figli miei! E se anche vi dico una parola di rimprovero, il mio sorriso ve
l'addolcisce. Vi amo. Ecco tutto. Voglio che abbiate fede. Ma, se
l'avete, vengo e vi porto fuori dal pericolo. ... Io faccio il mio dovere di
Salvatore eterno. E se anche non potrò salvare il mondo, perché il mondo non
vuole esser salvato, salverò dal mondo coloro che, per amarmi come devo esser amato,
non sono più del mondo
275.4 Il precetto dell'amore
è obbligatorio a tutti. Ma deve essere tre volte tale nei servi di Dio. Non si conquista il Cielo se non si
ama. Ai servi di Dio Io dico: "Non si fa conquistare il Cielo ai credenti
se non si amano con perfezione". E voi che siete? Voi che vi pigiate qui
intorno? Per la maggior parte siete creature che tendete a vita perfetta, alla
vita benedetta,
faticosa, luminosa del servo di Dio, dei ministri del Cristo. E che doveri
avete in questa vita di servo e ministro? Un amore totale a Dio, un amore
totale al prossimo. Il vostro scopo: servire. Come? Rendendo a Dio coloro che
il mondo, la carne, il demonio hanno rapito a Dio. In che modo? Con l'amore.
L'amore che ha mille forme per esplicarsi, e un unico fine: far amare.
Pensiamo al nostro bel Giordano: come è imponente a Gerico! Ma così era alla
sorgente? No. Era un filo d'acqua, e tale sarebbe rimasto se fosse stato sempre
solo. Invece, ecco che da monti e colli, dell'una e l'altra sponda della sua
valle, scendono mille e mille affluenti quali soli, quali già fatti di cento rivi, e tutti si
riversano nel suo letto che cresce, cresce, cresce, fino a divenire, dal dolce
ruscello di argento azzurro che ride e scherza nella sua fanciullezza di fiume,
il largo, solenne, placido fiume che innesta un nastro di azzurro celeste fra
le ubertose sponde di smeraldo. Così è
l'amore. Un filo iniziale negli infanti della Via della Vita che sanno appena salvarsi dal peccato
grave per timore della punizione, e poi, proseguendo nella via della
perfezione, ecco che dalle montagne dell'umanità, scabre, aride, superbe, dure,
si esprimono, per volontà d'amore, rivi e rivi di questa principale virtù, e tutto serve a farla
sorgere e sgorgare: i dolori e le gioie, così come sui monti servono a far rio
le nevi gelate e il sole che le discioglie. Tutto serve ad aprir loro la via:
l'umiltà come il pentimento. Tutto serve a convogliarle al fiume iniziale. Perchè l'anima spinta per quella Via ama le discese
nell'annichilimento dell'io, aspirando a risalire
attirata dal Sole-Iddio, dopo esser divenuta fiume, potente, bello,
benefattore. I rii che nutrono l'embrionale rio dell'amore di temenza sono, oltre le virtù, le opere che le virtù
insegnano a compiere. Le opere che appunto per essere rii d'amore sono opere di
misericordia. Vediamole insieme. Alcune erano già note ad Israele, altre ve le
rendo note Io perchè la mia legge è perfezione
d'amore.
LE OPERE DI MISERICORDIA 982-994
275.6 Dare da mangiare
agli affamati
275.7 Dare da bere agli
assetati
275.8 Vestire gli ignudi
275.9 Albergare i
pellegrini
275.10 Visitare gli
infermi
275.11 Visitare i
carcerati
275.12 Seppellire i
morti
275.13 Istruire gli
ignoranti
275.14 Pregare per i
vivi e per i morti
275.15 Consigliare i
dubbiosi
275.16 Vestire gli
ignudi dello spirito perdonando a chi vi offende
275.17 Siate
misericordiosi con coloro che piangono
275.18 Sopportare le
persone moleste
275.19 Seppellite i
peccatori per preparare il ritorno alla Vita della Grazia.
275.5-a Che doveri avete
in questa vita di servo e ministro? Un amore totale a Dio, un amore
totale al prossimo. Il vostro scopo: servire. Come? Rendendo a Dio coloro che
il mondo, la carne, il demonio hanno rapito a Dio. In che modo? Con l'amore.
L'amore che ha mille forme per esplicarsi e un unico fine: far amare.
275.8 Vestire gli
ignudi. ... guardano con occhio avvilito i ricchi che
passano in soffici vesti, coi piedi calzati da morbidi calzari. Avvilito con
bontà nei buoni, avvilito con odio nei men buoni. Ma
perché non sovvenite quel loro avvilimento, facendoli più buoni se buoni,
distruggendo l'odio se men buoni, col vostro amore?
275.10e Sarà anelito dei
migliori di divenire simili a Lui, coperti di ferite, svenati, percossi,
coronati di spine, crocifissi, per amore degli uomini da redimere,
continuando l'opera del Re dei re e Redentore del mondo.
275.11-a Anche foste
contagiati curando gli infermi, nel ruolo dei martiri dell'amore sareste
messi nell'altra vita.
275.11c Al condannato o
al prigioniero vada l'amore dei fratelli. Sarà una luce nelle tenebre.
Sarà una voce. Sarà una mano che indica l'alto mentre la voce dice: "Il
mio amore ti dica che anche Dio ti ama, Egli che mi ha messo in cuore questo
amore per te, fratello sventurato", e la luce permette di intravedere Dio,
pietoso Padre.
275.14 E date il
refrigerio limpido e benefico della preghiera ai vivi e ai morti che hanno sete
di grazie. Non si deve rifiutare l'acqua alle fauci assetate. Che allora ai
cuori dei vivi angosciati, e che agli spiriti penanti dei morti? Preghiere,
preghiere, feconde perché attive di amore e di spirito di sacrificio.
275.17c Amate.
Perché amare solo i felici? Essi hanno già la loro parte di sole. Amate i
piangenti. Sono i meno amabili. per il mondo. Ma il
mondo non sa il valore delle lacrime. Voi lo sapete. Amate dunque chi piange.
Amateli se nel loro pianto sono rassegnati. Amateli, e più ancora, se sono
ribelli nel dolore. Non rimprovero ma dolcezza per persuaderli della verità del
dolore e sul dolore. Possono, fra il velo del pianto, vedere sformato il volto
di Dio, ridotto ad una espressione di vendicativo
prepotere. No. Non vi scandalizzate! Non è che allucinazione data dalla febbre
del dolore. Soccorreteli acciò la febbre cada. La vostra fresca fede sia come
ghiaccio dato al delirante.
275.18 Sopportate le
persone moleste. ... Vi sono moleste? Ma se voi non le amate, per il
disturbo che vi dànno, esse, più o meno bene, vi amano.
Per questo amore accoglietele. ... Ricevetele in nome mio se non le potete
ricevere per amor vostro.
275.19 Infine vedete di
seppellire i peccatori per preparare il ritorno alla Vita della Grazia. Sapete
quando lo fate? Quando ammonite gli stessi con paterna, paziente, amorosa
insistenza.
275.19e Queste le opere
di misericordia del corpo e dello spirito che aumentano l'amore.
277.3c-6 E' detto:
"Ama il tuo prossimo come te stesso". ... Il centro del cuore
del fiore d'amore è Dio, l'amore per Lui è il primo da aversi. Intorno al suo
centro ecco l'amore ai genitori, secondo ad aversi perché realmente il padre e
la madre sono i piccoli "Dio" della terra, creandoci e cooperando con
Dio per crearci, oltreché curandoci con amore instancabile. ... Bisogna saper
amare il fratello, come fratello per il padre e la madre che ci hanno generato,
e come fratello per Dio che è Padre universale. ... Amare, come va
dovuto, più lo spirito della carne del fratello nostro. Perché lo spirito è più
della carne. Perché il Padre Dio è più del padre uomo. Perché il valore dello
spirito è più del valore della carne. Perché nostro fratello sarebbe molto più
infelice se perdesse il Padre Dio che perdendo il padre uomo. L'orfanezza del padre uomo è straziante, ma non è che una
mezza orfanezza. Lede solo ciò che è terreno, il
nostro bisogno di aiuto e carezze. Ma lo spirito, se sa credere, non è leso
dalla morte del padre. Anzi, per seguirlo là dove il giusto si trova, lo
spirito del figlio sale come attratto da forza d'amore. E in verità vi dico che
ciò è amore, amore di Dio e del padre, asceso col suo spirito a luogo sapiente.
Sale a questi luoghi dove più vicino è Dio e agisce con maggior dirittura,
perché non manca del vero aiuto, che sono le preghiere del padre che ora sa amare
compiutamente, e del freno che è dato dalla certezza che il padre ora vede
meglio che in vita le opere del figlio e dal desiderio di potersi riunire a lui
mediante una vita santa.
277.4-a I buoni fratelli
... devono curvarsi sui loro spiriti e sentirne le voci, percepirne i difetti,
e con amorosa pazienza affaticarsi a dar loro uno spirito sano e santo
se in quelle voci e in quei difetti vedono un pericolo per il loro vivere
eterno. E devono, se egli verso di loro ha peccato, darsi da fare per perdonare
e per farlo perdonare da Dio mediante il suo ritorno all'amore, senza il
quale Dio non perdona.
277.4b La mia dottrina è
perfezione. E' finezza di sentimento e di giudizio. E' verità senza metafore e
perifrasi. Ed Io vi dico che antipatia, distacco e indifferenza sono già odio.
Semplicemente perché non sono amore. Il contrario dell'amore è l'odio.
Potete dare altro nome all'antipatia? All'allontanarsi da un essere?
All'indifferenza? Chi ama ha simpatia verso l'amato. Dunque, se lo ha
antipatico, non lo ama più. Chi ama, anche se la vita lo allontana
materialmente dall'amato, continua ad essergli vicino con lo spirito. Perciò,
se uno da un altro si distacca con lo spirito, non lo ama più. Chi ama non ha
mai indifferenza per l'amato ma, anzi, tutto di lui lo interessa. Perciò, se
uno ha indifferenza per uno, è segno che non l'ama più. Voi vedete dunque che
queste tre cose sono ramificazioni di un'unica pianta: quella dell'odio.
Or che avviene non appena uno che amiamo
ci offende? Nel novanta per cento, se non viene odio, viene antipatia, distacco
o indifferenza. No. Così non fate. Non gelatevi il cuore con queste tre forme
dell'odio. Amate. Ma voi vi chiedete: "Come possiamo?". Vi rispondo: "Come può Dio, che ama anche chi l'offende.
Un amore doloroso, ma sempre buono". Voi dite:
"E come facciamo?". Io do la nuova legge sui rapporti col fratello
colpevole e dico: "Se tuo fratello ti offende, non avvilirlo pubblicamente
col riprenderlo pubblicamente, ma spingi il tuo amore a coprire la colpa del
fratello agli occhi del mondo". Perché ne avrai gran merito agli occhi di
Dio, precludendo per amore ogni soddisfazione al tuo orgoglio.
277.5b Dio, il Re, dà
oro puro a chi, offeso, ma senza rancore, va a piangere solo ai suoi piedi il
suo dolore e a chiedere a Lui, all'Amore e Sapienza, conforto d'amore e
insegnamento per la contingenza penosa. Perciò, se volete conforto, andate da
Dio e agite con amore.
278.2b E ancora vi dico,
per farvi comprendere la potenza del mio Nome, dell'amore fraterno e
della preghiera, che se due miei discepoli, e per tali intendo ora tutti coloro
che crederanno nel Cristo, si riuniranno a chiedere qualsiasi giusta cosa in
mio Nome, sarà loro concessa dal Padre mio.
278.5 Nessuno come voi
deve saper praticare amore e perdono.
280.3-a Io vedevo Satana
cadere dal Cielo come folgore per vostro merito unito al mio Nome. Perché Io ho
visto anche i vostri sacrifici, le vostre preghiere, l'amore con cui
andavate verso gli infelici per fare ciò che Io avevo detto di fare. Avete
fatto con amore e Dio vi ha benedetti. Altri faranno ciò che voi fate, ma lo
faranno senza amore. E non otterranno conversioni...
280.4d L'amore è
la più semplice, la più dolce e la più rara cosa che ci sia, e non sempre,
anche se seminata, alligna
280.5b D'ora in poi
quelli che mi ameranno conosceranno ogni cosa.
281.6 Venire a Me come
discepolo vuol dire rinuncia di tutti gli amori a un solo amore: il mio.
Amore egoista verso se stessi, amore colpevole verso le ricchezze o il senso o
la potenza, amore onesto verso la sposa, santo verso la madre, il padre, amore
amabile dei e ai figli e fratelli, tutto deve cedere al mio amore se si vuole
essere miei. ... Liberi, senza catene pesanti, senza lacci
d'amore materiale, senza neppure le ragnatele sottili delle più lievi
barriere.
281.6b Se uno vuol
venire a Me e non odia santamente suo padre, sua madre, sua moglie, i suoi
figli, i suoi fratelli e le sue sorelle, e persino la sua vita, non può esser
mio discepolo. Ho detto "odia santamente". Voi in cuor
vostro dite: "L'odio, Egli lo insegna, non è mai santo. Perciò Egli si contraddice".
No. Non mi contraddico. Io dico di odiare la
pesantezza dell'amore, la passionalità carnale dell'amore al padre e
madre, e sposa e figli, e fratelli e sorelle, e alla stessa vita, ma anzi
ordino di amare, con la libertà leggera che è propria degli spiriti, i parenti
e la vita. Amateli in Dio e per Dio, non posponendo
Anche la vostra vita dovete esser pronti a
odiare per seguire Me. Odia la sua vita colui che, senza paura di perderla o di
renderla umanamente triste, la fa servire a Me. Ma non è che una
apparenza di odio. Un sentimento erroneamente detto "odio" dal
pensiero dell'uomo che non sa elevarsi, dell'uomo tutto terrestre, di poco
superiore al bruto. In realtà questo apparente odio, che è il negare le
soddisfazioni sensuali alla esistenza
per dare una sempre più vasta vita allo spirito, è amore. Amore è, e del
più alto che esista, del più benedetto. Questo negarsi le basse soddisfazioni,
questo interdirsi la sensualità degli affetti, questo procurarsi rimproveri e commenti
ingiusti, questo rischiare punizioni, ripudi,
maledizioni e forse anche persecuzioni, è una sequela di pene. Ma occorre
abbracciarle e imporsele come una croce, un patibolo sul quale si espia ogni
passata colpa per andare giustificati a Dio, e dal quale si ottiene ogni grazia, vera, potente, santa
grazia di Dio per coloro che noi amiamo. Chi non porta la sua croce e non viene
dietro a Me, chi non sa fare questo, non può essere mio discepolo.
281.8-a Se non sentite
in voi il coraggio di rinunciare a tutto per amor mio, non venite a Me
perché non potete essere miei discepoli.
281.8b Il vero amore,
(vi do). Vi do la mia dottrina che non leva un iota
alla antica Legge, ma anzi la perfeziona.
281.11-a Fa' tu pure il simigliante (abbi misericordia come il buon samaritano) e amerai
il prossimo e Dio nel prossimo, meritando vita eterna.
285.9e
Maria Ss: Parti sempre dal pensiero: "Amerei
per me ciò?".
Vedrai che non peccherai mai più contro la carità.
287.7° Non sai che
(l'anima) ha sempre un'attività nell'oltre vita? Santa, se ella è santa.
Malvagia, se ella è malvagia. Ha i suoi sentimenti. Oh! Come li ha! Di amore,
se santa. Dì odio, se dannata. Odio per chi? Per le cause della sua dannazione.
287.6e Vi amo
perché siete i più bisognosi. Tu non mi conosci ancora. Ma Io sono l'Amore che
passa mendicando amore.
289.3 E' amore
anche occuparsi dei giochi d'un bambino.
290.3d La fede
testimonia presenza di speranza e di amore in Dio.
291.3b Poi, come le ore
passano, e col passare ci portano la constatazione di quanto dolore e ignoranza
è nel mondo, ancora pregare perché il dolore sia sollevato e l'ignoranza cada e
Dio sia conosciuto, amato, pregato da tutti gli uomini, che se
conoscessero Dio sarebbero sempre consolati anche nel loro soffrire. E nell'ora
di sesta pregare per amore della famiglia. Gustare di questo dono di
essere uniti con chi ci ama. Anche questo è un dono di Dio. E pregare che il
cibo non si muti, da utilità, in peccato.
293.8-b Amore e
bontà provocano miracolo e gioia.
295.4c
"Ama Dio con tutto te stesso. Ama il prossimo come
te stesso". Questi sono il compendio della Legge. E questi Io
predico, perché con essi è sicura la conquista del Regno di Dio. Nell'amore
si trova la forza di conservarsi santi o di diventarlo, la forza del perdono,
la forza dell'eroismo nelle virtù. Tutto si trova nell'amore. Non è la paura
quella che salva. La paura del giudizio di Dio, la paura delle sanzioni umane,
la paura delle malattie. La paura non è mai costruttiva. …
L'amore
invece è costruttore. Esso edifica, solidifica, mantiene compatti, preserva.
L'amore porta speranza in Dio. L'amore porta fuga dal malfare. L'amore porta a
prudenza verso la propria persona, che non è il centro dell'universo, come lo
credono e lo fanno gli egoisti, i falsi amorosi di se stessi perché amano una
parte sola, quella meno nobile, a scapito della parte immortale e santa, ma che
è sempre doveroso conservare sana fino a che a Dio non piacerà il contrario,
per essere utili a se stessi, ai parenti, alla propria città, alla nazione
tutta.
295.4-5 Amore e
paura; malattie sante e non.
295.5-6 Bisogna amare
per essere santi. TUTTO SULL'AMORE.
295.5c L'altra parte,
quella già passata alla seconda vita, gode della libertà e della potenza di
vegliarci e di ottenerci più, molto più di quando ci amava dalla carcere del corpo.
297.2e Perseverate nel
mio amore e nella mia dottrina e avrete il Regno dei Cieli.
297.3b Avvertire uno
d'un pericolo è amarlo di più forte amore.
298.5e Andiamo a portare
questi due piccoli a Giovanna di Cusa. Ella sa
ricordare i benefici ricevuti ed è misericorde per amore a chi le fu
misericorde. ... Non tutti quelli che mi chiamano "Signore" mi
avranno, perché non è nella parola ma nell'atto che si testimonia amore e
rispetto. Avrai la pietà che hai avuto. ... Mi ama chi ama, perché Io così ho
insegnato. Tu non ami che te stesso. Quando mi amerai come Io ho
insegnato, il Signore tornerà.
298.7 Per tutti è
l'insegnamento che Io so essere il "Signore" con giustizia. Ma non si
inganna e non si adula con un bugiardo ossequio. Colui che chiude il cuore al
fratello chiude il cuore a Dio e Dio a lui. E' il primo dei comandamenti, o
uomini: Amore e amore. Chi non ama mente nel suo professarsi cristiano.
Inutile la frequenza ai Sacramenti e ai riti, inutile la preghiera se manca la
carità. Divengono formule e anche sacrilegi. Come potete venire al Pane eterno
e sfamarvene quando
avete negato un pane ad un affamato? E' più prezioso il vostro pane del mio?
Più santo? O ipocriti! Io non metto misura nel darmi alla vostra miseria e voi,
voi miseria che siete, non avete pietà di miserie che sono, agli occhi di Dio,
non odiose come le vostre. Perchè quelle sono
sventure e le vostre sono peccato. Troppe volte mi dite: "Signore,
Signore" per avermi benigno ai vostri interessi. Ma non lo dite per amore
di prossimo. Ma non fate nulla in nome del Signore per il prossimo.
298.8e Il passato non è,
quando l'amore lo annulla.
302.2-a Chi ama è
severo.
304.3c E te cercheranno i "miei" per essere perdonati,
istruiti, difesi, amati, come tanti Marziam. E
beati quelli che lo faranno! Perché non sarà possibile perseverare in Cristo se
non si fortifica la grazia col tuo aiuto, Madre piena
di Grazia.
305.4 Il più vero amore:
rendere alla libertà.
305.5 Pensa tu come
giudicherà Dio, che è Perfezione in tutto, riguardo alle anime e al loro vero
bene. Le anime sono come tanti uccelli che la carne imprigiona nella sua
gabbia. La terra è il luogo dove sono portati colla gabbia.
Ma anelano alla libertà del Cielo, al Sole che è Dio, al Nutrimento giusto per
loro, che è la contemplazione di Dio. Nessun amore umano, neppure il
santo amore di madre per i figli o di figli per la madre, è tanto forte da
soffocare questo desiderio delle anime di ricongiungersi alla loro Origine che
è Dio. Così come Dio, per il suo perfetto amore per noi, non trova nessuna
ragione tanto forte da superare il desiderio suo di riunirsi all'anima che lo
desidera. ... Quando libera un'anima - potrà non parere agli uomini
dall'intelletto relativo, ma lo è - quando libera un'anima, lo fa sempre per un
bene più grande, dell'anima stessa e dei suoi congiunti. Egli allora, te l'ho
già detto altre volte, aggiunge al ministero dell'angelo custode il ministero
dell'anima che ha chiamato a Sé, e che ama di un amore mondo da
pesantezze umane i suoi parenti amandoli in Dio. Quando libera un'anima si
impegna anche di sostituirsi ad essa nelle cure ai superstiti.
309.4g La verità non l'ama
chi merita rimprovero...
311.4b L'amore
per i nostri fratelli non si limita a mezzi e limiti umani, ma si alza a ben
più alti luoghi. Quando è perfetto tocca assolutamente il trono di Dio e si
fonde con la sua infinita carità e bontà. La comunione dei santi è proprio
questo operare continuo, come continuamente e con tutti i modi opera Iddio, per
dare aiuto ai fratelli, sia nei loro bisogni materiali come nei loro bisogni
spirituali o in ambedue. ... La focaccia, o altro cibo non mangiato per scopo
d'amore, può ottenere un pane, miracolosamente offerto, ad un affamato lontano
e che sarà per noi sempre sconosciuto. ... Resistere alla voglia di cogliere un
frutto, per amore, può servire a dar pensiero di resipiscenza ad un
ladrone e così sventare un ladrocinio. Nulla va perso nell'economia santa
dell'amore universale. ... L'olocausto di un martire ha sovente origine dalla
educazione eroica che egli si è data fin dall'infanzia per amore di Dio
e del prossimo.
313.9 Guai a quelli per
cui l'Amore diviene Giustìzia!... Il segno del nuovo tempo sarà di una Giustizia severa
per tutti coloro che sono ostinati nel loro peccato contro le parole del
Signore e l'azione del Verbo del Signore!
324.11g
329.8-a Il Regno ... è
di tutti coloro che ameranno d'ora in poi il vero, unico Dio, e
crederanno nella parola del suo Verbo.
330.3 E vi stupite se
dei fenici restano indifferenti, se degli ebrei sono astiosi, se dei romani mi
intimano lo sfratto, quando voi, i primi, non avete ancora capito niente dopo
due anni che siete con Me, quando voi siete fatti di fiele per l'astio che
avete in cuore, quando voi mettete fuori dai vostri cuori la mia dottrina d'amore
e perdono, la sfrattate come cosa stolta e accogliete come buona alleata la
violenza!
330.3b Non avessi altro
che la gioia di fare la volontà del Padre mio e il vostro amore, sarei
sempre felice, anche se tutto il mondo mi schiaffeggiasse?
335.4o Ama anche
i malvagi. Non per la loro malvagità, ma perché è con l'amore che si ottiene
loro la misericordia che converte.
335.7g Verrà il Regno
del Re dei re. Ma non nella misura umana. Non per quanto perisce, ma per ciò
che è eterno. Ad esso si accede non per fiorita via di trionfi né su porpureo tappeto di sangue nemico. Ma per erto sentiero di
sacrificio e per mite scala di perdono e d'amore. Le vittorie contro noi
stessi ci daranno questo Regno.
335.10b Io non chiedo di
regnare come voi credete e non mendico amicizie. Voglio amore. Ma onesto
e santo. Un amore che da Me vada a quelli che amo, e che si dimostri usando
verso i poveri quello che Io predico di usare: misericordia.
335.17b Senti che fui
severo per amore, non per odio.
337.4b Voi siete inlavorabili. Caldo di amore, pazienza di
istruzione, freddo di rimproveri, fatica di scalpello, nulla serve su voi.
Appena levo le mani, voi tornate quali eravate. Dovreste fare una cosa sola per
essere mutati: abbandonarvi totalmente a Me. Non lo fate. Non lo farete mai. Il
Lavorante, desolato, vi abbandona al vostro destino.
340.4e Non c'è in te il
pentimento vero e la volontà ferma. C'è solo un conato di amore
superstite per Me, per la tua passata vocazione. C'è un agitarsi di sentimento,
ma tutto umano. Non è male tutto questo. E' anzi il primo passo verso il Bene.
Coltivalo, aumentalo, innestalo col soprannaturale, fánne
un vero amore per Me, un ritorno vero a ciò che eri quando a Me venisti, quello
almeno, quello almeno! Fànne non un palpito
transitorio, emotivo, di sentimentalismo inattivo, ma un vero sentimento,
attivo, di attrazione al Bene.
341.1l Olio e acqua sono
buona medicina, ma il pianto d'amore e di pietà è più potente di tutto.
343.2g Ecco quale è il
lievito di cui parlo. Il malanimo che è contro l'amore e le false dottrine.
Vi dico: siate prudenti.
343.5-b Crederà solo chi
sarà convinto dell'infinito amore di Dio.
343.7 Lasciate che Dio
parli nei cuori come parla nel vostro. In verità vi dico che quelli che alle
mie asserzioni o alle vostre aggiungono la fede perfetta e il perfetto amore,
giungono a sapere il vero significato delle parole "Gesù, il Cristo, il
Verbo, il Figlio dell'uomo e di Dio".
343.5-a I crudeli, gli
odiatori, i rapaci, gli impuri, non possono certo pensare che Dio abbia spinto
la sua dolcezza a dare Se stesso per redimerli, il suo amore a salvarli,
la sua generosità a darsi in balia dell'uomo, la sua purezza a sacrificarsi fra
noi.
346.7h L'amore
deve essere luce, non tenebre. Egli (Pietro) lo ha fatto tenebre e se ne è
fasciato lo spirito.
346.8n E' amore non
permettere prendano radici deviazioni di sentimento e di sapienza.
352.8 Quando si vuol bene
non è fatica esser buoni.
352.9b Vedete questo
fanciullo? Egli è nella verità più di voi. La sua innocenza gli dà la chiave
per aprire le porte del mio Regno. Egli ha compreso, nella sua semplicità di
pargolo, che nell'amore è la forza per divenire grandi e nell'ubbidienza
fatta per amore quella per entrare nel mio Regno. Siate semplici, umili,
amorosi di un amore che non è solo dato a Me ma è scambievole fra di voi, ubbidienti alle mie parole, a tutte, anche a
queste, se volete giungere dove entreranno questi innocenti. Imparate dai
piccoli. Il Padre rivela loro la verità come non la rivela ai sapienti.
352.12b Non è la
scienza, non il potere, non la ricchezza, non l'attività, anche se buona,
quelle che vi faranno "il più grande" nel beato Regno. Ma è l'essere come i pargoli per amorevolezza, umiltà,
semplicità, fede.
352.16 E quando vedete
uno che crede nel mio Nome e per esso opera, non lo chiamate straniero, nemico,
sacrilego. E' sempre un mio suddito, amico e fedele, perché crede nel Nome mio,
spontaneamente e meglio di molti fra voi. Per questo il mio Nome sulla sua
bocca opera prodigi pari ai vostri e forse più. Dio lo ama perché mi ama,
e finirà di portarlo al Cielo.
352.18b "Imparate
dai piccoli". Non è l'esser dotti, ricchi, audaci
quello che vi fa conquistare il Regno dei Cieli. Non è l'esserlo umanamente. Ma
è l'esserlo della scienza dell'amore, che fa dotti, ricchi, audaci soprannaturalmente. Come illumina l'amore a
comprendere
353.1c I guariti amino
il Signore di un amore di fedeltà. E lo amino i parenti dei guariti. Ora
dunque, o voi tutti che ora giubilate, non distruggete la benedizione di Dio
col peccato. Cesserebbe il giubilo vostro perché le maleazioni
levano la pace, e dove non è pace non è giubilo. Ma siate santi. Siate perfetti
come il Padre vostro vuole. Lo vuole perché vi ama, e a coloro che ama vuol dare
un Regno. Ma nel suo Regno santo non entrano che coloro che la fedeltà alla
Legge rende perfetti.
353.4d E allora l'Amore
viene e moltiplica. Anche Egli, Uno con Me e col Padre, ha "pietà di voi
che morite di fame" e, con un miracolo che si ripete da secoli, raddoppia,
decuplica, centuplica i significati, le luci, il nutrimento di ogni mia parola.
Ecco così un tesoro senza fondo di celeste cibo. Esso vi è offerto dalla
Carità. Attingetene senza paura. Più il vostro amore attingerà in esso e più
esso, frutto dell'Amore, aumenterà la sua onda.
355.4n Non sai che la
parola, anche una sola, di un puro e di uno che mi ama, leva ogni pena
da Me?
358.8c Le rovine dei
figli possono essere riparate dalle madri. E tu lo farai. Il tuo dolore, perché
è buono, non è sterile, ma è fecondo. Per il tuo soffrire sarà salva l'anima
che ami.
360.9b Perché tutto
l'odio e le incomprensioni divenissero un nulla sopportabile, mi basterebbe il
vostro amore, la vostra comprensione...
360.9e Non necessita
sapienza, valore, austerità per essere perfetti come Tu vuoi. Basta avere l'amore...
360.10-a Grazie, amici.
Mi avete consolato. Perché questo ha di buono l'essere uomini: avere una madre
che ama e degli amici sinceri.
360.5p E quando sarò
svenato il mio Sangue feconderà voi. Ma non mi limiterò a questo. Tanto
imperfetti e deboli, ottusi e pavidi siete, che Io, glorioso al fianco del
Padre, vi manderò il Fuoco,
361.10n Non mentire mai.
Dio ama i sinceri.
363.7b Se l'uomo sapesse
condursi con rispetto verso se stesso e con amore reverenziale a Dio,
tutti gli uomini si salverebbero, come Dio lo desidera.
364.7c Venga il tuo
Regno in ogni luogo della terra dove ti si conosce ed ama, dove ancora
non ti si conosce.
364.10-a Il Regno dei
Cieli è di chi sa rinnovarsi accogliendo
368.4-a Molto sta per
mutarsi nella Religione, e sarà d'ora in poi possibile alle vergini di esser
tali in eterno per amore di Dio.
369.4b Il dono di Dio lo
prendono per debolezza di Dio che supplica loro, gli orgogliosi, di
permettergli di amarli. Il dono di Dio lo prendono per un prodotto dei
loro grandi meriti. Si dicono: "Dio si umilia con me perché io sono
santo". E' la rovina completa, allora.
370.20-c L'umiltà è il
segno più netto della mia dottrina. Chi mi vuole seguire deve amare
370.21e Gesù vuol dire
l'amore di Dio fatto carne e sceso fra gli uomini per essere conosciuto
e per far conoscere l'amore che sarà il segno della nuova èra. ... Per tutti
sono l'Amore misericorde e
371.7c Vogliate essere,
come siete buoni fedeli e buoni cittadini, dei buoni mariti, delle buone mogli,
santi, casti, ubbidienti, amorosi l'un dell'altro, uniti
per allevare i figli nel Signore, per essere paterni e materni anche coi servi
e con gli schiavi, che essi pure hanno anima e carne, sentimenti e affetti come
voi li avete. Se la morte vi leva il compagno o la compagna non siate,
potendolo, vogliosi di nuove nozze. Amate gli orfani anche per il compagno
scomparso. E voi, servi, siate sommessi ai padroni, e se sono imperfetti
santificateli col vostro esempio. Grande merito ne avrete agli occhi del
Signore. In futuro nel mio Nome non saranno più padroni e servi,
ma fratelli. Non saranno più razze, ma
fratelli. Non saranno più oppressi e oppressori che si odiano perché gli
oppressi chiameranno fratelli i loro oppressori.
Amatevi voi di una fede, dando l'un l'altro
aiuto così come vi ho fatto fare. Ma non limitate l'aiuto ai poveri, ai
pellegrini, ai malati della vostra razza. Aprite le braccia a tutti, così come
Le donne maritate amino le vergini, e
queste le coniugate, e ambe diano affetto alle
vedove. Tutte siete utili nel Regno del Signore. I poveri non invidino, i
ricchi non creino odi con la mostra di ricchezze e la durezza di cuore. Abbiate
cura degli orfani, dei malati, dei senza dimora.
Aprite il cuore prima ancora della borsa e della casa, perché se anche date, ma
con mal garbo, non fate onore ma offesa a Dio che è presente in ogni infelice.
In verità, in verità vi dico che non è
difficile servire il Signore. Basta amare. Amare il Dio vero, amare il
prossimo quale che sia. In ogni ferita o febbre che curerete Io
sarò. In ogni sventura che soccorrerete Io sarò. E
tutto quello che farete a Me nel prossimo, se è bene, sarà a Me fatto; se male,
anche a Me sarà fatto. Volete farmi soffrire? Volete perdere il Regno di pace,
il divenire dèi, soltanto per non esser buoni col
prossimo vostro?
371.8b Più voi sarete
forti nell'amore e più sarete forti nella lotta e nella persecuzione.
375.2n (I beneamati
sono) Coloro che sanno totalmente amare.
375.2p Onorate sempre il
povero che nessuno ama, se volete essere perfette.
375.9-e Tu perdoni per
mio amore? Oh! beati i misericordiosi! Piangi,
piangi sul mio cuore. Esca col pianto ogni rancore! Tutto nuovo! Tutto puro!
Ecco, così! Mite, oh! mite come deve esserlo un figlio
di Dio...
376.3e Non ci può essere
amore più grande, per il Signore e per il prossimo, di questo di saper
patire e morire per dare gloria al Signore e salvezza eterna ai fratelli
nostri. Salvarsi per se stessi? E' poco. E' un "minimo" di santità.
Bello è salvare. Darsi per salvare. Spingere l'amore fino a farsi rogo
immolatore per salvare. Allora l'amore è perfetto. E grandissima sarà la
santità del generoso.
376.11-a Non do perle ai
porci d'Israele (Mt 7,6), ma le porto agli umili sparsi per i tuguri, i monti,
le valli dei poveri paesi. Là dove ancora si sa credere e amare, se c'è chi lo insegni.
377.7-a Il pentimento
sincero è filtro che depura: l'amore, poi, è sostanza che preserva da
ogni nuovo inquinamento. Ecco perciò che coloro che la vita fa adulti e
peccatori potranno tornare innocenti come pargoli ed entrare come essi nel
Regno mio.
377.7d Anime che
imparate, imparate da lei (Maria di Magdala) ad amare
con serafico ardore.
379.2o (557) Solo se
prima avremo subito il dolce martirio del completo amore potremo essere
pronti a subire quelli dell'odio umano.
380.4 Come l'uomo può
possedere infinito amore? Essendo talmente unito a Dio da essere
tutt'uno con Dio. Allora veramente, scomparendo la creatura nel Creatore, opera
il Creatore, il quale è infinito. E così, uni col loro Dio per potenza di amore
che tanto si stringe all'Origine da fondersi ad essa, devono essere gli
apostoli miei. Non sarà per come parlerete, ma per come amerete che
convertirete i cuori.
380.4b Non deve più l'amore
dei giusti futuri essere messo come un segno esteriore sul cuore e sul braccio,
come dice il Cantico dei Cantici.
L'amore deve essere messo nel cuore. Deve essere la leva che spinge
l'anima ad ogni azione. E ogni azione deve essere sovrabbondanza della carità
che non si appaga più di amare Dio o il prossimo soltanto mentalmente, ma scende
nell'agone, in lotta con i nemici di Dio, per amare Dio e prossimo anche contigentalmente, in azioni anche materiali, vie ad azioni
più vaste e perfette che terminano alla redenzione e santificazione dei
fratelli. Per la contemplazione si ama Dio, ma per l'azione si ama il prossimo;
né i due amori sono scissi perché uno solo è l'amore, e amando il prossimo
amiamo Dio che ci comanda questo amore e che il prossimo ci ha dato per
fratello.
Troverete
peccatori? Amateli. Soffrirete per discepoli che si traviano? Cercate di
salvarli con l'amore. Ricordate la parabola della pecorella smarrita. Oh! per secoli e secoli essa sarà il richiamo dolcissimo
lanciato ai peccatori. Ma sarà anche l'ordine sicuro dato ai sacerdoti miei.
Con ogni arte, con ogni sacrificio, anche a costo di perdere la vita nel
tentativo di salvare un'anima, con ogni pazienza, voi dovrete andare cercando
gli smarriti per riportarli all'Ovile. L'amore vi darà gaudio. Vi dirà:
"Non temere". Vi darà un potere di espansione nel mondo quale Io stesso
non ebbi. ...
Il nuovo tempo viene. Quello dell'amore.
Io sono venuto a gettare questo fuoco nei cuori, ed esso crescerà ancora dopo
la mia Passione e Ascensione e vi incendierà quando l'Amore del Padre e del
Figlio scenderà a consacrarvi al ministero.
Divinissimo Amore!
A che tardi a consumare
Beati coloro che amano perché saranno
amati, e non cesserà un momento la loro anima di cantare a Dio insieme agli
angeli fino a che canteranno l'eterna gloria nella luce dei Cieli.
381.9 Io ho pietà di
queste turbe, di queste anime che cercano il respiro nella Religione e trovano
il nodo scorsoio. Che cercano l'amore e trovano il terrore... No.
Venite, o piccoli d'Israele.
383.5c Ricco di meriti
muore il santo, talora ancor nell'aurora della vita; né, per cento o mille anni
aggiunti, potrebbe esser più santo di quanto lo è già, perché l'amore di
Dio e di prossimo, praticati in tutte le forme e con tutta generosità, lo fanno
perfetto. ... Si fa il lutto sopra i cadaveri. Si piange su essi. Ma il
cadavere non piange. Si trema di dover morire. Ma non ci si cura di vivere in
modo da non tremare nell'ora della morte. E perché non si piange e si fa lutto
sui cadaveri viventi, i più veri cadaveri, quelli che come in un sepolcro portano
nel corpo un'anima morta? E perché quelli che piangono, pensando che deve
morire la loro carne, non piangono sul cadavere che hanno dentro? Quanti
cadaveri Io vedo, e che ridono e scherzano e non piangono su sé stessi! Quanti
padri, madri, sposi, fratelli, figli, amici, sacerdoti, maestri, Io vedo che
piangono stoltamente per un figlio, uno sposo, un fratello, un genitore, un
amico, un fedele, un discepolo, morti in palese amicizia con Dio, dopo una vita
che è una ghirlanda di perfezioni, e che non piangono sui cadaveri delle anime
di un figlio, sposo, fratello, padre, amico, fedele, discepolo, che morto è per
il vizio, per il peccato, e morto in eterno, per
sempre perduto se non si ravvede! Perché non cercare di risorgerli? Questo è amore,
sapete? E' il più grande amore. Oh! stolte lacrime su
una polvere tornata tale! Idolatria degli affetti! Ipocrisia degli affetti!
Piangete, ma sulle anime morte dei vostri più cari. Cercate di portarli alla
Vita. E parlo specialmente a voi, donne che tanto potete su coloro che amate.
383.6g Lo sguardo negato
al parente povero o all'amico caduto in miseria è simile ad un pugnale piantato
nel cuore di questi infelici. E così lo sguardo di odio o quello di sprezzo
dati al nemico o al mendico. Il nemico va perdonato e amato almeno con
lo spirito, se la carne si rifiuta di amarlo. Il perdono è amore dello spirito.
Il non vendicarsi è amore dello spirito. Il mendico va amato perché nessuno lo
conforta.
383.6 Non insolentite
chi vi benefica per non essere maledetti per l'amore che calpestate.
383.6b Non insolentite
la sposa col farle affronto di adulteri amori, e non insolentite
l'innocenza dei figli con cognizioni di illeciti amori. Siate santi davanti a
quelli che in voi vedono, per affetto e per dovere, colui che deve essere
l'esempio della loro vita. Non potete scindere la santità verso il prossimo più
prossimo da quella verso Dio, perché una germina l'altra come i due amori, Dio
e di prossimo, si germinano l'uno dall'altro. ... Troppi sono coloro che
dicono: "Ti amo" per sapere le cose dell'amico e sfruttarle a loro
pro! Troppi quelli che usurpano i diritti dell'amico!
383.6g Lo sguardo negato
al parente povero o all'amico caduto in miseria è simile ad un pugnale piantato
nel cuore di questi. E così lo sguardo di odio o quello di sprezzo dati al
nemico o al mendico. Il nemico va perdonato e amato almeno con lo spirito, se
la carne si rifiuta di amarlo. Il perdono è amore dello spirito. Il non
vendicarsi è amore dello spirito. Il mendico va amato perchè nessuno lo conforta. Non basta gettare un obolo e
passare sprezzanti. L'obolo serve per la carne affamata, nuda, senza
asilo. Ma la pietà che sorride nel dare, che si interessa del pianto
dell'infelice, è pane del cuore. Amate, amate, amate.
385.2c Ogni vecchio
giusto è un padre e una benedizione per il luogo che l'ospita e per chi lo
soccorre. Beati quelli che amano e onorano i vecchi.
395.5l Devi imparare ad amare
e a perdonare. A tornare ad amare. Ad essere giusta. E a perdonare... Più
l'amerai, più sarai assolta in Cielo.
397.1c La inabitazione di Dio negli
uomini e degli uomini in Dio si fa con l'ubbidienza alla sua Legge, che si
inizia con un comando d'amore e che è tutta amore dal primo all'ultimo
precetto del Decalogo. Questa è la vera casa che Dio vuole, in cui Dio abita, e
il premio del Cielo, avuto per l'ubbidienza alla Legge, è la vera casa in cui
voi abiterete con Dio, in eterno.
Perché
- ricordate Isaia nel suo 56° capo - Dio non ha dimora sulla terra, che è
sgabello, solo sgabello alla sua immensità, e ha per suo trono il cielo che è
sempre piccolo, un nulla, a contenere l'Infinito, ma l'ha nel cuore degli
uomini.
Solo la perfettissima
bontà del Padre di ogni amore può concedere ai suoi figli di
accoglierlo; ed è infinito mistero, che sempre più si perfeziona, questo potere
essere il Dio uno e trino, il purissimo triniforme
Spirito, nel cuore degli uomini.
397.2 E dice il Signore
confessando, Egli, il Padrone del mondo, la sua povertà di Re con troppi pochi
sudditi, di Padre di troppi figli fuggiaschi dalla sua dimora: "A chi
volgerò lo sguardo se non al poverello, al contrito di cuore che trema alla mia
parola?". Perché trema? Per sola paura di Dio? No. Per profondo rispetto,
per vero amore. Per umiltà di suddito, di figlio che riconosce, che il
Signore è il Tutto ed egli il nulla, e trema di emozione sentendosi amato,
perdonato, sovvenuto dal Tutto.
397.2b (I pentiti che
vogliono perdono e chiedono espiazione) fanno il sacrificio del loro cuore
contrito e umiliato, se peccatori; del loro cuore ubbidiente fino all'eroismo,
se giusti. Ecco ciò che il Signore gradisce. Ecco per quali offerte si dona coi
suoi ineffabili tesori d'amore e di delizie soprannaturali.
397.4b Il Signore verrà
nel fuoco, sopra un cocchio simile al turbine, a guidare nel fuoco dell'amore
e della giustizia, e a punire o ad esaltare, dividendo gli agnelli dai lupi,
ossia da quelli che credevano santificarsi e farsi puri e invece idolatri si
facevano.
399.4c Voi, voi che ho amato
ed amo ben più di Me stesso, perché non c'è amore più grande di quello di
immolarsi per il bene di coloro che si ama, non vogliate essere inferiori a
coloro che nella profezia d'Isaia sono detti bestie
selvatiche, dragoni e struzzi, ossia gentili, idolatri, pagani, immondi,
i quali, quando da Me stesso avrò testimoniato la potenza del mio amore e della
mia Natura, vincendo da solo anche
399.5l
400.5i Lo (Giuda) acceca
l'umanità, l'amore umano.
402.4b Guai a coloro che
mi conoscono per quello che sono, realmente, che della mia parola e del mio amore
si sono nutriti, e adesso mi scacciano, accogliendo Satana.
402.7e Solo gli
impenitenti fino alla morte dovranno tremare del Cristo, Giudice dopo essere
stato il Tutto Amore.
405.4h Di' piuttosto di
farti un'anima di giusto per amarmi sempre più.
406.5 Ti senti prossimo
a mancare? Oh! non restare solo! Vinci Satana con
l'aiuto di chi ti ama.
407.7d Aumentate la
vostra fede e siate costanti. Possederete il Cielo perchè
avrete saputo amare
409.5c L'amore
quando è disordinato diventa odio. ... La gelosia! Ma cosa vuoi di più
calunnioso, per una moglie, della gelosia? E che di più chiaramente indicatore,
dello stato reale di un cuore, della gelosia? Credi pure che dove essa si
annida, e così stolta e irragionevole, infondata, offensiva, ostinata, no, non
c'è amore di prossimo nè di Dio. Ma c'è
l'egoismo.
411.4-a Anche Satana ha
paura del più forte. E il più forte è l'Amore.
411.4d La buona volontà
in voi distrugge le tiepidezze, i quietismi, le vane presunzioni. Vi obbliga a
stare vigilanti. Quale è la cosa che vi fa degni di premio? La lotta e la
vittoria. Potete aver vittoria se non avete lotta? La presenza di Satana
obbliga ad una vigilanza continua. L'Amore, poi, che vi ama, rende la
presenza non inesorabilmente nociva. Se state presso all'Amore, Satana tenta,
ma viene reso incapace di nuocere veramente. Sempre. Nelle grandi e piccole
cose.
413.5u Gesù: -Io ho per
eterna natura
413.7 Io, nella oscurata casa terrena del Padre mio, vengo a mettere
414.7b Guai a chi
osserva le cose esteriori e trascura le altre interiori basate sull'amore
di Dio e al prossimo.
414.9 Ed Io vi dico che
Dio vi giudica. E vi giudica dicendo: "Guai a voi, dottori della Legge,
perché caricate la gente di pesi insopportabili, rendendo un castigo il paterno
decalogo dell'Altissimo al suo popolo". Egli con amore e per amore lo
aveva dato, onde l'uomo fosse sorretto da una giusta guida, l'uomo, l'eterno e
imprudente e ignorante bambino. E voi, alle amorose dande con cui Dio aveva
abbracciato le sue creature perché potessero procedere per la sua via e
giungergli sul cuore, avete sostituito montagne di pietre aguzze, pesanti,
tormentose, un labirinto di prescrizioni, un incubo di scrupoli, per cui l'uomo
si accascia, si smarrisce, si ferma, teme Dio come un nemico.
415.5b Anche alle
separazioni occorre abituarsi. E utili sono a provare la forza degli affetti.
Si capiscono meglio i cuori amati vedendoli con occhio spirituale, da
lontano. Quando, non sedotti da piacere umano per la vicinanza dell'amato, si
può meditare sul suo spirito e sul suo amore... si comprende di più l'io del
lontano...
416.5 Sprezzanti,
crudeli, ipocriti, non vogliono che Dio sia conosciuto e amato. Se lo
volessero, lo farebbero conoscere attraverso alle loro opere.
417.8d Ecco il segreto
del riuscire o meno. Si riesce quando si ama. Non si riesce che poco
quando si ama stentatamente. Non si riesce affatto quando non si ama. In
qualunque cosa. Con più ragione nelle cose di Dio dove, per essere Dio
invisibile ai sensi corporali, occorre avere un amore, oso dire, perfetto, per
quanto possa creatura toccare perfezione, per riuscire in un'impresa. Nella
santità, in questo caso.
417bis Generosità negli
affetti, per cui sa spogliarsi anche di questi pur di seguire Dio. Anche della
vita. La ricchezza più vera e più istintivamente amata dalla creatura
animale. I miei martiri sono stati tutti generosi in tal senso, perchè il loro spirito si era saputo far povero per
divenire "ricco" dell'unica ricchezza eterna: Dio.
417bis (6* p. 830)
Giustizia nell'amare le cose proprie. Amarle perchè,
testimonianza della Provvidenza verso di noi, è dovere. Ne ho già parlato in
dettati precedenti. Ma non amarle al punto di amarle più di Dio e della sua
Volontà; amarle non al punto di maledire Dio se mano d'uomo ve le strappa.
418.5p La carità fa un
tempio in ogni luogo. E nel Tempio della carità è Dio. Se tutti ci amassimo,
419.8b L'infelicità è
pena che dà merito a chi la porta e a chi, congiunto al colpito, la vede
portare e ne soffre per amor di parente... Onde Io vi dico: non siate
mai senza carità col vostro prossimo. E' nato infelice? Amatelo perché porta la
sua gran pena. E' divenuto infelice per sua colpa? Amatelo perché la sua colpa
già si è mutata in castigo. E' genitore di un infelice nato tale o divenuto
tale? Amatelo perché non vi è pena più grande di un dolore di genitore colpito
nella sua creatura. E' una madre che ha generato un mostro? Amatela perché ella
è letteralmente schiacciata da quel dolore che crede il più inumano. Inumano è.
… Amate per esser degni di Questa che amerà per tutti e amerà tutti.
L'amore è quello che salverà la terra
420.10 La donna è amore.
L'amore è la meta della donna.
421.9 E chi avrà parlato
male e contro il Figlio dell'uomo sarà ancora perdonato, perché Io perorerò il
suo perdono presso il Padre, ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo
non sarà perdonato. Questo perché? Perché non tutti possono conoscere l'estensione
dell'Amore, la sua perfetta infinità, e vedere Dio in una carne simile
ad ogni carne d'uomo. I gentili, i pagani non possono credere questo per fede,
perché la loro religione non è amore.
421.9 Essi, coloro che
mi perseguitano, conoscono i profeti. Le profezie sono piene di Me. Essi
conoscono le profezie e conoscono ciò che Io faccio. La verità è palese. Ma
essi la negano per volontà di negarla. Sistematicamente negano che Io sia non
solo il Figlio dell'uomo, ma il Figlio di Dio predetto dai profeti, il Nato da
una Vergine non per voler dell'uomo ma dell'Amore eterno, dell'eterno
Spirito che mi ha annunciato perché gli uomini mi potessero riconoscere. ... A questo Spirito Paraclito che è Amore e dona amore e
chiede amore, e che attende il mio olocausto d'amore per effondersi in amore
sapiente, illuminante nei cuori dei miei fedeli.
423.2° Il pentimento e
la buona volontà fanno l'uomo, prima colpevole e imperfetto, giusto, e allora
la coscienza si rinverginizza nel lavacro
dell'umiltà, della contrizione e dell'amore, e, rinverginizzata
così, può emulare coloro che sono mondi.
423.7b Non c'è limite
per l'amore e il perdono. Non c'è. Né in Dio né nei veri figli di Dio.
Finché c'è vita, non c'è limite. L'unica barriera alla discesa del perdono e
dell'amore è la resistenza impenitente del peccatore. Ma, se egli si pente, va
sempre perdonato. Peccasse anche non una, due, tre
volte al dì, ma molte di più.
423.7c Guardate i vostri
pesi prima di quelli che gravano sul cuore altrui. Levate prima i vostri dal
vostro spirito e poi rivolgetevi a quelli degli altri, per mostrare agli altri
non rigore che condanna ma amore che ammaestra e aiuta ad essere
liberati dal male.
423.8 Se il vostro fratello pecca, riprendetelo con amore, e
se si pente perdonategli. E se in capo al giorno avrà peccato sette volte e
sette volte vi dice: "Me ne pento" altrettante volte perdonategli.
423.9-a Io sono il
grande Mendico. E vi chiedo l'obolo più prezioso: anime vi chiedo. Io le vado
cercando. Ma voi mi dovete aiutare... Saziate la fame del mio Cuore, che cerca amore
e non lo trova che in troppo pochi. Perché quelli che
non tendono alla perfezione mi sono come tanti pani levati alla mia fame
spirituale. Date anime al vostro Maestro, afflitto di essere disamato e incompreso.
424.3-a Non tutti sarete
fedeli sino alla fine. Però molti saranno con Me in Paradiso. Taluni avranno
premio dopo espiazione, altri dal primo momento dopo la morte, ma il premio
sarà tale che, come dimenticherete la terra e i suoi dolori, così
dimenticherete il Purgatorio colle sue penitenziali nostalgie d'amore.
424.3b "Per la
vostra debolezza di uomini non potreste infatti subire
rassegnati il martirio. Ma ai grandi spiriti, che devono testimoniare il
Signore, viene dal Signore infuso un aiuto soprannaturale...".
"Quale?
L'insensibilità forse?".
"No, Nicolai.
L'amore perfetto. Essi giungeranno ad un amore tanto
completo che strazio di tortura, che strazio di accuse, di separazioni dai
parenti, dalla vita, da tutto, cesseranno di essere cosa che deprime, ma anzi
tutto si muterà in base per alzarsi al Cielo, accoglierlo, vederlo, e perciò
tendere le braccia e il cuore alle torture per andare là dove già sarà il loro
cuore: nel Cielo".
424.4-a Non ti pare
martirio vivere quando il mondo ha perduto ogni attrattiva e il cuore anela al
Cielo, e vivere per ammaestrare altri all'amore e conoscere le delusioni
del Maestro e perseverare senza stanchezze per dare al Maestro delle anime? Fa'
la volontà di Dio, sempre, anche se la tua ti parrebbe più eroica, e sarai
santo. ...
425.9 Dio ai giusti dà
subito premio, ai pentiti misericordia e tempo di
espiare per giungere al premio per il loro pentimento ed espiazione; e dà
maledizioni e castigo a chi calpesta l'amore con l'impenitenza
conseguente al peccato. A ognuno dà il suo.
426.6d E se amore
e vista del Vero gli furono concessi per la bellezza pura del suo spirito, non
potrà aver avuto un lampo di profezia (Virgilio)?
427.3r Le religioni, le
idee religiose, perciò, sono l'amore, il pensiero e il desiderio di
andare dove è Colui o coloro in cui noi crediamo, che noi amiamo e desideriamo.
428.4b Il libero
arbitrio non sempre è un buon coltivatore. Non sempre guarda la vigna e la
difende con siepe invalicabile, ossia con una volontà ferma e buona, tesa a
difendere l'anima dai ladroni, dai parassiti, da tutte le cose perniciose, dai
venti violenti che potrebbero far cadere i fioretti delle buone risoluzioni
quando queste sono appena formate nel desiderio. Oh! che
siepe alta e forte occorre alzare intorno al cuore per salvarlo dal male! Come
vegliare che non sia forzata, che non siano aperte in essa nè
grandi aperture da cui entrano dissipazioni, nè
subdole e piccole aperture, alla base, dalle quali si insinuano le vipere: i
sette vizi capitali! Come occorre sarchiare, bruciare le erbe cattive, potare,
fare scassi, concimare con la mortificazione, curare con l'amore a Dio e
al prossimo, la propria anima. E sorvegliare con occhio aperto e luminoso e
mente sveglia perchè i maglioli, che potevano parere
buoni, non si disvelino poi dannosi, e se ciò
avviene, senza pietà svellerli. Meglio una pianta sola, ma
perfetta, a molte inutili o dannose.
Abbiamo cuori, abbiamo perciò vigne che sono
sempre lavorate, piantate di nuove piante da un disordinato coltivatore che
affastella nuove piante: questo lavoro, quell'idea, quella volontà, anche non malvagie, ma che poi non se ne cura più e malvagie
divengono, cadono al suolo, si imbastardiscono, muoiono... Quante virtù
periscono perchè mescolate alla sensualità, perchè non coltivate, perchè, in
conclusione, il libero arbitrio non è sorretto dall'amore! Quanti ladri
entrano a rubare, a manomettere, a svellere, perchè
la coscienza dorme invece di vegliare, perchè la
volontà si infiacchisce e corrompe, perchè l'arbitrio
si fa sedurre e si fa schiavo, lui libero, del Male.
Ma pensate! Dio lo lascia libero e
l'arbitrio si fa schiavo delle passioni, del peccato, delle concupiscenze, del
Male insomma. Superbia, ira, avarizia, lussuria, mescolate prima, trionfanti
poi sulle piante buone!... Un disastro! Quanta arsura
che dissecca le piante perchè non c'è più l'orazione
che è unione con Dio, e perciò rugiada di benefici succhi sull'anima! Quanto
gelo ad assiderare le radici con la mancanza di amore a Dio e al
prossimo! Quanta magrezza di terreno perchè si
rifiuta la concimazione della mortificazione, dell'umiltà! Che groviglio
inestricabile di rami buoni e non buoni, perchè non
si ha il coraggio di soffrire per amputarsi di ciò che è nocivo!
430.3g Non c'è che un
significato (nel Deuteronomio), infatti. Ed è di amore; o, se non vuoi
chiamarlo amore, misericordia; o anche, se ti urta chiamarlo così, dillo
umanità.
430.5e Il Deuteronomio
prescriveva leggi di umanità perché gli uomini, allora, erano, per puerizia
spirituale, dei belluini, dei semi-selvaggi. Andavano guidati per mano per i
fioriti sentieri della pietà, del rispetto, dell'amore verso il fratello
che perde un animale, verso l'animale che cade, verso l'uccello che cova. Per
insegnare loro a salire a pietà, rispetto, amore più alti.
Ma, quando Io sono venuto, ho perfezionato le norme mosaiche ed ho aperto
orizzonti più vasti. La lettera non era più "il tutto". Lo spirito è
divenuto "il tutto". Al di là del piccolo atto umano verso un nido e
i suoi abitatori, occorre vedere il riposto significato del mio gesto:
inchinarmi, Io, il Figlio del Creatore, davanti all'opera del Creatore. Anche
quella covata è opera sua.
432.6c Voi sigillate l'amore
per Me col dolore. Può mai perire ciò che resiste anche alla persecuzione? Non
può perire. Io ve lo dico. Dono di Dio non si cancella. Solo il peccato lo
annulla.
432.9b Padre, per essi
ti prego. Non ti prego per i felici ed i ricchi del mondo. Ma per questi che
non hanno che Te e Me. Fa' che essi
salgano tanto nelle vie dello spirito, che trovino ogni conforto nel nostro amore,
e diamoci ad essi con l'amore, con tutto l'amore nostro infinito, a coprire di
pace, di serenità, di coraggio, della pace, serenità, forza soprannaturale, le
loro giornate, le loro occupazioni, onde, come straniati dal mondo per l'amore
nostro, possano resistere al loro calvario e dopo la morte avere Te, Noi,
beatitudine infinita".
436.6g Gesù a Maria Ss.: -L'Amore ci soccorrerà, e nell'amore ci
soccorreremo a vicenda. E nell'amore redimeremo...
439.4h L'amore,
per essere veramente tale, deve essere unito al sacrificio, perché se una cosa
costa ha più valore.
441.10c Quale è questo
contro fuoco? E' una fede sempre più forte, una volontà incrollabile di essere
di Dio. E' un appartenere al Fuoco santo. Perché il fuoco non mangia il fuoco.
Ora, se voi sarete fuoco di amore al Dio vero, il fuoco dell'Odio a Dio
non vi potrà nuocere. Il Fuoco dell'amore vince ogni altro fuoco. La mia
Dottrina è amore, e chi la raccoglie entra nel Fuoco della Carità, e non può
più essere torturato dal fuoco del Demonio.
444.3 Voi state
formandovi a questo amore di prossimo, che è la seconda parte del
precetto base della Legge di Dio, ma che in verità era caduto molto in
trascuranza in Israele. I molti precetti, le minuziosaggini succedute alla
lineare e completa, nella sua brevità, legge del Sinai, hanno svisato la prima
parte del precetto base, riducendolo un ammasso di riti esteriori, ai quali
manca ciò che dà loro il nerbo, il valore, la verità, ossia manca l'aderenza
attiva dell'interno, con le opere che compie, con le tentazioni che supera,
alle forme di culto esterno. Quale valore può avere agli occhi di Dio
l'ostentazione di un culto, quando poi nell'interno il cuore non ama Dio, non
si annichila in venerabondo amore a Dio,
quando non lo loda e ammira con l'avere amore alle cose da Lui fatte, e per
prima cosa all'uomo, che è il capolavoro del Creato terrestre?
444.7g E' il sacrificio
quello che dà il merito. Più grande il sacrificio e più grande il merito.
Completo il sacrificio e completo il merito. Perfetto il sacrificio e perfetto
il merito. E usabile secondo la santa volontà della vittima, alla quale il
Padre dice: "Sia come tu vuoi!" perché essa lo ha amato senza
misura ed ha amato il prossimo senza misura.
444.8-a Il più povero
degli uomini può essere il più ricco e beneficare un numero senza misura di
fratelli, se sa amare sino al sacrificio. Io ve lo dico: anche non
aveste neppur più una briciola di pane, un calice d'acqua, un brandello di
veste, voi potete beneficare sempre. Come? Pregando e soffrendo per i fratelli.
Beneficare chi? Tutti. In che modo? In mille modi tutti santi, perché, se voi
saprete amare, saprete come Dio operare, insegnare, perdonare,
amministrare e, come l'Uomo-Dio, redimere.
444.8b Il sorriso con
cui un povero vi saluta come fratelli è più di valore del sacco di monete che
uno vi può gettare ai piedi solo per essere notato. Sappiate amare e Dio
sarà con voi, sempre.
445.12-a Giorno per
giorno l'amore ti deterge da ciò che il mondo ti ha dato.
445.12d La mamma è per
l'anima e per il corpo ciò che per gli stessi è Dio. La mamma che ti fa? Ti
veglia, ti cura, ti insegna, ti ama, guarda che tu non ti faccia del
male, ti tiene, come fa la colomba coi suoi nati, sotto le ali del suo amore. E
la mamma va ubbidita e amata, perché tutto quello che fa lo fa per nostro bene.
Anche il buon Dio, e molto più perfettamente della più perfetta delle mamme,
tiene i suoi figli sotto le ali del suo amore, li protegge, li ammaestra, li
aiuta, notte e giorno pensa a loro. Ma anche il buon Dio, come e molto più
della mamma perché la mamma è il più grande amore della terra,
ma Dio è il più grande ed eterno amore della terra e del Cielo - va
ubbidito e amato, perché tutto quello che fa lo fa per nostro bene...
445.12° (Alle madri) è
macigno che le schiaccia il disamore dei figli, il
loro essere imperfetti agli occhi di Dio e degli uomini.
447.3d Dovete fare opere
di amore. Vedere di salvare Patria e i compatrioti. Come? Forse colla
violenza? Con lo sprezzo? No. Con l'amore, con il paziente amore per
convertirli a Dio.
447.3h Più grande è la
scienza e più bassa è la fede, perché i dotti si credono esenti dalla fede
semplice e schietta, che crede per forza d'amore e non per ausilio di
scienza.
E' l'amore che bisogna tramandare e
accendere. E, per farlo, bisogna ardere. Essere convinti, eroicamente convinti
per convincere. In luogo degli sgarbi, in risposta agli insulti, umiltà e
amore. E con questi andare, ricordando le parole del Signore a chi più non le
ricorda: "Temiamo il Signore che ci dà la pioggia della prima e
dell'ultima stagione".
448.9Dio è Misericordia più che
intransigenza. Dio è buono. Dio è Padre. Dio è Amore. Il vero Dio questo
è. E il vero Dio apre il cuore a tutti, a tutti dicendo: "Venite", a
tutti indicando il suo Regno. Ed è libero di farlo perchè
è Egli, il Signore Unico, Universale, Creatore, Eterno.
Ve ne prego, voi di
Israele. Siate giusti. Ricordate queste cose. Non fate che le comprendano
quelli che per voi sono immondezza, mentre restano incomprensibili a voi. Anche
l'eccessivo e disordinato amore di religione e di patria è peccato, perchè diviene egoismo. E l'egoismo è sempre ragione e
cagione di peccato.
Sì. L'egoismo è peccato perché semina nel
cuore una mala volontà che fa ribelli a Dio e ai suoi comandi. La mente
dell'egoista non vede più Dio nettamente né le sue verità. La superbia fuma
nell'egoista e offusca le verità. Nella caligine la mente, che non vede più la
luce schietta della verità come vedeva prima di divenire
superba, inizia il processo dei perché, e dai perché passa al dubbio,
dal dubbio al distacco, non solo dall'amore e dalla fiducia in Dio e
nella sua giustizia, ma anche dal timore di Dio e del suo castigo.
449.3-b Se vuoi essere
apostolo, sappi avere viscere di madre per i fedeli. Sono come bambini, sai...
e ci vuole pazienza d'amore per loro...
449.9b Un calice d'acqua
dato per amore è calcolato in Cielo. Ma a chi ama un innocente per mio
amore... oh! che beatitudine per quelli che amano i
piccoli e li salvano dal male!
452.6c Il pentimento del
peccatore, la buona volontà di riparare, ambedue nati da un vero amore
per il Signore, detergono la macchia della colpa e rendono degni del perdono
divino.
452.7b Il Salvatore non
è venuto a
mettere una nuova Legge, ma a riconfermare la prima, l'unica Legge. Anzi, a
riconfermarla nella sua nudità santa, nella sua semplicità perfetta. A
riconfermare con amore, e con promesse, di certo amore di Dio, ciò che
prima era stato detto con rigore da una parte e ascoltato con timore
dall'altra.
453.2d L'elemosina data con
amore passa dal grado di soccorso materiale a quello di amor di prossimo
e attira grazie.
453.4 I sacrifici e le
preghiere sono vani se non fa loro da base e da altare l'amore del
prossimo, e specie del povero indigente, al quale è possibile dare tutte le
forme d'amore con il pane, il letto, le vesti, con il conforto e
l'insegnamento, con il condurlo a Dio. La miseria, avvilendo, porta lo spirito
a perdita di quella fede nella Provvidenza che è salutare per resistere nelle
prove della vita.
453.4 Come potete
pretendere che il misero sia sempre buono, paziente, pio, quando esso vede che
coloro che sono i beneficati della vita e perciò, secondo il concetto comune,
della Provvidenza, sono duri di cuore, senza vera religione - perché alla loro
religione manca la prima e la più essenziale delle partì:
l'amore - sono senza pazienza e, loro che tutto hanno, non sanno
sopportare neppure la supplica di chi ha fame? ... Il pane che manca, la veste
insufficiente, il tetto inesistente, muovono costoro a chiedersi: "Come
posso credere che Dio mi è Padre se io non ho ciò che ha l'uccello
dell'aria?". Le durezze del prossimo come possono far credere a costoro
che bisogna amarsi come fratelli? Voi avete l'obbligo di farli certi che Dio è
Padre e voi siete fratelli col vostro operante amore.
453.5 Ho voluto essere
povero e perseguitato per essere come loro e perché il ricordo del Cristo
povero e perseguitato durasse nei secoli, gettando una luce soprannaturale sui
poveri e perseguitati come il Cristo, una luce che ve li facesse amare
come altri Me stesso. Ed Io infatti
sono nel mendico sfamato, dissetato, vestito, alloggiato. Io sono nell'orfano
raccolto per amore, nel vegliardo soccorso, nella vedova aiutata, nel
pellegrino ospitato, nell'infermo curato. E sono nell'afflitto confortato, nel
dubbioso fatto sicuro, nell'ignorante ammaestrato.
Sono dove si riceve amore. E ogni cosa fatta ad un fratello povero, o di
mezzi materiali o di mezzi spirituali, è fatta a Me. Perché Io sono il Povero,
l'Afflitto, l'Uomo dei dolori.
453.6 Io sono tutto a
tutti, e tutti voglio con Me nel Regno dei Cieli. Esso a tutti è aperto purché
si sappia vivere nella giustizia. La giustizia è nella pratica della Legge e
nell'esercizio dell'amore. Ad esso Regno non si accede per diritti di
censo, ma per eroismi di santità. Chi vuole entrarvi mi segua e faccia ciò che
Io faccio: ami Dio sopra ogni cosa e il suo prossimo come Io
lo amo.
453.6b Venite a Me, voi
che siete poveri di sapienza. Nella mia parola è sapienza. Venite a Me,
rifatevi una vita nuova su altri concetti. Non temete di non sapere, di non
potere fare. La mia dottrina è facile, il mio giogo è leggero. Io sono il Rabbi
che dà senza chiedere compenso, senza chiedere altro compenso che il vostro amore.
Se mi amerete, amerete la mia dottrina e perciò anche il prossimo vostro, e
avrete
453.6b Ricchi,
spogliatevi della affezione alle ricchezze e comperate
con esse il Regno con tutte le opere di misericordioso amore al
prossimo. Con Isaia Io dico: "Sitibondi, venite alle acque, e anche voi
che non avete denaro venite a comprare". Con l'amore comprerete ciò che è
amore, ciò che è cibo che non perisce, cibo che veramente sazia e fortifica.
453.8c Il mio potere è
universale, perché universale è il mio amore.
454.3d Maria Ss.: Di una cosa soprattutto io ringrazio l'Altissimo, di
avermi concesso di raggiungere l'amore perfetto, perfetto quanto può
possedere creatura, il quale mi concede di poter
medicare e fortificare il mio cuore dicendo: "Il suo e il mio dolore sono
utili ai miei fratelli, e perciò sia benedetto il Dolore". Non amassi così
il prossimo... non potrei, no, pensare che metteranno a morte Gesù... Che amore
è il mio? Quale amore si deve avere per poter dire quelle parole? L'amore di
fusione con Dio, l'unione totale, l'abbandono totale, l'essere perse in Lui,
non essere più che una parte di Lui, così come la mano è una parte di te stessa
e fa ciò che il tuo capo ordina. Ecco il mio amore e quale è l'amore che si
deve avere per far sempre con buona volontà la volontà di Dio.
455.12 Siate inclini
all'amore e al perdono. Non vi è uomo sulla terra che non abbia bisogno
di perdono da Dio e da qualche suo simile. Abbiate dunque del perdono per
essere perdonati.
455.13c Il Signore mi ha
mandato ad annunziare
455.14 Non è difficile o
poveri figli, servire il Signore. Egli vi ha dato un modo facile di servirlo
perché vi vuole felici nel Cielo. Servire il Signore è amare. Amare la
volontà di Dio perché amate Dio. La volontà di Dio si cela anche nelle cose più
apparentemente umane. Perché - parlo a voi che forse avete sparso sangue di
fratelli - perché, se certo non era volontà di Dio che voi foste violenti, ora
è volontà sua che nella espiazione annulliate i vostri
debiti verso l'Amore. Perché, se non era volontà di Dio che voi vi ribellaste
ai nemici, è ora volontà che voi vi facciate umili come un tempo foste superbi
per vostro danno. Perché, se non era volontà di Dio che con frode, grande o
piccina, voi vi appropriaste di ciò che non era vostro, ora è volontà di Dio
che voi siate puniti per non giungere a Dio col vostro peccato sul cuore.
456.6-c Chi amerà
lo spirito amerà anche il corpo perchè avrà un amore
giusto.
457.5b Il Sacerdote di
Dio è lo stesso Amore. E l'Amore fece una Carne gettando il suo
germoglio fuor dalla radice di Jesse che fango non
aveva nutrita, e
459.5d La creatura è
pesante finché non elegge l'amore a sua legge, ed essendo pesante scende
ed appetisce più facilmente a ciò che è appagamento immediato e delle parti più
basse dell'uomo.
460.10° E poi sarà la
pace. Tanta pace... Pensa: aver fatto tutto ciò che Dio vuole da noi, suoi figli, per il bene di tutti gli altri figli. Tanta
pace... La pace del perfetto amore...
461.4 Ma i fanciulli
sono buoni. I loro spiriti vedono Dio e Dio riposa nel loro cuore. Perciò
devono capire le cose con sapienza e dire che il mio Regno non si farà con la
violenza, sulla terra, ma con l'amore, nei cuori. E devono pregare
perché gli uomini capiscano questo mio Regno come lo capiscono i fanciulli.
461.7 Io devo cercare di
guidare gli amori e sopire gli odi. Io lo
faccio, per fare il mio dovere. E lo farò sinché avrò edificato il Regno,
bagnando le pietre col mio Sangue perché si cementino. Quando vi avrò aspersi
del mio Sangue, i vostri cuori non vacilleranno più. Parlo dei cuori a Me
fedeli.
464.21 Questa è stata
una delle ore di Satana per Me. Come le ha avute il Cristo così le hanno i
piccoli Cristi. Bisogna subirle e superarle senza superbie e senza sfiducie.
Non sono senza scopo. E scopo buono. Non temere però. Dio, durante queste ore,
non abbandona, ma sorregge chi è fedele. E dopo scende l'Amore a fare,
dei fedeli, dei re.
466.3d Anche un solo
calice d'acqua o un pane dato in soccorso di chi si affatica per Me troverà
compenso da Dio stesso. I discepoli curano lo spirito dei fedeli, e i fedeli
devono aver amore ai discepoli e sovvenirli,
pensando che essi hanno rinunciato a tutto, pronti anche a rinunciare alla vita
pur di dare ai fedeli
467.6-a Il Signore
altissimo più di me vi affida la ricchezza delle sue acque, perchè
voi diveniate la provvidenza di chi ne è privo. Se saprete far queste cose con amore
e giustizia, accontentandovi del necessario, dando il superfluo ai miseri,
essendo giusti, non dicendo vostro ciò che è dono avuto, e più che dono
deposito, grande sarà la vostra pace, e l'amore di Dio e il mio saranno sempre
con voi.
467.6c La carità, la
misericordia è premiata in eterno. Ricordate! La carità, la misericordia è
assoluzione dalle colpe. Dio molto perdona a chi ama. E l'amore agli
indigenti che non possono ricambiare è l'amore più meritorio agli occhi di Dio.
467-8-e Il mio amore
severo è per salvarti, è per trattarti da amico infelice, non perché sei
povero, ma perché fosti cattivo.
467.10c Le persecuzioni vi ottengono un
raddoppiato amore protettivo di Dio.
468.3h Cari uccellini!
Come sono d'esempio agli uomini!... cantano per la
gioia di amarsi con onestà. L'usignolo per l'usignola
e ambi per i figli. Gli animali sono sempre felici, perché non hanno rimorsi e
rimproveri nel loro cuore.
468.4h E' anche in
questo una grande medicina. Il dover fare sforzo nel dire la colpa trattiene
dalla stessa; e se si è compiuta, la pena dell'accusarsi è già penitenza che
redime. Se poi uno soffre non tanto per orgoglio di sé e per paura del castigo,
ma perché sa che mancando ha dato dolore, allora, Io te lo dico, la colpa si
annulla. E' l'amore che salva.
468.5h Un figlio non ha
paura e vergogna del padre buono, e un malato di un medico valente. E all'uno e
all'altro va la confessione senza timore, poiché uno ama e perdona,
l'altro capisce e guarisce.
469.3d L'amore
per Me è fare ciò che vi ho insegnato, perché chi fa ciò che uno gli ha
insegnato dimostra di avere stima - e stima è sempre amore - di quella persona.
... Pensate (voi di Corozim) a quanti ancora mi
attendono, a quanti dovranno morire senza avermi visto, a quanti dovranno amarmi
senza averti mai conosciuto. Voi mi avete avuto più di una volta e potete avere
facilitata la fede e la speranza dalla carità che è fra noi. Essi invece
dovranno avere una grande, una cieca fede per poter giungere a dire: "Egli
è veramente il Figlio di Dio, il Salvatore, e la sua parola è veritiera".
Una grande fede per potere avere la grande speranza della vita eterna e
dell'immediato possesso di Dio dopo una vita di giustizia. Dovranno amare
chi non hanno conosciuto, chi non hanno udito, chi non hanno visto operare
prodigi. Eppure, solo se ameranno così, avranno la vita eterna. ... Amare
anche chi vi odia, perché Dio vi ha per primo dato l'esempio di amare gli
uomini che col peccato mostrano odio a Dio.
471.1g Ma non ricordate
ciò che dice Davide del Cristo (Salmo 69.22), e ciò che del Cristo dice Isaia
(Isaia 63,1-3)... Prendete il dolce miele, l'inebbriante
vino dai profeti... ma non pensate che per essere Re dei re il Figlio dell'uomo
dovrà bere il fiele e l'aceto e vestirsi con la porpora del suo Sangue... Ma
non è colpa vostra se non capite... E il vostro errore nel capire è amore.
Vorrei in voi un altro amore. Ma per ora non potete... Secoli di peccato sono
contro gli uomini a impedire in loro
471.4b Io osservo
471.6t Il principale
attributo di Dio è l'Amore, e Amore misericordioso.
471.7e L'uomo ha perduto
472.8b Tanto era stato
già detto da Dio all'uomo, già più che l'uomo non meritasse di udire da Dio.
Tanto con
476.2d L'amore
prelude sempre ad un seguire colui che si è imparato ad amare.
476.4 E tutte queste virtù,
necessarie al maestro e medico di anime, dove trovano la loro luce per vedere e
capire, la loro pazienza, talora eroica, per perseverare ricevendo freddezze,
qualche volta offese, la loro fortezza per medicare saggiamente, la loro
prudenza per non nuocere al malato e a se stessi? Nell'amore. Sempre
nell'amore. Esso dà luce a tutto, dà saggezza, dà fortezza e prudenza. Preserva
dalle curiosità, che sono via ad assumere le colpe che si sono curate. Quando
uno è tutto amore, non può entrare in lui altro desiderio e altra scienza che
non quella d'amore.
Vedete? I medici dicono che, quando uno fu
morente per una malattia, difficilmente di essa si ammala mai più, perché ormai
il suo sangue l'ha ricevuta e l'ha vinta. Il concetto non è perfetto, ma non è neppure
in tutto errato. Ma l'amore, che è salute invece che malattia, fa ciò che
dicono i medici e per tutte le passioni non buone. Chi ama fortemente
Dio e i fratelli non fa cosa che possa dare dolore a Dio e ai fratelli; perciò,
anche avvicinando i malati dello spirito e venendo a conoscenza di cose che
l'amore aveva sino allora velate, non se ne corrompe, perché resta fedele
all'amore e il peccato non entra.
476.5-a Che volete che
sia il senso per uno che ha vinto il senso con la carità? Che le ricchezze per
chi nell'amore di Dio e delle anime trova ogni tesoro? Che la gola, che
l'avarizia, che l'incredulità, che l'accidia, che la superbia per chi non
appetisce che a Dio, per chi dà se stesso, anche se stesso per servire Dio, per
chi nella sua Fede trova ogni suo bene, per chi è pungolato dalla fiamma
instancabile della carità e opera instancabilmente per dare gioia a Dio, per
chi conosce Dio - amarlo è conoscerlo - e non può più insuperbire perché
si vede quale è rispetto a Dio?
5Un giorno voi sarete sacerdoti della mia
Chiesa. Sarete perciò i medici e maestri di spiriti. Ricordate queste mie
parole. Non sarà il nome che porterete, né la veste, né le funzioni che
eserciterete che vi faranno sacerdoti, ossia ministri di Cristo, maestri e
medici di anime, ma sarà l'amore che possederete che vi farà tali. Esso
vi darà tutto quanto occorre per esserlo, e le anime, tutte diverse fra loro,
giungeranno ad un'unica somiglianza: quella del Padre, se voi le saprete
lavorare con l'amore.
476.5d L'amore
rende sacerdoti.
476.7 Io sono l'Amore.
E' vero. Ma su Me è il Padre. Ed Egli è
476.10m Non è mai
lontano ciò che si fa con gioia.
478.8 Io sono
479.3b L'amore
non pecca mai.
480.3c Tu (Giovanni) gli
sei diletto (al Padre) perché mi ami.
484.6b (Le separazioni
tra i popoli) a chi morde il vicino che non ama per dargli offesa e
dolore, dànno un'amarezza che avvelena lo spirito.
484.6d Il mio
comandamento è questo: che gli uomini si amino da fratelli quali sono.
Si amino come il Padre dei Cieli li ama e come li ama il Figlio dell'uomo, che
per la natura umana che ha assunta si sente fratello degli uomini, e che per la
sua Paternità si sa padrone di vincere il Male con tutte le sue conseguenze.
Amatevi gli uni gli altri, amatevi in Me e la pace verrà agli spiriti degli
uomini, come è stato promesso. E verrà il Regno di Dio che è Regno di pace e di
amore per tutti coloro che hanno retta volontà di servire il Signore Dio loro.
486.5b La mente del
superbo fornica con Satana contro Dio e contro l'amore.
486.6-b Non sei un rabbi
sapiente, poiché non sai l'essenza vera di questo peccato universale, trino
frutto del Male. Così come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono la trina
forma dell'Amore. La lussuria è disordine, o scriba. Disordine guidato
da una intelligenza libera e cosciente, che sa che il
suo appetito è male, ma lo vuole saziare ugualmente. La lussuria è disordine e
violenza contro le leggi naturali, contro la giustizia e l'amore verso
Dio, verso noi stessi, verso i fratelli nostri.
486.6d Il Regno di Dio è
in voi, dentro di voi, nel vostro spirito che accoglie
486.6d E quelle parole
(le mie) non si cancelleranno più. Il segno resterà. Luce a chi lo accoglierà,
almeno allora, con amore. Assolute tenebre a chi neppure allora
comprenderà che è la volontà di Dio che mi ha mandato a fondare il suo Regno.
486.8c Una epifania nuova, tremenda vedrete, e presto, fra queste
mura. E le latebre sacre usciranno dalle tenebre, perché sarà iniziato il Regno
della Luce, e il Santo dei Santi sarà innalzato al cospetto del mondo non più
celato sotto la triplice cortina. E non crederete ancora. Che dunque ci vorrà
per farvi credere? Che le folgori della Giustizia vi incidano le carni? Ma
allora
486.9e E il Figlio
dell'uomo gusterà tutta l'amarezza dei peccati passati, presenti e futuri sino
all'ultimo peccato, nel suo spirito, avanti di essere il Redentore. E oltre la
sua gloria ancora soffrirà, nel suo spirito d'amore, nel vedere che
l'Umanità calpesta il suo amore.
487.4c La stessa Verità
(mi ha mandato). Voi non sapete le sue opere. Voi non sapete le sue vie. Quelle
vie per le quali Io sono venuto. L'odio non può conoscere le vie e le opere
dell'Amore. Le tenebre non possono sostenere la vista della Luce.
487.6
Quel Figlio
non potrà essere che Dio come il Padre, del quale divide gli attributi e le
potenze, e col quale gode della Carità che li letifica
negli ineffabili e inconoscibili amori della Perfezione per Se stessa.
487.6d Ogni cosa va
redenta attraverso la materia con cui peccò. Dio avrebbe perciò dovuto mandare
un angelo per espiare le colpe degli angeli decaduti, e che espiasse per
Lucifero e i suoi seguaci angelici. Perché, lo sapete,
anche Lucifero peccò. Ma Dio non manda uno spirito angelico a redimere gli angeli
tenebrosi. Essi non hanno adorato il Figlio di Dio, e Dio non perdona il
peccato contro il suo Verbo generato dal suo Amore. Però Dio ama l'uomo
e manda l'Uomo, l'Unico perfetto, a redimere l'uomo e a ottenere pace con Dio.
E giusto è che solo un Uomo-Dio possa compiere la redenzione dell'uomo e
placare Dio.
487.8-a Tremate soltanto
che per voi non serva il sacrificio dell'Uomo e la misericordia del Cristo. Vi
ho tanto amati, vi amo tanto che ho ottenuto dal Padre di annichilire Me
stesso. Vi ho tanto amati e vi amo tanto che ho chiesto di consumare tutto il
dolore del mondo per darvi la salute eterna.
489.5l Guarire l'amore
da ogni umanità.
489.8-b Lodate il
Signore altissimo. Egli è il Padrone dei venti e delle acque. Se Egli ha
ascoltato il suo Figlio lo è stato per premiare la
fede e l'amore che voi avete avuto in Lui.
490.3-a Chi ama
in mio nome un fanciullo mi fa felice.
490.8-a Quando sarete
nel mondo a sostituirmi, avvicinerete creature ben più strane di Giuda. Che
apostoli sareste se li eliminaste perché sono strani? Anzi, appunto perché lo
sono, li dovrete amare con paziente amore per renderli agnelli del
Signore.
490.8e Pace anche coi
nemici. Se essi sono nemici nostri, sono amici di Satana. Ma vorremmo divenire
noi pure amici di Satana, odiando chi ci odia? Come potremmo portarli all'amore
se fossimo noi fuori dell'amore?
491.5b Venite a Me, o
popoli! Venite a Me, o creature! Venite a formare un unico Tempio, perché Io
non respingo nessuno, ma per amore vi voglio con Me, nel mio lavoro, nei
miei meriti, nella mia gloria.
493.3c Non manca mai la
stella di Dio a chi con giustizia e amore cerca Iddio.
493.5c Non è difficile
seguire la via della Vita. Basta credere nell'unico vero Dio, amare il
prossimo ed amare l'onestà in tutte le azioni.
Fine 494
7* p. 1457 (mancante nell'Evangelo: [...])
Gesù: Là dove Io posso piegare con
l'autorità, Ella vi porta con la carezza dell'amore e vi ci porta meglio ancora
di Me. Il suo tocco è un sigillo davanti al quale Satana fugge. ... Amare Maria
è amare Gesù. E' amarlo più facilmente. Perchè
Io ti faccio portare la croce e sulla croce ti ci metto.
497.5 Preghiamo insieme.
Non c'è altro da fare per riconquistare pace, forza spirituale, amore,
compatimento... anche verso noi stessi. La preghiera fuga i fantasmi di Satana,
ci fa sentire vicino Dio. E con Dio vicino, tutto si può affrontare e
sopportare con giustizia e merito.
498.5 Che il mondo non
mi ami, che Io mi senta soffocato da tutto quest'odio, da questa
antipatia, inimicizia, sospetto che mi circonda, dalle brutture di ogni specie,
dagli egoismi, da tutto quanto solo il mio infinito amore per l'uomo mi fa
sopportare, è penoso. Ma Io soffro ancora con sopportazione. Sono venuto per
soffrire di questo da quelli che odiano
Credete, potete credere voi tutti, che Io non
veda gli errori di Giuda, che ignori cosa alcuna di lui? Oh! persuadetevi
che non è così. Ma, se avessi voluto dei perfetti nello spirito, avrei fatto
incarnare degli angeli e me ne sarei contornato. Lo avrei potuto fare. Sarebbe
stato un vero bene? No. Da parte mia sarebbe stato egoismo e sprezzo. Avrei
evitato il dolore che mi viene dalle vostre imperfezioni, e avrei sprezzato gli
uomini creati dal Padre mio e tanto amati da Lui da mandarmi a salvarli.
E da parte dell'uomo sarebbe stato nocumento per il futuro. Finita la mia
missione, risalito al Cielo coi miei angeli, che sarebbe rimasto di atto a
continuare la mia missione, e chi? Quale uomo avrebbe potuto sforzarsi a fare ciò che dico, se solo un Dio e degli angeli avessero
dato l'esempio di una vita nuova, regolata dallo spirito? E' stato necessario
che Io vestissi una carne per persuadere l'uomo che, volendo, l'uomo può essere
casto e santo in tutti i modi. Ed è stato necessario che Io prendessi degli
uomini, così, quelli che col loro spirito risposero all'appello del mio
spirito, senza guardare se erano ricchi o poveri, dotti o ignoranti, cittadini
o paesani. Li prendessi così come li trovavo, e il mio e loro volere li
trasformasse lentamente in maestri di altri uomini.
501.3d Il sacrificio a
Dio è lo spirito compunto (e Io aggiungo: ubbidiente e amoroso, perché
si può compiere anche sacrificio di lodi e di gaudio e d'amore, non solo di
espiazione). Il sacrificio a Dio è lo spirito compunto; il
cuore contrito ed umiliato Tu, o Dio, non lo disprezzi". No. Non
disprezza neppure il cuore che ha peccato e si è pentito, il Padre vostro. E
allora, come accoglierà il sacrificio del cuore puro, giusto, che lo ama?
Questo è il sacrificio più gradito. Il quotidiano sacrificio della volontà
umana a quella divina, che vi si mostra nella Legge, nelle ispirazioni e negli
avvenimenti giornalieri.
503.1e E che voglio se
non questo? Mettere le vostre mani nelle mani dell'Eterno,
Padre mio e vostro, e dire: "Ecco, Io ti riconduco questi figli.
Guarda, o Padre, sono mondi. Possono tornare a Te".
Vedervi stretti sul suo seno e dire: "Amatevi infine, ché l'Uno e
gli altri avete ansia di questo, e di non esservi potuti
amare ne soffrivate acutamente". Ecco la mia gioia. E ogni giorno che mi
avvicina al compimento di questo ritorno, di questo perdono, di questa unione,
aumenta la mia ansia di consumare l'olocausto per darvi Dio e il suo Regno.
503.10e Il Figlio parla
col Padre il linguaggio vero e con esso, per amore reciproco di Padre e
di Figlio, si compiono i miracoli
506.2b Dio, l'Altissimo,
lo Spirito perfetto e infinito, è luce d'Amore, luce di Sapienza, luce
di Potenza, luce di Bontà, luce di Bellezza. ... Egli
ha dato all'uomo intelletto e sentimento perché potessero vedere
502.2d L'uomo ... il più
perfetto fra i creati, più perfetto del sole perché avente l'anima oltre che la
materia, l'intelligenza oltre l'istinto, la libertà oltre l'ordine, l'uomo
simile a Dio per lo spirito, simile all'animale per la carne, il semidio che
dio diventa per partecipazione e per grazia di Dio e volontà propria, l'essere
umano che volendo può trasformarsi in angelo, l'amatissimo del creato
sensibile per il quale, pur sapendolo peccatore, da prima che il tempo fosse ha
preparato il Salvatore,
506.3-a Io,
507.8c Abramo fu umile
dopo la predilezione di Dio e l'onorò in Mambre
sentendosi sempre un nulla rispetto all'Altissimo che gli aveva parlato, figura
della posizione di amore reverenziale che l'uomo deve sempre tenere
verso il suo Dio.
507.9b Se riconosceste
Dio per Padre in spirito e in verità mi amereste, perché Io procedo e
vengo da Dio; non vengo già da Me stesso, ma è Lui che mi ha mandato. Perciò,
se veramente conosceste il Padre, conoscereste anche Me, suo Figlio e vostro
fratello e Salvatore.
507.9b Fin dal principio
egli era omicida, e non perseverò nella verità perché egli, che si ribellò alla
Verità, non può avere in sé amore alla verità.
508.2n Lascerai l'amore
(Giovanni). E l'amore per il tuo Gesù sarà parola. E molti, molti, anche fra
quelli che non saranno della mia Chiesa, che non saranno di nessuna chiesa, ma
che cercheranno una luce e un conforto per aculeo dello spirito insoddisfatto,
per bisogno di una compassione nelle pene, verranno a te e troveranno Me.
509.5h L'ubbidienza è amore.
510.2c Io sono
513.4b Per salire al
Cielo con lo spirito e comprendere le lezioni della Sapienza, occorre uno
spirito umile, ubbidiente e soprattutto tutto amore, essendochè
514.3-a Nell'amore
sta la perfezione. La santità è amore.
514.5-d "Tu,
Maestro, spiegami quale è la virtù indispensabile".
"E' la carità. Se amerai sarai
santo, perché dall'amore per l'Altissimo e per il prossimo vengono tutte le
virtù e tutte le opere buone".
"Sì? Così è più facile. La santità
allora è amore. Se io ho la carità ho tutto... La
santità è fatta di questo".
"Di questo e delle altre virtù. Perché
la santità non è essere soltanto umili, o soltanto prudenti, o soltanto casti e
così via. Ma è essere virtuosi".
514.5 La santità, che
dobbiamo considerare come un mazzo di fiori offerto al Signore, deve essere
formata di tutte le virtù. In uno spirito predominerà l'umiltà, in un altro la
fortezza, in un altro la continenza, in un altro la pazienza, in un altro lo
spirito di sacrificio o di penitenza, tutte virtù nate all'ombra della pianta
regale e profumatissima dell'amore, i cui fiori predomineranno sempre
nel mazzo, ma tutte le virtù compongono la santità.
514.5e Per la santità...
non c'è un metodo. Se tu amerai il Signore, Egli ti darà i suoi doni.
514.13-c Come è detto in
Osea, Io sono venuto con le mani cariche di doni e il
cuore d'amore, ho cercato di attrarvi con tutte le maniere più dolci per
farmi amare. Ho parlato al mio popolo come sposo a sposa, offrendogli un eterno
amore, e pace, e giustizia, misericordia.
514.13b Non cerco
conquistare amore coi patteggiamenti, con la menzogna.
515.3 Pensate dunque se
Io, che sono stato richiesto dall'Amore se volevo riportare il gaudio ai
figli di Dio, non debba soffrire infinitamente, per compiere l'ubbidienza al
Pensiero di Dio.
515.3b Io conosco tutto
il suo Pensiero, per i grandi e minuti avvenimenti. A Me, non sono posti limiti
nel conoscere e nell'eseguire. L'amoroso sacrificatore, l'Abramo divino, non
risparmia la sua Vittima e il Figlio suo. E' l'Amore insaziato e offeso
che esige riparazione e offerta.
515.3c L'ubbidienza è
carità perché è un atto di amore, e più si è ubbidienti più gli atti
sono numerosi e perfetti.
516.2d Fa' che ami
il Signore Iddio con tutto se stesso, e spontaneamente fiorirà nel suo cuore la
lode perfetta, e perfetto sarà nel servizio al suo Dio.
516.4g Io ho detto che
anche un calice d'acqua dato con amore ad un assetato non resta senza
premio (Mt 10,42). Un sorso d'acqua è nulla, come valore materiale,
ma grande lo fa la carità. E non resta senza premio. Talora il premio
può essere un ritorno al Bene che si forma col ricordo di quell'atto, delle
parole del fratello assetato, dei sentimenti del cuore di allora, del cuore che
offriva da bere in nome di Dio e per amore. Ed ecco che Dio,
per sequela di ricordi, torna, come un sole che risorge dopo la notte oscura, a
splendere sull'orizzonte di un povero cuore che lo ha perduto e che, ammaliato
dalla sua ineffabile Presenza, si umilia e grida: "Padre, ho peccato!
Perdona. Io ti amo di nuovo".
516.5b Amate Dio.
Preoccupatevi solo di amarlo. Amate il prossimo vostro per onorare Dio.
517.4e La sensualità può
avere attrattive unicamente per quelli che non si nutrono di soprannaturale e
che abborrono il sacrificio. Ma per chi si è votato
al sacrificio, per chi è vittima, che attrattive vuoi che abbia il piacere di
un'ora? Il godere delle anime vittime è tutto nello spirito e, se
vestono una carne, essa non è più di una veste. Pensi tu che le vesti che
indossiamo abbiano dei sentimenti? Ugualmente è la carne per quelli che vivono
di spirito: una veste, nulla più. L'uomo spirituale è il vero superuomo, perché
non è schiavo del senso, mentre l'uomo materiale, è un non-valore, secondo la
dignità vera dell'uomo, perché ha in comune col bruto troppi appetiti, ed è
anche inferiore ad esso superandolo, facendo dell'istinto connesso all'animale
un vizio degradante. ... Non sono venuto per godere,
ma per convertire.
518.6d Il Regno del
Messia non è di questo mondo. Esso è il Regno di Dio fondato sull'amore.
Non altro è. E il Messia non è re di popoli e milizie, ma
re di spiriti. Dal popolo eletto verrà il Messia, dalla stirpe regale, e
soprattutto da Dio che lo ha generato e mandato. Dal popolo di Israele si è
iniziata la fondazione del Regno di Dio, la promulgazione della Legge d'amore,
l'annuncio della buona Novella, della quale parla il profeta. Ma il Messia sarà
Re del mondo, Re dei re, e il suo Regno non avrà limite e confine, nè nel tempo nè nello spazio.
Comunità Medjugorje-Valtorta
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