AMORE
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Legenda: Capitoli, paragrafi e capoversi sono
relativi all’Evangelo come mi è stato rivelato, di Maria Valtorta (Centro
Editoriale Valtortiano)
Esempio: 6.7b =
capitolo 6, paragrafo 7, capoverso 2 (b)
1.2
2.3 Dice Gioacchino:
"Ancora occorre sperare. Tutto può Dio. Finchè si è vivi, il miracolo può
avvenire, specie quando Lo si ama e ci si ama".
3.5 Dice Gesù: -I miei nonni
erano giusti e possedevano perciò la sapienza. Potevano dire con verità quanto
dice il Libro, cantando le lodi della Sapienza nel libro di essa: 'Io l'ho amata e ricercata fin dalla giovinezza e
procurai di prenderla in sposa'.
3.8 Dice Gesù citando Gioacchino: -Vinceremo
Dio col nostro fedele amore.
3.9-10 Dice Gesù: -La castità degli sposi!
Essi (Anna e Gioacchino) l'ebbero, ché non occorre esser vergini per esser
casti. E i talami casti hanno a loro custodi gli angeli e ad essi scendono
figli buoni, che della virtù dei genitori fanno la norma della loro vita. Ma
ora dove sono? Ora non si vogliono figli, ma non si vuole però neppure castità.
Onde Io dico che l'amore e il talamo sono profanati.
4.6 Mia Madre amò da quando fu
concepita.
4.6 Maria,
5.7 Parlare del concepimento di Maria,
5.9 Aver Maria che Lo amasse! Oh! ben
meritava creare l'uomo, e lasciarlo vivere, e decretare di perdonarlo, per
avere
5.10 ... compiamo (astri e pianeti) la seconda
parte del precetto d'amore amando voi, prossimo nostro universale,
amandovi col darvi guida e luce, calore e bellezza.
5.12 e il mondo universo, che si crea di ora
in ora, impàri ad amarmi da Te, Amorosa, e si faccia più bello per
il tuo riso, Madre del mio Figlio, Regina del mio Paradiso, Amore del tuo Dio.
5.13 Dio, Padre
Creatore, aveva creato l'uomo e la donna con una legge d'amore tanto
perfetta che voi non ne potete più nemmeno comprendere le perfezioni. E vi
smarrite nel pensare a come sarebbe venuta la specie se l'uomo non l'avesse
ottenuta con l'insegnamento di Satana.
Guardate le piante da frutto e da seme.
Ottengono seme e frutto mediante fornicazione, mediante una fecondazione su
cento coniugi? No. Dal fiore maschio esce il polline e, guidato da un complesso
di leggi meteoriche e magnetiche, va all'ovario del fiore
femmina. Questo si apre e lo riceve e produce. Non si sporca e lo
rifiuta poi, come voi fate, per gustare il giorno dopo la stessa sensazione.
Produce, e sino alla nuova stagione non si infiora, e quando s'infiora è per
riprodurre.
Guardate gli animali. Tutti. Avete mai visto
un animale maschio ed uno femmina andare l'un verso l'altro
per sterile abbraccio e lascivo commercio? No. Da vicino o da lontano, volando,
strisciando, balzando o correndo, essi vanno, quando è l'ora, al rito
fecondativo, né vi si sottraggono fermandosi al godimento, ma vanno oltre, alle
conseguenze serie e sante della prole, unico scopo che nell'uomo, semidio per
l'origine di Grazia che Io ho resa intera, dovrebbe fare accettare l'animalità
dell'atto, necessario da quando siete discesi di un grado verso l'animale.
Voi non fate come le piante e gli animali.
Voi avete avuto a maestro Satana, lo avete voluto a maestro e lo volete. E le
opere che fate sono degne del maestro che avete voluto. Ma, se foste stati
fedeli a Dio, avreste avuto la gioia dei figli, santamente, senza dolore, senza
spossarvi in copule oscene, indegne, che ignorano anche le bestie, le bestie
senz'anima ragionevole e spirituale.
All'uomo e alla donna, depravati da Satana,
Dio volle opporre l'Uomo nato da Donna soprasublimata
da Dio, al punto di generare senza aver conosciuto uomo: Fiore che genera Fiore
senza bisogno di seme, ma per unico bacio del Sole sul calice inviolato del Giglio-Maria.
5.14 Ubbidendo (i primi
due), avrebbero pur conosciuto l'amore. Anzi: solo ubbidendo
avrebbero conosciuto l'amore e l'avrebbero avuto.
5.14 Ora, il vostro amore,
o uomini, i vostri amori, che sono? O libidine vestita da amore. O paura
insanabile di perdere l'amore del coniuge per libidine sua e di altri. D'ora
innanzi chi l'amerà (Maria Ss.) tornerà ad esser di
Dio, superando le sue tentazioni per poter guardare la sua immacolata purezza.
5.15 Ecco la rivincita
del Dio Uno e Trino. Contro alle creature profanate Egli alza questa Stella di
perfezione. Contro la curiosità malsana, questa Schiva, paga solo di amare
Dio. Contro la scienza del male, questa sublime Ignorante. In Lei non è solo
ignoranza dell'amore avvilito; non è solo ignoranza dell'amore che Dio aveva
dato agli uomini sposi. Ma più ancora. In Lei è l'ignoranza dei
fomiti, eredità del Peccato. In Lei vi è solo la sapienza gelida e incandescente
dell'amore divino.
6.7b E' l'occhio che
guarda Dio con amore, sia che pianga o rida, e che per amore di Dio
carezza e perdona e tutto sopporta, e dall'amore per il suo Dio è fatto
inattaccabile agli assalti del Male, che tante volte si serve dell'occhio per
penetrare nel cuore. L'occhio puro, riposante, benedicente che hanno i puri, i
santi, gli innamorati di Dio.
Io l'ho detto: "Lume
del tuo corpo è l'occhio. Se l'occhio è puro, tutto il tuo corpo sarà
illuminato. Ma se l'occhio è torbido, tutta la tua persona
sarà nelle tenebre". I santi hanno avuto quest'occhio che è lume
allo spirito e salvezza alla carne, perché come Maria non hanno che per tutta la vita guardato Dio. Anzi, più ancora, si sono
ricordati di Dio.
7.4 "E allora io
pregherò e mi farò vergine per questo".
"Ma sai tu che vuol dire tal
cosa?".
"Vuol dire non conoscere amore
d'uomo ma solo di Dio. Vuol dire non aver altro pensiero che per il Signore.
Vuol dire rimanere bambine nella carne e angeli nel cuore. Vuol
dire non avere occhi altro che per guardare Dio, orecchie per udirlo, bocca per
lodarlo, mani per offrirsi ostie, piedi per seguirlo veloci, e cuore e vita per
darli a Lui".
7.8 Poi è venuto il
Cristo e vi ha reso
8.7b Maria aveva
meritato che la "Sapienza la prevenisse e le si mostrasse per prima",
perché "dal principio del suo giorno Ella aveva vegliato alla sua porta e,
desiderando d'istruirsi, per amore, volle esser pura per conseguire l'amore
perfetto e meritare d'averla a maestra".
8.8b Chi possiede
purezza possiede amore, chi possiede amore possiede sapienza, chi
possiede sapienza possiede generosità ed eroismo, perché sa il perché per cui
si sacrifica.
9.2
9.3 Il santo timore di
Dio è base alla pianta della sapienza, la quale da esso si slancia con tutti i suoi rami
per raggiungere col vertice l'amore tranquillo nella sua pace, l'amore
pacifico nella sua sicurezza, l'amore sicuro nella sua fedeltà, l'amore fedele
nella sua intensità, l'amore totale, generoso, attivo dei santi.
9.4 Una pace che viene
dal dire: "Soffro, ma ho fatto il mio dovere d'amore verso
Dio".
10.3
Maria Ss: "Sono in mezzo a voi, maestre e
compagne care.
Ma un cerchio di fiamma mi isola da voi. Entro il cerchio, Dio e io. Ed io vi vedo attraverso il Fuoco di Dio e così vi amo... ma non
posso amarvi secondo la carne nè mai alcuno potrà amare
secondo la carne".
10.4 Vi è qualcosa più
grande dell'amore di un padre e una madre e più dolce, ed è
10.6 Dio, il mio vento
d'amore!
17.1d Quante verità vi
direbbe la vostra anima se sapeste conversare con essa, se l'amaste come
quella che mette in voi la somiglianza con Dio, che è Spirito come spirito è la
vostra anima. Quale grande amica avreste se amaste la vostra anima in luogo di
odiarla sino ad ucciderla; quale grande, sublime amica con la quale parlare di
cose di Cielo, voi che siete così avidi di parlare e vi rovinate l'un l'altro
con amicizie che, se non sono indegne (qualche volta lo sono) sono però quasi
sempre inutili e vi si mutano in frastuono vano o nocivo di parole, e parole
tutte di terra.
17.1e Non ho Io detto:
"Chi mi ama osserverà la mia parola, e il Padre mio l'amerà, e
verremo presso di lui e faremo in lui dimora" (Gv
14,23)? L'anima in grazia possiede l'amore e, possedendo l'amore, possiede Dio,
ossia il Padre che la conserva, il Figlio che l'ammaestra, lo Spirito che la
illumina. Possiede quindi
17.4Quella metaforica pianta sta a
dimostrare questa verità. Dio aveva detto all'uomo e alla
donna: "Conoscete tutte le leggi ed i misteri del creato. Ma non
vogliate usurparmi il diritto di essere il Creatore dell'uomo. A propagare la
stirpe umana basterà il mio amore che circolerà in voi, e senza libidine
di senso ma per solo palpito di carità susciterà i nuovi Adami della stirpe. Tutto vi dono. Solo mi serbo questo mistero della formazione dell'uomo".
17.10 Maria Ss.: -Gioia d'esser Quella per cui la pace si rinsaldava
fra Cielo e Terra. Oh! aver desiderato questa pace per
amore di Dio e di prossimo, e sapere che per mezzo di me, povera ancella
del Potente, essa veniva al mondo! Dire: "Oh! uomini, non piangete più. Io porto in me il segreto che vi
farà felici. Non ve lo posso dire, perché è sigillato in me, nel mio cuore, come
è chiuso il Figlio nel seno inviolato. Ma già ve lo porto fra
voi, ma ogni ora che passa è più prossimo il momento in cui lo vedrete e ne
conoscerete il Nome santo".
17.12c La pianta: il
mezzo per provare l'ubbidienza dei figli. … Alla pianta trova il Seduttore il
quale, alla sua inesperienza, alla sua vergine tanto bella inesperienza, alla
sua maltutelata da lei inesperienza, canta la canzone
della menzogna. "Tu credi che qui sia del male?
No. Dio te l'ha detto, perché vi vuol tenere schiavi del suo potere. Credete
d'esser re? Non siete neppur liberi come lo è la fiera. Ad essa è concesso d'amarsi
di amor vero. Non a voi. Ad essa è concesso d'esser creatrice come Dio. Essa
genererà figli e vedrà crescere a suo piacere la famiglia. Non voi. A voi
negata è questa gioia. A che pro dunque farvi uomo e donna se dovete vivere in
tal maniera? Siate dèi. Non sapete quale gioia è l'esser due in una carne sola,
che ne crea una terza e molte più terze? Non credete alle promesse di Dio di
avere gioia di posterità vedendo i figli crearsi nuove famiglie, lasciando per
esse e padre e madre. Vi ha dato una larva di vita: la vita vera è di conoscere
le leggi della vita. Allora sarete simili a dèi e potrete dire a Dio: 'Siamo tuoi uguali' ".
17.14Abbracciai la volontà del Signore
per me, per lo sposo, per la mia Creatura. Dissi: "Sì" per tutti e
tre, certa che Dio non avrebbe mentito alla sua promessa di soccorrermi nel mio
dolore di sposa che si vede giudicata colpevole, di
madre che si vede generare per dare il Figlio al dolore.
"Sì" ho detto. Sì. E basta. Quel
"sì" ha annullato il "no" di Eva al comando di Dio. ...
Purché l'uomo si salvi e Dio sia amato, si faccia della sua ancella quel
che si fa della zolla su cui un albero sorge: gradino per salire.
17.16 Dice
Gesù: "La parola della Madre mia dovrebbe sperdere ogni titubanza di
pensiero anche nei più inceppati nelle formule.
[p. 116-117 del I*
volume del "Poema dell'Uomo-Dio"
E ce ne sono tanti! Essi vogliono ragionare
nelle cose divine col loro metro umano e pretenderebbero che anche Dio
ragionasse così. Ma è così bello invece pensare che Dio ragiona
in maniera sovranamente e infinitamente più eletta dell'uomo. E sarebbe così
bello e utile che vi sforzaste a ragionare non secondo
l'umanità ma lo spirito e seguire Dio. Non rimanere ancorati là dove il vostro
pensiero si è ancorato. E' superbia anche questa, perchè
presuppone la perfezione in una mente umana. Mentre di perfetto non c'è che il
Pensiero divino il quale può, se vuole e crede sia utile farlo, scendere e
divenire Parola nella mente e sulle labbra di una sua creatura che il mondo
sprezza perchè ai suoi occhi è ignorante, meschina,
ottusa, infantile.
17.17b Una disubbidienza
attualmente in voi, che siete gli eredi loro (di Adamo ed Eva), è meno grave
che non fosse in essi. Voi siete redenti da Me. Ma il veleno di Satana rimane
sempre pronto a risorgere, come certi morbi che non si annullano mai totalmente
nel sangue. Essi, i due progenitori, erano possessori della Grazia senza aver
mai avuto sfioramento con
17.18 Simbolico anche il frutto offerto e
mangiato. Era il frutto di una esperienza voluta
compiere per istigazione satanica contro il comando di Dio. Io non avevo
interdetto agli uomini l'amore. Volevo unicamente che si amassero senza
malizia; come Io li amavo con la mia santità, essi
dovevano amarsi in santità d'affetti, che nessuna libidine insozza.
17.19b (Eva) Credette a Satana, infranse la promessa, volle sapere il
non buono, lo amò senza rimorso, rese l'amore, che Io avevo dato
così santo, una corrotta cosa, una avvilita cosa.
Angelo decaduto, si rotolò nel fango e sullo strame, mentre poteva correre
felice fra i fiori del Paradiso terrestre e vedersi fiorire intorno
la prole, così come una pianta si copre di fiori senza curvare la chioma
nel pantano.
20.7b La terra ha
bisogno di un lavacro di preghiere per mondarsi dalle colpe che attirano i
castighi di Dio. E, posto che pochi pregano, quei pochi devono pregare come
fossero tanti. Moltiplicare le loro preghiere vive per fare di esse quella
somma necessaria per ottenere grazia. Sono vive le preghiere quando sono
condite di vero amore e di sacrificio.
26.8b Noi ci amiamo
tanto che ci crediamo perfetti anche quando non lo siamo. Perché allora
disamare il prossimo pensandolo imperfetto?
26.9 Lasciate al Signore la cura di
proclamarvi suoi servi. Egli ne ha un'amorosa fretta, perché ogni
creatura che assurga a particolare missione è una nuova gloria aggiunta
all'infinita sua, perché è testimonianza di quanto è l'uomo così come Dio lo
voleva: una minore perfezione che rispecchia il suo Autore. Rimanete nell'ombra
e nel silenzio, o prediletti dalla Grazia, per poter udire le uniche parole che
sono di "vita", per poter meritare di avere su voi e in voi il Sole
che eterno splende.
27.5c Troppe unioni si
mutano in disunioni per colpa delle mogli, le quali non hanno quell'amore
che è tutto - gentilezza, pietà, conforto - verso il marito. Sull'uomo non pesa
la sofferenza fisica che grava sulla donna. Ma pesano tutte le preoccupazioni
morali. Necessità di lavoro, decisioni da prendere,
responsabilità davanti ai poteri costituiti e alla famiglia propria... oh! quante cose non pesano sull'uomo! E quanto ha bisogno anche
lui di conforto! Ebbene, l'egoismo è tale che al marito stanco, sfiduciato,
avvilito, preoccupato, la donna aggiunge il peso di inutili, e talora ingiusti,
lamenti. Tutto questo perché è egoista. Non ama.
Amare non è soddisfare se stessi nel
senso e nell'utile. Amare è soddisfare chi si ama, oltre il senso e l'utile,
dando al suo spirito quell'aiuto di che ha bisogno per poter tenere aperte
sempre l'ali nei cieli della speranza e della pace.
27.6b La fiducia riassume
le virtù teologali. Chi ha fiducia è segno che ha fede. Chi ha fiducia è segno
che spera. Chi ha fiducia è segno che ama. Quando uno ama, spera, crede
in una persona, ha fiducia. Altrimenti no. Dio merita questa nostra fiducia. Se
la diamo a dei poveri uomini capaci di mancare, perché la si deve negare a Dio
che non manca mai?
I* p. 318c Le anime che
mi si donano sono come il ferro che il fuoco fa duttile e devono lasciarsi
lavorare, piegare, assottigliare, in ogni senso, secondo il mio volere; ... Docili
sempre, care, dilette anime che il mio amore tortura per farle sempre
più sue, e che tortura per voi: per farvi, voi, un poco più miei... .
34.12c
"Oh!
dolce cosa sentire che nulla è in noi di contrario a
Dio! Sentire che Egli guarda con compiacenza l'animo del figlio fedele e lo
benedice. Da questo sentire viene aumento di fede e fiducia, e speranza, e
fortezza, e pazienza. Ora è tempesta. Ma passerà, poiché Dio
mi ama e sa che lo amo, e non mancherà di aiutarmi ancora".
Così parlano coloro che hanno pace che viene da una coscienza retta, che è
regina di ogni loro azione.
34.17b E' sempre Maria
che prende la mano di Gesù e la guida. Anche ora. Ora Gesù sa benedire. Ma delle volte la sua mano trafitta cade stanca e sfiduciata,
perché sa che è inutile benedire. Voi distruggete la mia benedizione. Cade
anche sdegnata, perché voi mi maledite. E allora è Maria che leva lo sdegno a
questa mano col baciarla. Oh! il bacio di mia Madre!
Chi resiste a quel bacio? E poi prende con le sue dita sottili, ma così amorosamente
imperiose, il mio polso e mi forza a benedire.
Non posso respingere mia Madre. Ma bisogna
andare da Lei per farla Avvocata vostra. Essa è la mia Regina prima d'esser la
vostra, ed il suo amore per voi ha indulgenze che neppure il mio
conosce. Ed Essa, anche senza parole ma con le perle del suo
pianto e col ricordo della mia Croce, il cui segno mi fa tracciare nell'aria,
perora la vostra causa e mi ammonisce: "Sei il Salvatore. Salva".
35.8d Ma le passioni,
nel senso filosofico, non le ignorammo in noi. Abbiamo amato la patria,
e nella patria la nostra piccola Nazareth più di ogni altra città di Palestina.
Abbiamo sentito gli affetti per la nostra casa, i parenti, gli amici. Perchè non avremmo dovuto sentirli? Non ce ne siamo fatti
schiavi perchè niente deve esserci padrone fuorchè Dio. Ma dei buoni compagni ce ne siamo fatti.
36.8g Il vero amore
non conosce egoismo. E il vero amore è sempre casto, anche se non è perfetto
nella castità come quello dei due vergini sposi. La castità unita alla carità
porta seco tutto un corredo d'altre virtù e perciò fa, di due che si amano
castamente, due perfezioni di coniugi.
36.9 Sempre
"buono" quello che viene da Dio Buono. Anche se povero e scarso, l'amore
gli dà sapore e sostanza, l'amore che vi fa vedere nell'Eterno Creatore il
Padre che vi ama.
36.9c In quella casa si ama
il lavoro. Lo si amerebbe anche se il denaro fosse
abbondante, poichè nel lavoro l'uomo ubbidisce al
comando di Dio e si libera dal vizio che come edera tenace stringe e soffoca
gli oziosi, simili a massi immobili. Buono il cibo, sereno il riposo, contento
il cuore quando uno ha ben lavorato e si gode il suo tempo di sosta fra un
lavoro e l'altro. Non alligna, nella casa e nella mente di chi ama il lavoro,
il vizio dalle molteplici facce. E non allignando questo, prospera l'affetto,
la stima, il rispetto reciproco e crescono in una atmosfera
pura i teneri virgulti, che divengono così origine di future famiglie sante.
37.8b Dove sono ora le
famiglie in cui ai piccoli si faccia amare il lavoro come mezzo di far
cosa gradita ai genitori? I figli, ora, sono i despoti della casa. Crescono
duri, indifferenti, villani verso i genitori. Li reputano servi loro. Schiavi
loro. Non li amano e ne sono poco amati. Perché, mentre fate dei figli dei
prepotenti bizzosi, vi staccate da essi con un assenteismo vergognoso.
38.8i Maria SS.: -Io so
l'arte di insegnare senza stancare. I bambini vanno tenuti avvinti e distratti
insieme. Bisogna capirli, amarli ed essere amati, per ottenere da loro.
41.7-c Sopra il mio utile
sta l'interesse del Signore e l'amore alla Verità di cui sono Figlio.
41.7c Gamaliele: "Dimmi, Gesù. La
pace di cui parlano i Profeti come può sperarsi se a questo popolo verrà
distruzione di guerra? Parla e da' luce anche a me".
Gesù: "Non ricordi,
maestro, cosa dissero coloro che furono presenti la notte della nascita del
Cristo? Che le schiere angeliche cantarono: "Pace agli uomini di
buona volontà". Ma questo popolo non ha buona volontà e non avrà pace.
Esso misconoscerà il suo Re, il Giusto, il Salvatore, perché lo spera re di
umana potenza, mentre Egli è Re dello spirito. Esso non lo amerà, dato
che il Cristo predicherà ciò che a questo popolo non piace. Il Cristo non
debellerà i nemici coi loro cocchi e i loro cavalli, ma i nemici dell'anima,
che piegano a possesso infernale il cuore dell'uomo creato per il Signore. E
questa non è la vittoria che Israele si attende da Lui. Egli verrà,
Gerusalemme, il tuo Re, cavalcando "l'asina e l'asinello", ossia i
giusti di Israele e i gentili. Ma l'asinello, Io ve lo dico, sarà a Lui più
fedele e lo seguirà precedendo l'asina e crescerà nella via della Verità e
della Vita. Israele per la sua mala volontà perderà la pace e
soffrirà in sé, per dei secoli, ciò che farà soffrire al suo Re, che sarà da
esso ridotto il Re di dolore di cui parla Isaia".
41.8b Egli, o maestro
che non sai, non è, lo ripeto, Re di un regno umano, ma di un Regno spirituale,
e suoi sudditi saranno unicamente coloro che per suo amore sapranno
rigenerarsi nello spirito e, come Giona, dopo esser
già nati, rinascere, su altri lidi: "quelli di
Dio", attraverso la spirituale generazione che avverrà per Cristo, il
quale darà all'umanità
46.13 Le due vie più
comuni prese da Satana per giungere alle anime sono il senso e la gola. Comincia
sempre dalla materia. Smantellata e asservita questa, dà l'attacco alla parte
superiore. Prima il morale: il pensiero con le sue superbie e cupidigie; poi lo
spirito, levandogli non solo l'amore - quello non esiste già più quando
l'uomo ha sostituito l'amore divino con altri amori umani ma anche il timore di
Dio. E' allora che l'uomo si abbandona in anima e corpo a Satana, pur di
arrivare a godere ciò che vuole, godere sempre più.
48.4
"Chi ama
"Sì. E ha detto: "Il mondo non mi amerà. Il gran
mondo, perché si è corrotto con vizi e idolatrici commerci. Il mondo anzi non
mi vorrà. Perché, figlio della Tenebra, non ama
49.5 "Ti piacciono
i bambini, Maestro?".
"Sì, perché sono puri... e sinceri... e
amorosi".
49.5d Non ho che una
Madre... Ma in Lei c'è la purezza, la sincerità, l'amore dei pargoli più
santi, insieme alla sapienza, giustizia e fortezza degli adulti. Ho tutto in
mia Madre, Giovanni.
48.7-c Semplice, buona,
facile è
Una gloria nuova vi è porta, quella eterna,
e a lei verranno coloro che faranno
49.7d E per la tua
sincerità Io ti dico che ti amo.
49.11b Oh!
50.3e La guerra è
castigo di Dio per punizione degli uomini, e segno che l'uomo non è più vero
figlio di Dio. Quando l'Altissimo creò il mondo, fece tutte le cose: il sole,
il mare, le stelle, i fiumi, le piante, gli animali, ma non fece le armi. Creò
l'uomo e gli dette occhi perché avesse sguardi d'amore, bocca per dire
parole d'amore, udito per udirle, mani per dare soccorsi e carezze, piedi per
correre veloce dal fratello bisognoso, e cuore capace d'amare. Dette all'uomo
intelligenza, parola, affetti, gusti. Ma non dette l'odio. Perché? Perché
l'uomo, creatura di Dio, doveva essere amore come Amore è Dio. Se l'uomo
fosse rimasto creatura di Dio, nell'amore sarebbe rimasto, e guerra e morte non
avrebbe conosciuto la famiglia umana.
50.4m In verità vi
prenderò se sarete buoni. Mai più parole brutte, mai più prepotenze, mai più
risse, mai più male risposte ai genitori. Preghiera, studio, lavoro,
ubbidienza. E Io vi amerò e verrò con voi.
50,7g E sopra tutto sforzatevi ad esser perfetti nei due precetti
principali. Se amerete Dio con tutto voi stessi, non peccherete, perché
il peccato è dolore dato a Dio. Chi ama non vuol dare dolore. Se amerete il
prossimo come voi stessi, non sarete che figli rispettosi per i genitori, sposi
fedeli ai consorti, uomini onesti nei commerci, senza violenze per i nemici,
senza menzogna nel deporre, senza invidia verso chi ha, senza fomite di
lussuria verso l'altrui donna. Non volendo fare agli altri ciò che non vorreste
fatto a voi, non ruberete, non ammazzerete, non calunnierete, non entrerete
come cuculi nel nido altrui.
Ma anzi Io vi dico:
"Spingete alla perfezione la vostra ubbidienza ai due precetti d'amore: amate
anche i vostri nemici".
Oh! come vi amerà
l'Altissimo che tanto ama l'uomo, divenuto a Lui nemico per la colpa d'origine
e per i peccati individuali, da mandare ad esso il Redentore, l'Agnello che è
il Figlio suo, Io che vi parlo, il Messia promesso per redimervi da ogni colpa,
se voi saprete amare come Lui.
Amate. L'amore vi
sia scala per cui, angeli divenuti, salirete, come vide Giacobbe, sino al
Cielo, udendo il Padre dire, a tutti e a ognuno: "Io sarò tuo protettore
dovunque andrai e ti ricondurrò a questo paese: al Cielo, al Regno eterno.
50.8g Il giorno di Dio
va passato col cuore unito a Dio in dolce preghiera d'amore. Bisogna
esser fedeli in tutto.
54.5b Anche lo stesso
impulso può avere diverso succo e fare diverso effetto. Certo che i due
(Tommaso e Giuda) hanno lo stesso impulso. Ma uno non è uguale all'altro nel
fine. E quello che pare il meno perfetto è il più perfetto, perché non ha
fomite di gloria umana. Mi ama perché mi ama.
54.5m Come Tommaso, lo
diverrete (perfetti) se permarrete nella vostra volontà d'amore.
55.2 Il pellegrino è già
protetto dalla Legge di Dio. Ma ora, in mio nome, più ancora lo dovrete amare.
Quando uno vi chiede un pane, un sorso d'acqua, un ricovero in nome di Dio,
dovete darlo, nello stesso nome. E ne avrete da Dio ricompensa. Questo dovete
fare con tutti.
Anche coi nemici. E questa è
Io vi dico: "Amate anche coloro
che vi odiano". Oh! se sapeste come sarete amati
da Dio se amerete come Io vi dico!
58.4d Avvertenza e preghiera per esser forti
e avere aiuto, e ferma volontà di non peccare. Poi una grande fiducia nell'amorosa
giustizia del Padre.
59.4c ... i buoni, i
miti, i continenti, i misericordiosi, gli umili, gli amorosi del
prossimo e di Dio, i pazienti, avranno entrata (nel Regno).
59.5b Vi ha colpito, sì,
Geovè nel presente, nella superbia e nella giustizia
d'esser un "popolo" secondo la terra. Ma come vi ha amato e
come vi usa pazienza, più che con ogni altro, concedendo a voi il Salvatore, il
suo Messia, perchè lo ascoltiate e vi salviate prima
dell'ora dell'ira divina!
60.3h "Puoi credere
che Io ti posso guarire?".
"E perché lo faresti? Non mi
conosci".
"Per Simone, che me ne ha pregato,... e anche per te, per dare tempo alla tua anima di vedere
e amare
60.7v Se il male occulto
vorrebbe essere, e non sempre può rimanere tale, il bene, anche se occulto vuol
essere per esser meritorio, viene un giorno scoperto per gloria di Dio, la cui
natura risplende in un suo figlio. La natura di Dio:
l'amore.
61.3m Io sono
61.7g In Israele sono
tutti i peccati, e i demoni vi hanno messo dimora. Né sono uniche possessioni
quelle che fanno mute le labbra e spingono a vivere da bruti, mangiando
lordure. Ma le più vere e numerose sono quelle che fanno muti i cuori
all'onestà e all'amore, e fanno dei cuori una sentina di vizi immondi.
63.5-a
Sei buono,
Samuele; per questo la grazia ti ha visitato. Chi ama merita tutto da
Dio.
64.4d Il Diletto del
Padre ha ancora un giardino in questa terra su cui impera Mammona. Il giardino
in cui va a pascersi del suo cibo celeste: amore e purezza; l'aiuola da
cui coglie i fiori a Lui cari, in cui non è macchia di senso, di cupidigia, di
superbia. Questi (i bambini).
Io non vi dico parole difficili. Non vi do
esempi più difficili ancora. Vi dico: "Prendete questi ad esempio".
Quale fra voi che non abbia un figlio, un
nipote, un piccolo fratello nella puerizia, nella fanciullezza, per casa? Non è
un riposo, un conforto, un legame fra sposi, fra parenti, fra amici, un di questi innocenti, la cui anima è pura come alba
serena, il cui viso fuga le nubi e mette speranze, e le cui carezze asciugano
le lacrime e infondono forza di vita? Perché in loro tanto potere? In loro: deboli,
inermi, ignoranti ancora? Perché hanno in sé Dio,
hanno la forza e la sapienza di Dio. La vera sapienza: sanno amare e
credere. Sanno credere e volere. Sanno vivere in questo amore e in questa fede.
Siate come essi: semplici, puri, amorosi, sinceri,
credenti.
Non vi è sapiente in Israele che sia
maggiore al più piccolo di questi, la cui anima è di Dio e di essa è il suo
Regno. Benedetti dal Padre, amati dal Figlio del Padre, fiori del mio giardino,
la mia pace sia su voi e su coloro che vi imiteranno per mio amore.
65.2c Fa' quel che ti dico, Pietro. Ascolta sempre chi ti ama.
66.3-a Io non contendo
che a Satana le anime e vengo a spezzare le catene di Satana col fuoco del mio amore.
Io vengo per insegnare misericordia, sacrificio, umiltà, continenza. Io ti
dico, ed a tutti dico: "Non abbiate sete di umane ricchezze,
ma lavorate per le monete eterne". ... Non sono venuto per
strappare scettri a nessuno... ed il mio scettro, eterno, è già pronto. Ma
nessuno che non fosse amore, come Io sono, lo vorrebbe impugnare.
66.3c Io non respingo
nessuno, perché chi respinge non ama.
67.3e Il secondo dei
precetti del Signore è precetto di amore verso il prossimo. Dio è buono
e nei suoi figli vuole benevolenza. Colui che non è benevolente col prossimo
suo, non può dirsi figlio di Dio e non può avere Dio con sé. L'uomo non è una
bestia senza ragione che si avventa e morde per diritto di preda. L'uomo ha una
ragione e un'anima. Per la ragione si deve saper condurre da uomo. Per l'anima
si deve saper condurre da santo. Colui che così non fa, si mette al disotto
degli animali, scende all'abbraccio coi demoni perché si indemonia l'anima col
peccato d'ira.
Amate. Io non vi dico altro. Amate il
prossimo vostro come il Signore Dio d'Israele vuole. Non siate sempre del
sangue di Caino. E perché lo siete? Per poche monete, voi che potevate essere
omicidi. Per pochi palmi di terra, altri. Per un posto più buono. Per una
donna. Che sono queste cose? Eterne? No. Durano molto meno della vita, la quale
dura un attimo di eternità. E che perdete se le seguite? La pace eterna che è
promessa ai giusti e che il Messia vi porterà insieme al suo Regno. Venite
sulla via della Verità. Seguite
68.4d Il Sole è fra te.
Tutto, a questo Sole, prende più ampio e dolce respiro. Anche il precetto della
nostra Legge, il primo, il più santo dei precetti santi: "Ama il
tuo Dio e ama il tuo prossimo".
Nella relativa luce che fin qui ti fu
concessa, ti fu detto - non avresti potuto fare di più, perché su te ancora
pesava il corruccio di Dio per la colpa di disamore di Adamo - ti fu detto:
"Ama coloro che ti amano e odia il tuo nemico". E nemico ti era non
solo chi varcava i tuoi patrii confini, ma anche chi
ti aveva mancato, privatamente, o che ti pareva avesse mancato. Onde l'odio
covava in tutti i cuori, poiché quale è mai quell'uomo che, volutamente o senza
volere, non fa offesa al fratello? E quale quello che
giunge a vecchiezza senza essere offeso? Io vi dico: amate anche chi vi
offende. Fatelo pensando che Adamo, e ogni uomo per lui, è prevaricatore verso
Dio, né vi è alcuno che possa dire: "Io non ho offeso Dio". Eppure
Dio perdona, non una ma dieci e dieci volte perdona, ma mille e diecimila volte
perdona, e ne è prova il sussistere dell'uomo sulla terra. Perdonate dunque
come Dio perdona. E se non lo potete fare per amore verso il fratello che vi ha
nuociuto, fatelo per amore di Dio che vi dà pane e vita, che vi tutela nei
bisogni della terra ed ha predisposto ogni evento per procurarvi l'eterna pace
sul suo seno.
69.3c La vita è un dono
e va amata. Ma che dono è? Dono santo. E allora la si ami santamente. La
vita dura finché la carne regge. Poi comincia la grande Vita, l'eterna Vita. Di
beatitudine per i giusti, di maledizione per i non giusti. La vita è scopo o è
mezzo? E' mezzo. Serve per il fine che è l'eternità. E allora diamo alla vita
quel tanto che le serva per durare e servire lo spirito nella sua conquista.
Continenza della carne in tutti i suoi appetiti, in tutti. Continenza della
mente in tutti i suoi desideri, in tutti. Continenza del cuore in tutte le
passioni che sanno di umano. Illimitato, invece, sia lo slancio verso le
passioni che sono del Cielo: amore di Dio e di prossimo, volontà di
servire Dio e prossimo, ubbidienza alla Parola divina, eroismo nel bene e nella
virtù.
69.6g Ma se sarò grato a
chi darà pane e tetto alle mie fatiche, quale che sia il tetto e il cibo, darò
sempre preferenza a ciò che è umile. I grandi hanno già tante gioie. I poveri
non hanno che la retta coscienza, un amore fedele, dei figli, e il
vedersi ascoltati dai più di loro. Io sarò curvo sempre sui poveri, gli
afflitti e i peccatori.
70.5e Ma l'amore
non va in ragione della istruzione, e neppure la
formazione. Un vergine ama con tutta la forza del suo primo amore. Questo anche
per le verginità del pensiero. E l'amato penetra e si imprime più in un cuore e
in un pensiero vergine che in uno in cui già altri amori furono.
70.6-c (Giuda) E' una
terra inquinata da acque morte. Va prosciugata col sole dell'amore,
purificata con l'onestà di pensieri, desideri e opere, coltivata con la fede.
70.8e Io e
71.3-a Non vi sono
distinzioni nel mio cuore fra gli ultimi ed i primi. Se il primo mancasse e
l'ultimo fosse santo, ecco allora farsi agli occhi di Dio la distinzione. Ma
Io, Io amerò lo stesso, di un amor beato il santo,
di un amor sofferente il peccatore.
75.4-b Voi (pastori) mi
date ciò che cerco: amore, fede e speranza che resiste per anni e dà
fiore. Vedete? Mi avete saputo attendere, credendo senza dubbi che ero Io. E Io
sono venuto.
76.3-a Oh! santa libertà di tutto ciò che è spirituale! Non distanze,
non esilii, non prigioni, non sepolcri... Nulla che
divida e incateni in una impotenza penosa ciò che è
fuori e al disopra delle catene della carne. Voi andate, con la parte migliore
di voi, ai vostri diletti. Loro, con la loro parte migliore, vengono a voi. E
tutto rotea, di questa effusione di spiriti che s'amano, intorno al
Fulcro eterno, a Dio: Spirito perfettissimo, Creatore
di tutto quanto fu, è e sarà, Amore che vi ama e vi insegna ad amare...
76.10q "Di'
"Maestro" o "Signore", bambina".
"Lascia che mi chiami
col mio Nome, Giuda. Solo passando su labbra innocenti non perde il
suono che ha sulle labbra di mia Madre. Tutti, nei secoli, diranno quel Nome,
ma chi per un interesse, chi per un altro, e molti per bestemmiarlo. Solo gli
innocenti, senza calcolo e senza odio, lo diranno con amore pari a
quello di questa piccina e di mia Madre. Anche i peccatori mi chiameranno, ma
per bisogno di pietà. Ma mia Madre e i pargoli! Perché mi
chiami Gesù?" chiede accarezzando la piccina.
"Perché ti voglio bene... come al
padre, alla mamma e ai miei fratellini" dice abbracciando le ginocchia di
Gesù e ridendo col visetto alzato.
78.8d Dio, il Re dei re,
ha eletto un solo: suo Figlio, per costruire, nei cuori, la sua casa. E ha già
preparato il materiale. Oh! quanto oro di carità! e rame, e argento, e ferro, e legni rari, e pietre preziose!
Tutte sono accumulate nel suo Verbo, ed Egli le usa per costruire in voi la
dimora di Dio. Ma se l'uomo non aiuta il Signore, inutilmente il Signore vorrà
costruire la sua casa. All'oro va risposto con l'oro. All'argento con
l'argento, al rame col rame, al ferro col ferro. Ossia amore va dato per
amore, continenza per servire
78.7-b Tutti pellegrini
e stranieri su questa terra, sappiate riunirvi e andare verso il Regno
promesso. Via sono i comandamenti eseguiti non per
timore di castigo ma per amore a Te, Padre santo. Arca, un cuore
perfetto in cui sta la nutriente manna della sapienza e fiorisce la verga della
pura volontà. E, perché luminosa sia la casa, venite alla Luce del mondo. Io ve
la porto. Vi porto
80.2n
Gesù: (Sono venuto nel deserto) "Per prepararmi bene, come tu dici, alla
mia missione.
Le cose ben preparate riescono bene. Tu lo hai detto. E la
mia cosa non era la piccola, inutile cosa di far brillare Me, Servo del
Signore, ma di far comprendere agli uomini ciò che è il Signore e, attraverso
questa comprensione, farlo amare in spirito di verità".
80.3c Avete
un destino. Sì. Lo avete. Nella mente di Dio che vi crea è un destino per voi.
Ve lo desidera il Padre. Ed è destino d'amore, di pace, di gloria:
"la santità d'esser suoi figli". Questo il
destino che, presente alla mente divina dal momento nel quale col fango fu
fatto Adamo, presente sarà sino all'ultima creazione di anima d'uomo. Ma non vi
violenta il Padre nella vostra condizione di re. Il re, se prigione, non è più
re, è un reietto Voi re siete perché liberi nel vostro piccolo regno
individuale. Nell'io. In esso potete fare ciò che
volete, come volete.
80.4c Se sapete darvi
quel martirio (esser feriti dai padroni – il mondo e Satana - fatti entrare),
darvi quel martirio, ecco allora che passa
81.6i "Amalo, Simone, questo povero Giuda... Te ne prego. Se lo amerai... ti parrà più buono".
"Mi sforzo a
farlo... per Te... Ma è lui che rompe i miei sforzi come fossero canne del
fiume... Ma, Maestro, io ho una legge sola: fare ciò che Tu vuoi. Perciò amo Giuda, nonostante qualcosa gridi in me contro di
lui e verso me stesso".
82.1d E non sapete che
83.7d Tu seguimi, Giovanni. Diamo agli uomini anche questo dono. E
poi... Beati quelli che ascoltano
84.6-a Il colpevole, il
posseduto è uno che è assorbito dall'ingannevole suolo coperto di fiori alla
superficie e che sotto è mobile fango. Credi tu che, se uno sapesse cosa è
mettere anche un atomo di sé in possesso di Satana, lo farebbe? Ma non sa... e
dopo... O lo paralizza lo stupore e il veleno del Male, o lo fa impazzire, e,
per sfuggire al rimorso di essersi perduto, colui si dibatte, si appiglia ad
altro fango, suscita pesanti onde col suo moto inconsulto, e queste sempre più
affrettano il suo perire. L'amore è il canapo, il filo, il ramo di cui
tu parli. Insistere, insistere... finché è afferrato... Una parola... un
perdono... un perdono più grande della colpa... tanto per fermare la discesa e
attendere il soccorso di Dio... Lazzaro, sai che potere ha il perdono? Porta
Dio in aiuto del soccorritore...
84.6g E allora continua
a leggere... Ti servirà conoscere il mondo pagano... Continua. Puoi continuare.
Manca in te il fermento del male e della cancrena spirituale. Perciò puoi
leggere e senza paura. L'amore vero che hai al tuo Dio rende sterili i
germi profani che la lettura può spargere in te. In tutte le azioni dell'uomo
vi è possibilità di bene o di male. A seconda che si compiono. Amare non
è peccato se si ama santamente.
87.3h Conoscere vuol
dire amare con fedeltà e virtù.
89.3 Se Dio a tutto
provvedesse, commetterebbe furto verso i suoi amici. Li priverebbe della
facoltà di essere misericordiosi e di ubbidire perciò al comandamento d'amore.
I miei amici devono avere questo segno di Dio, in comune con Lui: la santa
misericordia che è di opere e di parole. E le infelicità altrui danno modo ai
miei amici di esercitarla.
69.4-b Dio è
l'irraggiungibile Perfezione. Dio è la compiuta Bellezza, Dio è l'infinita
Potenza, Dio è l'incomprensibile Essenza, Dio è l'insuperabile Bontà, Dio è
l'indistruttibile Compassione, Dio è l'immisurabile sapienza, Dio è l'Amore
divenuto Dio. E' l'Amore! E' l'Amore! Tu dici che più conosci Dio nella sua
perfezione e più ti pare di salire o immergerti in due profondità senza
confine, di azzurro senz'ombre... ma, quando tu capirai cosa è l'Amore divenuto
Dio, non salirai, non t'immergerai più nell'azzurro, ma in un gorgo
incandescente di fiamme, e sarai aspirato verso una beatitudine che ti sarà
morte e vita. Dio lo avrai, con completo possesso, quando, per la tua volontà,
sarai riuscito a comprenderlo e a meritarlo. Allora ti fisserai nella sua
perfezione.
92.6o Quello (il delitto
di Caino) è il primo accordo dell'inno di Satana. Parlo del Delitto perfetto.
L'inconcepibile Delitto. Quello che, per comprenderlo, bisogna guardarlo
attraverso il sole del divino Amore e attraverso la mente di Satana.
Perché solo l'Amor perfetto ed il perfetto Odio, solo l'infinito Bene e
l'infinito Male possono spiegare tale Offerta e tale Peccato.
93.7d I primi nemici dei
vocati sono i famigliari. Ma fra amore e amore bisogna sapere distinguere e amare soprannaturalmente. Ossia amare più il
Padrone del soprannaturale che i servi di esso Padrone. Amare i parenti in Dio.
E non più di Dio.
95.4b
"Il mondo è paragonabile ad una grande famiglia i cui componenti fanno
mestieri diversi e tutti necessari. Vi sono gli agricoltori, i pastori, i
vignaiuoli, i carpentieri, i pescatori, i muratori, gli operai del legno e del
ferro, e poi gli scrivani, i soldati, gli ufficiali destinati a speciali
missioni, i medici, i sacerdoti. Di tutto c'è. Non potrebbe il mondo esser
fatto di una sola classe. Tutte necessarie, tutte sante, se tutte fanno ciò che
devono con onestà e giustizia. Come si può giungere a questo se Satana tenta da
tante parti? Pensando a Dio che tutto vede, anche le opere più nascoste, e alla
sua legge che dice: "Ama il tuo prossimo come ti ami, non fargli
ciò che non vorresti a te fatto, non rubare in nessun modo". …
Che occorre allora per avere questo Cielo
benedetto, questo riposo nel seno del Padre? Occorre non essere avidi di
ricchezze. Non avidi nel senso di volerle ad ogni costo, anche mancando ad
onestà e amore. Non avidi nel senso che, avendole, si amino più del
Cielo e del prossimo, negando carità al prossimo che è bisognoso. Non avidi per
quanto le ricchezze possono dare, ossia donne, piaceri, ricca mensa, vesti di
sfarzo che sono offesa a chi ha freddo e fame.
97.6d Il Padre Iddio che
ama chi si pente e vuole tornare suo amico. E mancasse all'uomo ogni
cosa, ma restasse il Padre, non sarebbe già piena la gioia dell'uomo?
103.2 Fra non molto su
ogni punto della terra conosciuta saranno fitti come fiori su un prato d'aprile
i santi contenti di morire per questa onestà alla Grazia e per amore a
Dio!
103.5-a L'amore
fu strozzato nel Paradiso terrestre. Ma Io vengo ad allentare il laccio ed a
rimettere vita all'amore.
106.2e La legge d'amore
che sostituisce il rigore di prima con la misericordia, per cui tutti coloro
che la colpa d'Adamo fa malati nello spirito, e nella carne per riflesso,
perché il peccato sempre suscita vizio, e il vizio malattia anche fisica,
otterranno la salute.
106.6b Se il Figlio
dell'uomo dovesse andare unicamente là dove è amato, dovrebbe volgere il
suo passo da questa terra e tornare al Cielo. Ho ovunque dei nemici. Perché
106.12b Prima (della
gloria) occorre saper bere tutto il calice che Io ho bevuto. Tutto: con la sua
carità data in compenso dell'odio, con la sua castità contro le voci del senso,
con la sua eroicità nelle prove, col suo olocausto per amore di Dio e
dei fratelli. Poi, quando s'è tutto compiuto del proprio dovere, dire ancora:
"Siamo servi inutili", e attendere che il Padre mio e vostro vi
conceda, per sua bontà, un posto nel suo Regno.
108.3-b Vorrei dare a
tutti il mio cuore per questo, perché l'amore vi fosse luce a
comprendere. Perché, credilo, è l'amore ed io sono
108.4e
Quando al corruccio subentra pace e il Dio d'Israele dice: "Io l'ho
giurato.
E mantengo il mio patto. Ecco Colui che mando, ed Io sono,
pure non Io essendo, ma la mia Parola che si fa Carne per essere
Redenzione", allora al timore deve succedere l'amore, e solo amore
all'eterno Dio va dato, in letizia, poiché l'età di pace è venuta per la terra
e fra Dio e l'uomo.
108.6 Molte, troppe sono
le parole che vi sono dette. Io vi dico queste sole: "Amate
Dio. Amate il prossimo". Esse sono come il
lavoro che fa fecondo il tralcio, fatto intorno alla vite in primavera. L'amore
di Dio e di prossimo è come l'erpice che pulisce il suolo dalle erbe nocive
dell'egoismo e delle male passioni; è come la zappa
che scava un anello intorno al tralcio perché sia isolato dal contagio d'erbe
parassite e nutrito di fresche acque d'irrigazione; è come cesoia che leva il
superfluo per condensare il vigore e dirigerlo là dove darà frutto; è laccio
che stringe e sostiene insieme al palo robusto; è infine sole che matura i
frutti del buon volere e ne fa frutti di vita eterna. ... Amate con
riconoscenza il Signore e non temete. Dio dà il cento per uno a chi lo ama.
109.5d Con Me non
possono essere che coloro che amano l'umiltà, la mitezza, la continenza,
l'onestà e l'amore, soprattutto l'amore. Perché chi ama Dio e prossimo ha di
conseguenza tutte le virtù e acquista il Cielo.
109.5l Non i ricchi e
potenti, perché tali, avranno onori. Ma solo coloro che avranno sempre amato
Dio amandolo sopra se stessi ed ogni altra cosa quale il denaro, il potere, la
donna, la mensa; e amando i propri simili che sono tutti gli uomini, sia che
siano ricchi o poveri, noti o ignoti, dotti o senza coltura, buoni o malvagi.
Sì, anche i malvagi bisogna amarli. Non per la loro malvagità, ma per la pietà
verso la loro anima da loro ferita a morte. Occorre amarli di un amore che
supplica il Padre celeste di guarirli e redimerli. ...
Nel Regno dei Cieli saranno beati coloro che avranno onorato il Signore con
verità e giustizia, e amato i genitori ed i parenti per rispetto
109.8d I morti amano i
vivi di duplice amore: il loro e quello che assumono essendo con Dio,
amore perfetto perciò.
110.3i
"L'ho affidato (Doras) alla Giustizia di Dio. Io,
l'Amore, l'ho abbandonato".
110.6c Bisogna amarsi
fra uomini dando ognuno quello che si può.
114.2l Io sono Via, Vita
e Verità. Chi mi ama e segue avrà in sé
117.6p E' l'amore
il redentore individuale.
120.4 E' detto: "Io
sono il Dio forte e geloso". ... Geloso. Di che?
Di quale gelosia? La meschina gelosia dei piccoli uomini? No. La santa gelosia
di Dio sui suoi figli. La giusta gelosia. L'amorosa gelosia. Vi ha creati. Vi ama.
Vi vuole. Sa ciò che vi nuoce. Conosce ciò che è atto a separarvi da Lui. Ed è
geloso di questo "che", che si intromette fra il Padre ed i figli e
li svia dall'unico amore che è salute e pace: Dio. Comprendete questa sublime gelosia
che non è gretta, che non è crudele, che non è carceriera. Ma che è amore
infinito, che è infinita bontà, che è libertà senza limiti, che si dà alla
creatura finita per aspirarla snell'eternità a Sé e
in Sé e farla compartecipe della sua infinità. Un padre buono non vuole godere
le sue ricchezze da solo. Ma vuole che i figli con lui le godano. In fondo, più
per i figli che per sé le ha accumulate. Ugualmente Dio. Ma portando in questo amore
e desiderio la perfezione che è in ogni sua azione.
121.2c Sai cosa è che fa
diverso il Cielo dalla terra, dopo la diversità della non presenza visibile di
Dio? E' la mancanza di amore fra gli uomini. Mi strangola come un
capestro. Sono venuto qui a spargere seme agli
uccellini per essere amato da esseri che si amano.
121.8c Purificatevi il
cuore, incessantemente, scrivendovi sopra con l'amore la parola: Dio.
Non bugiarde preghiere. Non consuetudinarie pratiche. Ma col cuore, col
pensiero, con gli atti, con tutto voi stessi dite quel Nome: Dio. Ditelo per
non essere soli. Ditelo per essere sostenuti. Ditelo per essere perdonati.
122.10e Siamo tutti
fratelli. E l'amore non si prova a parole, ma a fatti. Colui che chiude
il cuore al suo simile ha cuor di Caino. Colui che non ha amore è un
ribelle al comando di Dio.
122.11 "Onora il
padre e la madre" dice il decalogo. Come si onorano? Perché si devono
onorare?
Si onorano con vera ubbidienza, con esatto amore,
con confidente rispetto, con un timore riverenziale che non preclude la
confidenza ma nello stesso tempo non ci fa trattare i maggiori come fossimo
servi ed inferiori. Si devono onorare perché, dopo Dio, i datori della vita e
di tutte le necessità materiali della vita, i primi maestri, i primi amici del
giovane essere nato alla terra, sono il padre e la madre.
Si dice: "Dio ti benedica", si
dice: "grazie" a quello che ci raccoglie un
oggetto caduto o ci dà un tozzo di pane. Ed a questi che si spezzano nel lavoro
per sfamarci, per tesserci le vesti e tenerle monde, per questi che si alzano
per scrutare il nostro sonno, si negano riposo per curarci, ci fanno letto del
loro seno nelle nostre stanchezze più dolorose, non diremo, con l'amore:
"Dio ti benedica", "grazie"?
122.11e L'atto del
figlio suppliziatore di un genitore neppure sarà
dimenticato, anche se il padre e la madre supplicano, nel loro dolente amore,
pietà di Dio per il figlio colpevole.
122.12-a Potete aver
stima e fiducia in colui che ha saputo tradire l'amore di una madre e
deridere i capelli bianchi di un padre?
122.12 Però al dovere
dei figli corrisponde un pari dovere dei genitori.
Maledizione al figlio colpevole! Ma maledizione anche al colpevole genitore.
Fate che i figli non vi possano criticare e copiare nel male. Fatevi amare
per un amore dato con giustizia e misericordia. Dio è Misericordia. I genitori,
secondi a Dio solo, siano misericordia. Siate esempio e conforto dei figli.
Siate pace e guida. Siate il primo amore dei vostri figli. Una madre è sempre
la prima immagine della sposa che noi vorremmo. Un padre per le figlie
giovinette ha il volto che esse sognano per lo sposo. Fate che soprattutto i
figli e le figlie scelgano con saggia mano i reciproci consorti pensando alla
madre, al padre, e volendo nel consorte ciò che è nel padre, nella madre: una
virtù verace.
123.1b Agli sforzi per amore
dei fratelli sarà data la ricompensa di quelli che si consumano per fare noto
Dio agli uomini. Alle tue lacrime per il mio soffrire dell'ultima settimana
sarà dato in premio il bacio di Gesù. Scrivi e sii benedetta.
124.5c Oh! l'amore! In verità vi dico che chi ama salva se
stesso e gli altri.
125.5m Voi che cadete in
peccato e vi ferite. Abbiate fede nell'amore di Dio.
126.1c Non mio (servo),
di Colui che mi ha mandato, perché al Padre va data ogni precedenza ed ogni amore
in Cielo, in terra e nei cuori. Ed il primo a dargli questo onore è il suo
Verbo che prende ed offre, sulla tavola senza difetto, i cuori dei buoni come
fa il sacerdote coi pani della proposizione.
127.7c Non avendo mai amato
nessuno fuorché se stesso, giunse a non amare neppure se stesso. Perché l'odio
uccide anche l'animale amore egoista dell'uomo a se stesso.
127.7e La morte
dell'uomo qui avvenuta vi faccia meditare sulle condizioni necessarie per
essere bene amati da Dio.
128.6-b L'amore
fortifica.
130.4l E la lezione è
data, Tommaso. Hai il precetto: "Voglimi bene e
farai tutto, perché Io ti amerò se mi vorrai bene, e l'amore farà tutto
in te". Lo Spirito Santo ha parlato (sulle labbra di un bimbo di 4 anni).
132.2e
Io non vi ho schiacciati sotto le innumerabili formole
che ora opprimono i fedeli, e sono di baluardo alla vera Legge, oppressa,
nascosta da cumuli e cumuli di proibizioni tutte esteriori, che con la loro
oppressione conducono il fedele a perdere di vista la lineare, chiara, santa
voce del Signore che dice: "Non bestemmiare. Non idolatrare. Non
profanare le feste. Non disonorare i genitori. Non uccidere. Non fornicare. Non
rubare. Non mentire. Non invidiare le cose altrui. Non
appetire la moglie altrui". Dieci "non". E non uno di
più. E sono le dieci colonne del tempio dell'anima. Sopra
splende l'oro del precetto santo fra i santi: "Ama il tuo Dio.
Ama il tuo prossimo". E' il coronamento del
tempio. E' la protezione delle fondamenta. E' la gloria del costruttore. Senza
l'amore uno non potrebbe ubbidire alle dieci regole e cadrebbero le colonne,
tutte od alcuna, e il tempio rovinerebbe o totalmente o parzialmente. Ma sempre
sarebbe rovinato e non più atto ad accogliere il Santissimo.
133.1d Egli (il Padre)
ci satolla del suo amore. E quando siamo sicuri di essere amati e di
essere invitati alla sua amicizia, perché temere di Lui e di noi? La sua
amicizia deve farci audaci anche presso gli uomini.
132.2 Sempre ci saranno
fra i sacerdoti santi quelli che sapranno anche morire per amore di Dio
e di prossimo, e sapranno farlo così pianamente, dopo avere esercitato la
perfezione per tutta la vita ugualmente pianamente, che il mondo neppure si
accorgerà di loro. Ma se il mondo non diverrà tutto un lupanare e una idolatria, sarà per questi: gli eroi del silenzio e
della operosità fedele. E avranno il tuo sorriso: puro e timido. Perché ci
saranno sempre degli Andrea. Per grazia di Dio e per
fortuna del mondo ci saranno!
135.7c Che dire di
questi infelici? Dio ha dato loro tempo di fare penitenza ed essi se ne abusano
per peccare. Ma non li perde di vista Iddio, anche se pare che lo faccia. E il
momento viene in cui, o perché, come fulmine che penetra anche nel masso, l'amore
di Dio squarcia il loro duro cuore, o perché la somma dei delitti porta l'onda
del loro fango fin nelle loro fauci e nelle loro nari - ed essi sentono, oh! che finalmente sentono!, lo schifo di quel sapore e di quel
fetore che è ripugnanza agli altri e che fa colmo il loro cuore - viene il
momento che ne hanno nausea e sorge un movimento di desiderio al bene.
135.7e "Di notte,
nel mio letto, cercai l'amor dell'anima mia e non lo trovai". Infatti nella tenebra non si può distinguere lo sposo, e
l'anima pungolata dall'amore, irriflessiva perché fasciata dalla notte
spirituale, cerca e vuol trovare un refrigerio al suo tormento. Crede trovarlo con qualunque amore. No. Uno
solo è l'amore dell'anima: è Dio. Vanno, queste anime che l'amore di Dio
pungola, cercando amore. Basterebbe volessero in loro la luce, e amore
avrebbero a loro consorte. Vanno come malate, cercando a tentoni
amore, e trovano tutti gli amori, tutte le sozze cose che l'uomo ha così
battezzate, ma non trovano l'amore; perché l'amore è Dio e non è l'oro,
il senso, il potere.
136.2d Oh! se esce (dal sepolcro), in verità ti dico che nessuno sarà
più grande del risorto di spirito. Solo l'Innocenza assoluta è più grande di questo morto che torna vivo per forza di proprio amore
e per gioia di Dio... I miei più grandi trionfi!
136.2e Poi vi saranno i
pianeti, le buone volontà, oh! splendidissimi!
Della luce di puro diamante o di gemmeo splendore dai diversi colori - rossi di
rubino, violacei d'ametista, biondi di topazio, candidi di perle - gli
innamorati fino alla morte per l'amore, i penitenti per amore, gli
operanti per amore, gli immacolati per amore.
E ve ne saranno alcuni, di questi pianeti, e
saranno le mie glorie di Redentore, che avranno in loro bagliori di rubino, di
ametista, di topazio e di perla, perché tutto saranno per amore. Eroici
per giungere a perdonarsi di non aver saputo amare prima, penitenti per
saturarsi di espiazione.
136.6g L'anima, ancor
lesa dalla macchia d'origine, ha forze potenti di elevazione, e ricordi e
ritorni alla sua dignità di figlia di Dio, e divinamente opera per amore
del Padre.
137.6 Vi prendo sul
cuore. Vi chiedo amore e intelletto. Appunto perché siete i più sapienti
in Israele, dovete comprendere più di tutti la verità.
140.3n (
140.3p E' venuto il
tempo della Misericordia piena, dopo secoli di Giustizia. Essa è sorella alla
prima. Come due nate da un solo seno; ma mentre prima era più forte
140.6b Chi ha sete di
Verità e di Amore venga a Me.
140.7b Come per i farisei, avviene per questo lavoro. Il mio desiderio di
essere amato - conoscere è amare - viene respinto da troppe cose. E
questo è un grande dolore per Me, l'eterno Maestro imprigionato da voi...
145.5 e
Né si potrà accusare Dio di essere ingiusto perché Egli non si impone.
Apre a tutti le braccia, tutti invita, ma se uno gli dice: "Va' via"
Egli se ne va. Va a cercare amore, a dare invito ad altri, finché trova
chi dice: "Vengo".
149.6d Dio si effonde
sui giusti, e più essi si arrendono al suo amore
più Egli lo aumenta, e cresce santità. E' questo il misterioso e ineffabile
operare di Dio e degli spiriti. Si compie nei silenzi mistici e la sua potenza,
non descrivibile con umana parola, crea non descrivibili capolavori di santità.
Non è sbaglio ma è parola sapiente questa di chiedere che Dio aumenti il suo amore
in un cuore.
150.1h Sì, Figlio, sì.
E' vero. Tu vedi tanti volti duri di nemici che hai bisogno di tanto amore
e di sorriso.
150.1n Ma come potrei
perdonarvi di non amare Lei?
154.4b (Dio) E' quello
che all'uomo vittorioso inculca pietà e amore, come Egli è, verso i
poveri della terra.
154.6-a Ricordate il mio
Nome, figli di Dio che piangete. E' il nome dell'Amico. Ditelo nelle vostre
pene. Siate sicuri che se mi amerete mi avrete anche
se sulla terra mai ci vedremo. Sono Gesù Cristo, il Salvatore, l'Amico
vostro. In nome del Dio vero Io vi conforto. Presto venga la pace su di voi.
154.6i Potrei dare un
conforto a quei galeotti? Ho del denaro... Un frutto, un sollievo, perché sappiano
che li amo.
155.3s Il segreto per amare.
Essere buoni. Allora si ama senza pensare se questo è o non è di una fede.
157.5b Quanta necessità
della donna presso l'altare di Cristo! Le infinite miserie del mondo possono
essere curate da una donna molto più e meglio che dall'uomo, e all'uomo essere
poi portate per essere completamente guarite. Vi si apriranno molti cuori, e
specie femminili, a voi, donne discepole. Li dovete accogliere come fossero
cari figli sviati che tornano alla casa paterna e che non osano affrontare il
genitore. Voi sarete quelle che riconfortate il colpevole e ammansite il
giudicante. Verranno a voi molti cercando Dio. Voi li
accoglierete come pellegrini stanchi dicendo: "Qui è la casa del Signore.
Egli subito verrà", e intanto li circonderete del vostro
amore. Se non Io, un mio sacerdote verrà.
La donna sa amare. E' fatta per
l'amore. Essa ha avvilito l'amore facendone fame del senso, ma in fondo alla
sua carne è sempre prigioniero il vero amore, la gemma dell'anima sua: l'amore
spoglio del fango acre del senso e fatto di ali e profumi angelici, fatto di fiamma pura e di ricordi di Dio, della sua
provenienza da Dio, e della sua creazione fatta da Dio. La donna - il
capolavoro della bontà presso il capolavoro della creazione che è l'uomo:
"Ed ora si dia ad Adamo la compagna perché egli non si senta solo" -
non deve abbandonare gli Adami.
Prendete dunque questa facoltà di amare e usatela nell'amore del Cristo
e per il Cristo presso il prossimo.
157.5e Siate madri e
sorelle presso i santi. Anche essi hanno bisogno di amore. Si
stancheranno e si consumeranno nella evangelizzazione.
A tutto quanto è da fare non potranno arrivare. Aiutateli voi, discrete e
solerti. La donna sa lavorare. Nella casa, presso i deschi ed i giacigli,
presso i telai e tutto quanto è necessario al vivere giornaliero. Il futuro
della Chiesa sarà un continuo venire di pellegrini ai luoghi di Dio. Siatene
voi le pie albergatrici, che vi assumete tutte le cose di più umile lavoro per
lasciare liberi i ministri di Dio di continuare il Maestro.
157.8b E voi, amici
miei, sappiate avere delle donne l'umiltà e la costanza, e abbattendo la
superbia del maschio non spregiate le donne discepole, ma temperate la vostra
forza, e potrei dire anche la vostra durezza e intransigenza, al contatto della
dolcezza delle donne. E soprattutto imparate da esse ad amare, credere e
soffrire per il Signore, perché in verità vi dico che esse, le deboli,
diverranno le più forti nella fede, nell'amore, nell'osare, nel sacrificarsi
per il Maestro loro che amano con tutte loro stesse, senza nulla chiedere,
senza nulla pretendere, paghe solo di amare per darmi conforto e gioia.
159.3b Io sono
165.4b Giovanni: -Io non
venivo da Gesù Cristo, Figlio di Dio incarnato, ma ciò che Tu sei in seno del
Fuoco che è l'Amore eterno della Trinità Ss.,
la sua Natura, la sua Essenza, la sua vera Essenza. ...
Tu che sei il perno della Triade... oh! forse
bestemmio! ma così mi pare perché se Tu non fossi, amore
del Padre e amore al Padre, ecco che mancherebbe l'Amore, il divino Amore, e
165.6b In esse (caverne)
avete conosciuto Dio. Prima sapevate di Lui. Ma non lo conoscevate
nell'intimità che fa di due uno. Fra voi sono uomini che da anni sono sposati,
altri che non ebbero che fallaci rapporti con donne, alcuni che per cause
diverse sono casti. Ma i casti sanno ora cosa è l'amore perfetto così
come lo sanno gli sposati. Anzi posso dire che nessuno come l'ignaro di ogni
carnale appetito sa cosa è l'amore perfetto. Perché Dio si rivela ai vergini in
tutta la sua pienezza, e per sua delizia di darsi a chi è puro, ritrovando
parte di Sé, Purissimo, nella creatura monda di lussuria, e per compensarla di
quanto essa si nega per amore di Lui.
165.7 Il profanato e
profanatore mondo che ha bisogno di maestri e redentori. Io vi ho voluto fare
conoscere Dio perché lo amaste ben più del mondo, che con tutti i suoi
affetti non vale un solo sorriso di Dio. Ho voluto che poteste meditare su ciò
che è il mondo e su ciò che è Dio per farvi anelanti del migliore.
166.6d Noi, per uscire
da questa malattia di oscuramento soprannaturale, dobbiamo liberare
coraggiosamente la pietra fondamentale da tutte le pietre sovrapposte. Non
abbiate tema di demolire quello che è un alto muro ma che non porta la linfa
pura della sorgente eterna. Tornate alla base. Quella non va mutata. E' da Dio.
Ed immobile è. Ma prima di scartare le pietre, perché non tutte sono malvagie e
inutili, provatele una ad una, al suono della parola di Dio. Se le sentite non
discordi, ritenetele, riusatele per ricostruire. Ma se in esse sentite il suono
discorde della voce umana o quello lacerante della voce satanica - e non vi
potete sbagliare perché se è voce di Dio è suono d'amore, se è voce
umana è suono di senso, se voce satanica è voce d'odio - allora frantumate le
pietre malvagie. Dico: frantumate, perché è carità non lasciare indietro germi
od oggetti di male che possano sedurre il viandante ed indurlo ad usarle per
suo danno. Frantumate letteralmente ogni cosa non buona che fu vostra in opere,
scritti, insegnamenti o atti.
166.9b Ed ecco allora
che ci insegna la sua via. La via dell'amore. Egli è l'Amore che per
misericordia di noi si fa carne. Ecco allora che questo Amore
misericordioso ci crea la via che anche i piccoli possono salire. Ed Egli, non
per bisogno proprio, ma per insegnarcela, la percorre per primo. Egli neppure
avrebbe bisogno di aprire le ali per rifondersi col Padre. Il suo spirito, io
ve lo giuro, è chiuso qui, sulla misera terra, ma è sempre col Padre, perché
tutto può Dio, e Dio Egli è. Ma va avanti, lasciando dietro di Sé gli aromi
della sua santità, l'oro e il fuoco del suo amore. Osservate la sua via. Oh! ben giunge all'arco sommo! Ma come è placida e sicura! Non è
una retta: è una spirale. Più lunga, e il suo sacrificio di amore
misericordioso si svela in questa lunghezza su cui Egli trattiene Se stesso per
amore di noi deboli. Più lunga, ma più adatta alla nostra miseria. La salita
all'Amore, a Dio, è semplice come è semplice l'Amore. Ma è profonda perché Dio
è un abisso che direi irraggiungibile se Egli non si abbassasse per farsi
raggiungere, per sentirsi baciare dalle anime di Lui innamorate (Giovanni parla
e piange sorridendo con la bocca, nell'estasi del suo svelare Dio). E' lunga la
semplice via dell'Amore, perché l'Abisso che è Dio non ha fondo, e tanto uno
potrebbe salire quanto volesse. Ma l'Abisso mirabile chiama il nostro abisso miserabile.
Chiama con le sue luci e dice: "Venite a Me! Oh!
Invito di Dio! Invito di Padre!
166.10Vorrei che tutt'affatto
piccoli diveniste per avere in voi l'umiltà, la sincerità e l'amore dei
pargoli, il confidente amore dei pargoli verso il padre. ...
Ascendere! Venire a Te, eterno Amore!
Prendere la tua somiglianza, ossia l'Amore! Amare! Ecco il segreto!... Amare! Darsi... Amare! Abolirsi... Amare! Fondersi...
La carne? Un nulla. Il dolore? Un nulla. Il tempo? Un nulla. Il peccato stesso
diviene nulla se io lo sciolgo nel tuo fuoco, o Dio! L'Amore solo è. L'Amore!
L'Amore, che ci ha dato l'incarnato Iddio, ci darà ogni perdono. E amare è atto
che nessuno sa meglio dei pargoli fare. E nessuno è amato più di un pargolo.
166.11O tu che non conosco, ma
che vuoi conoscere il Bene per distinguerlo dal Male, per avere l'azzurro, il
sole celeste, tutto quanto è letizia soprannaturale, ama e l'avrai. Ama
Cristo. Morirai nella vita, ma risusciterai nello spirito. Con uno spirito
nuovo, senza più avere bisogno di usare le pietre, sarai per l'eternità un
fuoco che non muore. La fiamma sale. Non abbisogna di scalini né di ali per
salire. Libera il tuo io da ogni costruzione, poni in te l'Amore. Fiammeggerai.
Lascia che ciò avvenga senza restrizioni. Aizza anzi la fiamma gettandovi ad
alimentarla tutto il tuo passato di passioni, di sapere. Si distruggerà nella
fiamma il men buono, e ciò che già è metallo nobile
si farà puro. Gettati, o fratello, nell'amore attivo e gaudente della Trinità.
Comprenderai ciò che ora ti pare incomprensibile, perché comprenderai Dio, il
Comprensibile solo da quelli che si dànno senza
misura al suo fuoco sacrificatore. Ti fisserai in ultimo in Dio in un abbraccio
di fiamma, pregando per me, il pargolo di Cristo, che ha osato parlarti dell'Amore.
167.12b Quando la tua
piccina ti dirà i primi suoi pensieri, pensa che
quell'intelligenza è la sua anima che si disvela.
Quando ti amerà non con l'istinto ma con la ragione, pensa che
quell'amore è la sua anima. Quando ti crescerà al fianco bella, non tanto di corpo ma di virtù, pensa che
quella bellezza è la sua anima.
170.2e La bontà … è la
virtù che con l'amore è meno dote dei mortali. La bontà! Oh! dolce essere buoni, senza odio, senza invidie, senza
superbie! Avere occhi che solo guardano per amare, e mani che si tendono
a gesto d'amore, e labbra che non profferiscono che parole d'amore, e cuore,
cuore soprattutto che colmo unicamente d'amore sforza occhi, mani e labbra ad
atti d'amore!
170.3b (Dio) dette i
doni naturali di bellezza e integrità, di intelligenza e di volontà, di
capacità di amarsi e di amare, così dette i doni morali con la
soggezione del senso alla ragione, di modo che nella libertà e padronanza di sè e della propria volontà, di cui Dio aveva beneficato
Adamo, non si insinuava la malvagia prigionia dei sensi e delle passioni, ma
libero era l'amarsi, libero il volere, libero il godere in giustizia.
170.4 Cosa è questa
Grazia che santifica e che dà Vita e Regno? Oh! non
usate molte parole!
Oh! figli! Non
defraudate Dio di questo suo diritto! Non derubate Dio di questo suo avere! Non
deludete Dio in questo suo desiderio! Pensate che Egli opera
per amore. Se anche voi non foste, Egli sarebbe sempre l'Infinito, nè sarebbe sminuita la sua potenza. Ma Egli, pur essendo
completo nella sua misura infinita, immisurabile, vuole non per Sè e in Sè, - non lo potrebbe perchè è già l'Infinito - ma per il Creato, sua creatura.
Egli vuole aumentare l'amore per quanto esso Creato di creature contiene, onde
vi dà
170.5 "Come si
conquista Iddio e il suo Regno attraverso altra più dolce via che non la severa
del Sinai?" voi dite.
Non vi è altra via. Quella è. Però
guardiamola non attraverso il colore della minaccia, ma attraverso il colore
dell'amore. Non diciamo: "Guai se non farò questo!" rimanendo
tremanti in attesa di peccare, di non essere capaci di non peccare. Ma diciamo:
"Beato me se farò questo!" e con slancio di
soprannaturale gioia, giubilando, lanciamoci verso queste beatitudini, nate dall'osservanza
della Legge come corolle di rose da un cespuglio di spine.
170.6c Il povero di
spirito non pecca per l'oro, ma del suo oro fa la sua santificazione poichè ne fa amore.
L'amore non è un male e non lo deve
divenire. Le grazie che Dio ci concede non sono un male e non lo devono
divenire. Amore sono. Per amore sono date. Occorre con amore usarne di queste
ricchezze che Dio ci concede in affetti e in bene. E solo chi non se ne fa
degli idoli ma dei mezzi per servire in santità Dio, mostra di non avere un
attaccamento peccaminoso ad esse. Pratica allora la santa povertà dello spirito
che di tutto si spoglia per essere più libero di conquistare Iddio Santo,
Suprema Ricchezza. Conquistare Dio: ossia avere il Regno dei Cieli.
170.7b Non portano a Dio
quei sacerdoti che non vanno alla conquista degli spiriti con la dolcezza
paziente, umile, amorosa, ma che sembrano guerrieri armati che si
lancino ad un assalto feroce tanto marciano con irruenza e intransigenza contro
le anime... Oh! Povere anime! Se fossero sante non avrebbero bisogno di voi,
sacerdoti, per raggiungere
170.7d Se tali
(mansueti) sarete erediterete
170.8c L'uomo è uno
svagato bambino, è uno spensierato superficiale, è un nato di tardivo
intelletto finchè il pianto non lo fa adulto,
riflessivo, intelligente. Solo coloro che piangono, o che hanno pianto, sanno amare
e capire. Amare i fratelli ugualmente piangenti, capirli nei loro dolori,
aiutarli con la loro bontà, esperta di come fa male essere soli nel pianto. E
sanno amare Dio perchè hanno compreso che il dolore
si placa se pianto sul cuore di Dio, perchè hanno
compreso che il pianto rassegnato che non spezza la fede, che non inaridisce la
preghiera, che è vergine di ribellione, muta natura, e da dolore diviene
consolazione.
Sì, coloro che piangono amando il
Signore saranno consolati.
170.9c Non è la carne
che diviene immortale, è l'anima. E va nutrita per portarla all'immortalità,
alla quale, per amore, essa poi porterà la carne nella risurrezione
beata.
170.10-a Non abbiate
timore, o sitibondi, o affamati di Dio! State fedeli e sarete saziati da Colui
che vi ama.
170.10b Tutti hanno
bisogno di perdono. Ebbene, non è
la formula o la
forma di un rito, figure esterne concesse
per la opaca mentalità umana,
quelle che ottengono perdono. Ma è il rito interno dell'amore, ossia
ancora della misericordia.
170.5i Beato me se avrò
spirito di pace perchè sarò da Dio chiamato
suo figlio, perchè nella pace è l'amore,
e Dio è Amore che ama chi è simile a Lui!
170.12 "Beato me se avrò spirito di pace". La pace è una delle
caratteristiche di Dio. Dio non è che nella pace. Perchè
la pace è amore, mentre la guerra è odio. Satana è odio, Dio è Pace.
170.13 "Beato me se sarò perseguitato per amore della
Giustizia".
170.13b L'uomo
progredisce nell'arte satanica del perseguitare più che non progredisce
nell'arte santa dell'amare.
170.14d La meditazione
della salvezza, attraverso all'amore, ci instradi sulla via la cui fine
è il Cielo.
170.3e Io non muto un iota della Legge. E chi l'ha data fra i fulmini del
Sinai? L'Altissimo. Chi è l'Altissimo? Il Dio uno e trino. Da dove l'ha tratta?
Dal suo Pensiero. Come l'ha data? Con la sua Parola. Perchè
l'ha data? Per il suo Amore. Vedete dunque che
171.2 Chi la disposa (
Potrei dire che il santo è colui al quale l'amore
e il desiderio fanno da ostacolo ad ogni altra vista che Dio non sia.
171.4b Occorre innalzare
l'amore di prossimo a perfezione che unifica l'amico al nemico. Siete
calunniati? Amate e perdonate. Siete percossi? Amate e porgete l'altra guancia
a chi vi schiaffeggia pensando che è meglio che l'ira si sfoghi su di voi, che
la sapete sopportare, anzichè su un altro che si
vendicherebbe dell'affronto.
171.5 Amate,
amate! Amate amici e nemici per essere simili al Padre
vostro che fa piovere sui buoni e sui cattivi e fa scendere il sole sui giusti
e sugli ingiusti riservandosi di dare sole e rugiade eterne, e fuoco e grandine
infernali, quando i buoni saranno scelti, come elette spighe, fra i covoni del
raccolto. Non basta amare coloro che vi amano e dai quali sperate un
contraccambio. Questo non è un merito, è una gioia, e anche gli uomini
naturalmente onesti lo sanno fare. Anche i pubblicani lo fanno e anche i
gentili. ma voi amate a somiglianza di Dio e amate per
rispetto a Dio, che è creatore anche di quelli che vi sono nemici o poco
amabili. Io voglio in voi la perfezione dell'amore e perciò vi dico:
"Siate perfetti come perfetto è il Padre vostro che è nei Cieli".
Tanto
è grande il precetto d'amore verso il prossimo, il perfezionamento
d'amore verso il prossimo, che Io più non vi dico come era detto: "Non
uccidere", perchè colui che uccide sarà
condannato dagli uomini. Ma io vi dico: "Non vi adirate" perchè un più alto giudizio è su voi, e calcola anche le
azioni immateriali. Chi avrà insultato il fratello sarà condannato dal
Sinedrio. ma chi lo avrà trattato da pazzo, e perciò
danneggiato, sarà condannato da Dio.
Inutile
fare l'offerta all'altare se prima non si è sacrificato nell'interno del cuore
i propri rancori per amore di Dio e non si è compito il rito santissimo
del saper perdonare.
172.5c Fatevi un cuore
umile e puro, amoroso, fiducioso, sincero; amate Dio col pudico amore
che ha una vergine per lo sposo. In verità vi dico che ogni anima è una vergine
sposata all'eterno Amatore, a Dio Signor nostro; questa terra è il tempo del
fidanzamento nel quale l'angelo dato a custode di ogni uomo è lo spirituale
paraninfo, e tutte le ore della vita e le contingenze della vita altrettante
ancelle che preparano il corredo nuziale. L'ora della morte è l'ora delle nozze
compiute.
172.6b La preghiera è
azione d'amore. E amare si può fare tanto orando che facendo il pane,
tanto meditando che assistendo un infermo, tanto compiendo pellegrinaggio al
Tempio che accudendo alla famiglia, tanto sacrificando un agnello quanto
sacrificando i nostri anche giusti desideri di raccogliersi nel Signore. Basta
che uno intrida tutto se stesso e ogni sua azione nell'amore. Non abbiate
paura! Il Padre vede. Il Padre comprende. Il Padre ascolta. Il Padre concede.
172.7 Non abbiate paura
di chiedere e non abbiate paura di non ottenere! ...
Però non fate come i deboli nella fede e nell'amore, ... i quali, deboli
e pagani, sentono morire la fede se non si vedono esauditi.
172.11i Ciò che Io amo
è sacro a Lazzaro. ... E per questo Lazzaro diventerà
santo, perché amando ciò che Io amo amerà la perfezione.
173.3c Fatevi delle
borse in Cielo, là dove non entrano ladri e dove non accadono sventure.
Lavorate con l'amore misericordioso verso tutte le miserie della terra.
173.3c Accarezzate, sì,
le vostre monete, baciatele anche, se volete, giubilate per le messi che
prosperano, per i vigneti carichi di grappoli, per gli ulivi che si piegano
sotto il peso di infinite ulive, per le pecore dal fecondo seno e dalle turgide
mammelle. Fate tutto ciò. Ma non sterilmente. Non umanamente. Fatelo con amore
e ammirazione, con godimento e calcolo soprannaturale. "Grazie,
mio Dio, di questa moneta, di queste messi, di queste piante, di queste pecore,
di questi commerci! Grazie, pecore, piante, prati, commerci, che mi
servite così bene. Siate benedetti tutti, perché per tua bontà, o Eterno, e per
vostra bontà, o cose, ecco che io posso fare tanto bene a chi ha fame, a chi è
ignudo, senza tetto, malato, solo... Lo scorso anno feci per dieci. Quest'anno
- poiché, per quanto io abbia dato molto in elemosina, ho maggior denaro e più
pingui sono i raccolti e numerosi i greggi - ecco che io darò due, tre volte,
quanto diedi lo scorso anno. Perché tutti, anche i derelitti
di ogni bene loro proprio, godano della mia gioia e benedicano, con me, Te,
Signore eterno". Ecco la preghiera del giusto. Quella preghiera
che, unita all'azione, trasporta i vostri beni in Cielo, e non solo ve li
conserva eternamente, ma ve li fa trovare aumentati dei frutti santi dell'amore.
173.6b Domani, quando Io
non sarò più sulla terra, ancora vi saranno i poveri, ed Io non ci sarò nè a compiere miracolo per chi ha fede, nè
a fare elemosina per portare alla fede. Ma allora i miei amici ricchi avranno
imparato, al mio contatto, come si fa a beneficare, e i miei apostoli avranno,
pure dal mio contatto, imparato ad elemosinare per amore dei fratelli. E
i poveri avranno sempre un soccorso.
173.7-a Anche se non
avrete più potenza di denaro, solo che abbiate amore e santità, potrete
beneficare chi è povero, stanco o afflitto.
173.7c Sapete che il
Padre sa i vostri bisogni e che vi ama. Fidate dunque in Lui. Cercate
prima le cose veramente necessarie: la fede, la bontà, la carità, l'umiltà, la
misericordia, la purezza, la giustizia, la mansuetudine, le tre e le quattro
virtù principali, e tutte, tutte le altre ancora, di modo da essere amici di
Dio e di avere diritto al suo Regno. E vi assicuro che tutto il resto vi sarà
dato per giunta senza che neppure lo chiediate.
174.8d Non mi si dica:
"Ma Satana tenta" a scusa delle discese verso il sentiero basso.
Anche Dio tenta con il suo amore, ed è ben forte; con le sue parole, e
sono ben sante; con le sue promesse, e sono ben seducenti! Perchè
allora lasciarsi tentare da uno solo dei due, e da colui che è il più
immeritevole di essere ascoltato? Le parole, le promesse, l'amore di Dio
non sono sufficienti a neutralizzare il veleno di Satana? Guardate che ciò
depone male per voi.
174.16h Voglimi bene, Giuda. Io vorrei che il mio amore
fosse in te al punto da preservarti da ogni male.
174.19b Tutto si può
superare quando lo spirito è retto. Ma tutto si presta a motivo per soddisfare
il senso quando lo spirito è lussurioso. Frigidità femminile, pesantezza di
lei, incapacità relativa alle faccende, lingua bisbetica, amore al lusso, tutto
si supera, anche le malattie, anche la irascibilità,
se si ama santamente. Ma siccome dopo qualche tempo non si ama più come
il primo giorno, ecco che allora si vede impossibile ciò che è più che
possibile, e si getta una povera donna sulla via e verso la perdizione.
174.9c L'amore
dei figli dovrebbe farvi meditare cento volte e cento, anche nel caso di una
morte di coniuge. Oh! se sapeste accontentarvi di
quanto avete avuto e al quale Dio ha detto: "Basta"! Se sapeste, voi vedovi e voi vedove, vedere nella morte non una
menomazione ma una elevazione ad una perfezione di procreatori! Esser madre
anche per la madre estinta. Esser padre anche per il padre estinto. Esser due anime in una, raccogliere l'amore per le creature sul
labbro gelato del morente e dire: "Va' in pace, senza paura per quelli che
da te sono venuti. Io continuerò ad amarli, per te e per me,
amarli due volte, sarò padre e madre, e l'infelicità dell'orfano non peserà su
loro e neppure sentiranno la innata gelosia del figlio
di coniuge risposato per colui o colei che prende il posto sacro alla madre, al
padre, da Dio chiamati ad altra dimora".
176.2-b Vogliate
soprattutto bene alla volontà di Dio.
176.2c La rugiada leva
la polvere dai fiori. L'amore dei bambini leva le tristezze dal mio
cuore.
176.4c Amate la
volontà di Dio. Amatela più della vostra e seguitela
contro le seduzioni e le potenze delle forze del mondo, della carne e del
demonio.
178.3e Io ti benedico, o
Padre, e invoco il tuo amore perché smemori da ogni altra cosa, che non
sia Te, tutti coloro che in Te troverebbero, e non sanno crederlo, ogni loro
bene, qui e nel Cielo.
179.8c Voglio
fortificarti nell'eroismo con il mio amore.
180.4 La perfezione di
Adamo era ancora suscettibile di aumento mediante l'amore che lo avrebbe
portato ad una immagine sempre più esatta del suo
Creatore. Adamo senza la macchia del peccato sarebbe stato un tersissimo specchio di Dio. Per questo Io dico: "Siate
perfetti come è perfetto il Padre che è nei Cieli". Come il Padre. Perciò
come Dio.
181.5b Tanti discepoli
tanti campi, scelti dal maestro per costituire l'area del Regno di Dio, i beni
di Dio. Su essi il maestro si affatica per coltivarli, acciò diano il cento per
cento. Tutte le cure. Tutte. Con pazienza. Con amore. Con sapienza. Con
fatica. Con costanza. Vede anche le loro tendenze malvagie. Le loro aridità e
le loro avidità.
181.7-a E allora il
santo prega e si abbandona a Dio. "Ciò che Tu permetti si faccia, sia
fatto" dice. Solo aggiunge questa clausola: "purchè serva al tuo fine". E il santo sa che
verrà l'ora in cui verranno espulsi dalle sue messi i logli malvagi. Da chi? Da
Dio stesso, che non permette oltre di quanto è utile al trionfo della sua volontà
d'amore.
182.3-a Un Padre santo
ti è nel Cielo e ti ama sempre, se sei buono.
182.4b Vi insegna una
grande, anzi molte grandi virtù questo gregge. Esso è mansueto e ubbidiente. Di
poco si accontenta ed è grato per ciò che ha. Sa amare e riconoscere chi
lo cura ed ama. Fate altrettanto dicendo: "Dio è il
nostro Pastore e noi siamo le sue pecore. Il suo occhio è su noi. Egli ci tutela e ci concede non ciò che è fonte di vizio ma
necessità di vita".
182.5 (A dei pastori) Amatevi
fra voi ed amate questo bambino. Ognuno deve sentirsi un poco padre
dell'orfano. La presenza di un bambino fra voi moderi ogni vostra azione col
freno santo del rispetto verso il fanciullo. E la vostra presenza presso di lui
supplisca a ciò che la morte gli ha levato. Bisogna amare il prossimo. Questo
piccolo è il prossimo che Dio vi confida in modo speciale. Educatelo buono e
credente, onesto e senza vizi.
184.4b I giorni portano
sole o piogge, in questo caso raggi d'amore divino e effusione della
divina sapienza che parla allo spirito. Le notti portano stelle e silenzio
riposante: nel nostro caso richiami luminosi di Dio e silenzio per lo spirito
perché l'anima si raccolga e mediti.
184.4d Si deve
arroventare d'amore per divenire grano. ... La
vita del peccatore che diventa santo è il più lungo, eroico, glorioso
combattimento.
184.8g L'amore,
base del Regno di Dio.
Amate e sarete amati. Amate e vi
compatirete. Amate e non sarete crudeli volendo più di quanto non sia lecito da
chi vi è sottoposto. Amore e sincerità per ottenere la pace e la gloria dei
Cieli. Altrimenti, come ha detto Beniamino, ogni vostra azione, fatta mentendo
all'amore e alla verità, vi si muta in paglia per il vostro letto infernale.
184.9-b Vi dico solo:
abbiate presente il grande precetto dell'amore e siate fedeli a Dio
Verità ed alla verità in ogni parola, atto e sentimento, perché la verità è
figlia di Dio. Una continua opera di perfezionamento di voi, così come il seme
continuamente cresce fino alla sua perfezione.
184.9-b Il Regno dei
Cieli di cui sarete possessori se vivrete da giusti, è costruito con le piccole
cose di ogni giorno. Con la bontà la morigeratezza, la pazienza, col
contentarsi di ciò che si ha, con il compatimento reciproco, con l'amore,
l'amore, l'amore.
184.6d Gesù non dorme
che perché è angosciato di vedersi disamato da
voi. Chiamatemi e verrò.
186.5e La ragione
naturale è di non eccitare il sangue con cibi (carne di maiale) che portano a
calori indegni dell'uomo, al quale non è negato l'amore anche carnale,
ma che deve temperarlo sempre con la freschezza dell'anima tendente al Cielo,
fare perciò un amore, non una sensualità, di quel sentimento che unisce l'uomo
alla compagna, nella quale deve vedere la sua simile e non la femmina.
187.2m Comprendete il
mio bisogno di amare e di essere amato. Non ho che questo conforto sulla
terra: l'amore e fare la volontà di Dio.
188.4
"Sii veramente vuoto (togliendo il ricordo e l'odio)... ed Io ti darò una
cosa nuova da mettere lì. ... L'amore".
188.4l Un paradiso in
ogni cuore. Dàmmi il ricordo e l'odio che ti tengono
malato e lascia che Io ti metta in cuore l'amore!
191.7 E, poi che qui
dove io sono è l'odio, ora ho capito, per quell'atomo di tempo che vide la mia
anima Iddio, cosa è l'Amore.
191.8b L'Amore
non ha limite di potenza né di tempo. Amate perciò, per possederlo a difesa e
conforto sulla terra e a premio in Cielo.
191.8c Io sono l'Amore
e non avrei colpito. Ma, visto che l'Amore non poteva piegare l'Epulone
crudele, l'ho abbandonato alla Giustizia, ed essa ha fatto le vendette del
martire Giona e dei suoi fratelli.
196.4-6 Tipi di amore.
1- Amore per Dio
2- Amore paterno e materno
3- Amore coniugale
4- Amore per il prossimo
5- Amore per la scienza
6- Amore per il lavoro
Colpa capitale: essere senza
amore.
196.4d 1. Vi è l'amore
di prima potenza: quello che si dà a Dio. Poi l'amore di seconda potenza:
quello materno o paterno, perché se il primo è tutto spirituale, questo è per due parti spirituale e per una sola carnale. Vi si mescola,
sì, il sentimento affettivo umano, ma vi predomina il superiore, perché un
padre e una madre, sanamente e santamente tali, non danno solo cibo e carezze alla
carne del figlio, ma anche nutrimento e amore alla mente e allo spirito della
loro creatura. E tanto è vero ciò che dico, che chi si vota all'infanzia, anche
se unicamente per istruirla, finisce ad amarla come fosse sua carne.
196.5-a 2. Vi è l'amore
per la compagna: amore di terza potenza perché fatto per metà - parlo sempre
dei sani e santi amori - di spirito e per metà di carne. L'uomo per la sposa è
un maestro e un padre, oltre che sposo; e la donna per lo sposo è un angelo e
una madre oltre che sposa. Questi sono i tre amori più elevati.
196.5d Dio va amato
perché è Dio, dunque non necessita nessuna spiegazione per persuadere a questo
amore. Egli è Colui che è, ossia il Tutto; e l'uomo, il nulla che diviene
partecipe del Tutto per l'anima infusa dall'Eterno - senza quella
l'uomo sarebbe uno dei tanti animali bruti che vivono sulla terra o nelle acque
o nell'aria - deve adorarlo per dovere e per meritare di sopravvivere nel
Tutto, ossia per meritare di divenire parte del popolo santo di Dio in Cielo,
cittadino della Gerusalemme che non conoscerà profanazioni e distruzioni in
eterno.
L'amore
dell'uomo, e specie della donna, alla prole, ha indicazione di comando nelle
parole di Dio ad Adamo ed Eva dopo averli benedetti, vedendo di aver fatto
"cosa buona", in un lontano sesto giorno, il primo sesto giorno del
creato. Disse loro: "Crescete e moltiplicatevi e riempite la terra...".
Vedo
la tua inespressa obbiezione e ti rispondo subito così: posto che nel creato
avanti la colpa tutto era regolato e basato sull'amore, questo
moltiplicarsi dei figli sarebbe stato amore, santo, puro, potente, perfetto. E
Dio lo ha dato per primo comando all'uomo: "Crescete,
moltiplicatevi". "Amate perciò, dopo di Me, i vostri figli".
L'amore quale ora è, il generatore attuale dei figli, allora non era. La
malizia non era e con essa non era l'esecrata fame del senso. L'uomo amava la
donna e la donna l'uomo, naturalmente, non naturalmente secondo natura quale
noi l'intendiamo o, meglio, come voi uomini l'intendete, ma secondo natura di
figli di Dio: soprannaturalmente. Dolci, primi giorni
d'amore fra i due che erano fratelli, perché nati da un Padre unico, e che pure
erano sposi, e che nell'amarsi si guardavano con gli innocenti occhi di due
gemelli nella cuna; e l'uomo provava l'amor di padre per la compagna "osso
delle sue ossa e carne della sua carne", così come è il figlio per un
padre; e la donna conosceva la gioia d'esser figlia, ossia protetta da un amore
ben alto, perché sentiva di avere in sé qualcosa di quello splendido uomo che
l'amava, con innocenza e angelico ardore, nei bei prati dell'Eden!
Dopo,
nell'ordine dei comandi dati da Dio, con un sorriso, ai suoi pargoli diletti,
viene quello che lo stesso Adamo, dotato per
Se non
ci fossero stati i tre piloni dei tre amori sopraddetti, avrebbe potuto
esserci l'amore di prossimo? No. Non avrebbe potuto esserci. L'amore di Dio fa
Dio amico e insegna l'amore. Chi non ama Dio, che è buono, non può certo amare
il prossimo, che in maggioranza è difettoso. Se non ci fossero stati amor
coniugale e paternità nel mondo, non avrebbe potuto esserci prossimo, perché il
prossimo è fatto dei figli nati dagli uomini.
200.3h (Dio) E' un
abisso di misericordia, incomprensibile a mente umana. Ma là dove
l'intelligenza dell'uomo non può comprendere, comprende invece l'intelligenza
dell'amore, l'amore dello spirito. Questo comprende ed entra sicuro nel
mistero che è Dio e nel mistero dei rapporti dell'anima con Dio. Entra, Io te
lo dico. Entra poiché Dio lo vuole.
200.7n (In Aglae redenta) l'umiltà sostiene l'amore e lo rende
perfetto.
203.6e
"Padre!
Padre!" dite. E non stancatevi di dire questa
parola. Non sapete che ogni volta che la dite il Cielo sfavilla per la gioia di
Dio? Non diceste che questa, e con vero amore, fareste già orazione
gradita al Signore. ... Voi siete i pargoli di Dio. Io
vi ho generati dal vecchio uomo che eravate e che Io ho distrutto col mio amore
per far nascere l'uomo nuovo, il cristiano. Chiamate dunque con la parola che
per prima conoscono i pargoli, il Padre Ss. che è nei
Cieli.
203.9 "E in terra
come in Cielo sia fatta la tua Volontà".
L'annullamento
della volontà propria in quella di un altro si può fare solamente quando si è
raggiunto il perfetto amore verso quella creatura. L'annullamento della
volontà propria in quella di Dio si può fare solo quando si è raggiunto il
possesso delle teologali virtù in forma eroica. In Cielo, dove tutto è senza
difetti, si fa la volontà di Dio. Sappiate, voi, figli del Cielo, fare ciò che
in Cielo si fa.
203.10e Chiedete dunque
con amore umile e figliale il vostro pane al Padre.
203.11 "Rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori".
Vi
sono i debiti materiali e quelli spirituali. Vi sono anche i debiti morali. E'
debito materiale la moneta o la merce che avuta in prestito va restituita. E'
debito morale la stima carpita e non resa e l'amore voluto e non dato.
E' debito spirituale l'ubbidienza a Dio dal quale molto si esigerebbe salvo
dare ben poco, e l'amore verso di Lui. Egli ci ama e va amato, così come va
amata una madre, una moglie, un figlio da cui si esigono tante cose.
204.8
Una cinta sicura (per l'anima), e scalpellata dal desiderio di amore, da
ciò che è inferiore: la carne e il sangue, verso ciò che è superiore: lo
spirito.
... I portici: l'effondersi dell'amore, della pietà, del desiderio che altri
vengano a Dio, simili ad amorose braccia che si stendono a far velo sulla cuna
di un orfano.
205.1i In che hai
peccato? Contro la misericordia e l'amore. Con l'odio hai demolito la
tua anima. Con l'amore e la misericordia la ricostruirai.
205.7 Chi è in
condizioni di figlio primogenito e senza colpa verso il Padre, non sia geloso
della gioia paterna, ma ne prenda parte, dando amore al fratello
redento.
206.10 Come Io sono nel
Padre così i
poveri sono in Dio. E' per questo che Io, Verbo del Padre, ho
voluto nascere povero, e povero rimanere. Perchè
fra i poveri mi sento più prossimo al Padre che ama i minimi ed è amato
da essi con tutta la loro forza.
207.4b (A Betlemme)
Quanti farisei, sadducei, erodiani, scribi, esseniti c'erano mai! Oh! il loro
essere ottusi ora viene ancora dall'essere stati duri di cuore allora. Hanno
chiuso il cuore all'amore verso la loro povera sorella quella sera... e
sono rimasti, e restano nelle tenebre. Hanno respinto Dio fin d'allora,
respingendo da loro l'amore del prossimo.
207.9i Il Verbo tornerà
ai Cieli, così... (e Gesù si ritira un passo indietro lasciando Maria e Pietro
dove erano) e dall'alto dei Cieli contemplerà le opere dei due rimasti sulla
terra, i quali, per movimento santo, si uniranno più che mai, per fondere
potere e amore e farne mezzo per compiere il desiderio del Verbo: la
redenzione del mondo attraverso il perpetuo insegnamento della sua Chiesa. E il
Padre, il Figlio e lo Spirito santo faranno dei loro raggi una catena per
stringere, stringere sempre più i due rimasti sulla terra: mia Madre, l'amore;
tu, il potere.
208.2g I martiri sono
santi. Essi (i bimbi della strage degli innocenti) non solo perdonano al loro
carnefice, ma lo amano perché egli apre loro il Cielo.
209.5e Venite a Me, voi
tutti che siete addolorati, disgustati, col cuore ferito, stanchi, ed Io
condividerò il vostro dolore e vi darò pace. Venite, attraverso ai miei
apostoli, attraverso ai miei discepoli e discepole ... Troverete il conforto
nei vostri dolori, la compagnia nelle vostre solitudini, l'amore dei
fratelli a farvi dimenticare l'odio del mondo; troverete, alto su tutti,
consolatore sopra tutti, compagno perfetto, l'amore di Dio. Non dubiterete più
di niente. ... L'amore solleva dal dolore e rende
gioia.
209.7c Lo sforzo di uno
sul proprio egoismo può provocare un'onda tale d'amore che è capace di
salire, salire, tenendo fra la sua limpidezza colui che l'ha provocata, sino a
portarlo ai piedi dell'altare, al cuore di Dio.
211.7c La carità duplice
nella forma e nella sorgente: carità di Dio e di prossimo la forma; carità da
Dio e da uomo la sorgente. Perché Dio si allontana dall'uomo che non ama,
e perciò questa prima sorgente cessa; e si allontana l'uomo dall'uomo malvagio,
e cessa anche la seconda sorgente. Tutto è levato dalla Carità all'uomo senza
amore.
211.9-a Venite! Questo è
l'Amore che passa. Chi vuole può seguirlo, perché ad essere accolti da
Lui altro non occorre che buona volontà.
217.3-d La vita che ti
domandavo se non ti premeva di perdere, era quella dell'anima tua, perché Io la
tua anima l'amo, anche se essa non mi ama. E mi addoloro vedendo che tu
la uccidi coll'offendere il Signore spregiando il suo Messia
218.5m Io vi voglio
curare l'anima, levarne gli errori e gli asti, condurla a Dio attraverso la
bontà e l'amore.
218.10-e (Il Messia)
Farà redento il mondo, leverà il peccato, insegnerà a non peccare, amerà
i poveri, i malati, gli afflitti, andrà da essi, insegnerà ai ricchi, ai sani,
ai felici ad amarli, raccomanderà di essere buoni per avere
221.5-a Che Dio sia
conosciuto e amato. Che Dio raccolga tutte le genti sotto il suo padiglione.
Che dove Egli è tutti siano. Questa è la speranza, il desiderio, la fame di
Dio! E questa è la speranza, il desiderio, la fame degli spiriti che non sono,
essi, di razze diverse, ma che sono di un'unica razza:
quella che Dio crea. E che essendo tutti figli di un Unico, hanno gli stessi
desideri, le stesse speranze, le stesse fami del Cielo, della Verità,
dell'Amore reale...
221.7-a I popoli, che
agli occhi vostri paiono arieti selvatici, sapranno mettersi coraggiosamente a
difesa della fede di Cristo quando avranno conosciuto che Cristo è Amore
che li invita al suo seguito. Li invita. Sì. E voi dovete aiutarli a venire.
221.8 Il Padre dei
deformi spirituali, Dio - perché i deformi spirituali sono gli scismatici, gli
eretici, i separati - è stato costretto al rigore dalle deformità volontarie
che essi hanno voluto. Ma il suo amore non ha mai deflettuto.
Li attende. Portateglieli. E' il vostro dovere.
221.8b Vi ho insegnato a dire: "Dàcci oggi il nostro pane, o Padre nostro". Ma sapete
voi cosa vuole dire quel "nostro"? Non vuole dire vostro di voi
dodici. Non vostro come discepoli del Cristo. Ma vostro come uomini. Per tutti
gli uomini. Per quelli presenti, per quelli futuri. Per quelli che conoscono
Dio e per quelli che non lo conoscono. Per quelli che amano Dio e il suo
Cristo e per quelli che non lo amano o lo amano male. Ho messo sulle vostre
labbra la preghiera per tutti. E' il ministero vostro. Voi che conoscete Dio,
il suo Cristo, e li amate, dovete pregare per tutti.
223.7 (Avrete) una fine
ancor più tremenda perché eterna, se i vostri misfatti per amore
dell'oro non sono giunti allo spargimento di sangue ma hanno vilipeso la legge
dell'amore e del rispetto al prossimo, negando soccorsi a chi ha fame per
l'avarizia, rubando posti, o pesi, o denari, per ingordigia?
224.4-a Non ci sono
parole segrete per compiere miracoli. C'è solo l'Amore. Come ho detto
ieri sera, l'Amore calma i violenti e sazia gli avidi. L'Amore: Dio. Con Dio in
voi, pienamente posseduto per merito di un amore perfetto, l'occhio diviene
fuoco che brucia ogni idolo e ne atterra i simulacri, la parola diviene
potenza. E ancora: l'occhio diviene arma che disarma. Non si resiste a Dio,
all'Amore. Solo il demonio vi resiste perché è l'Odio perfetto, e con esso vi
resistono i suoi figli. Gli altri, i deboli posseduti da una passione, ma non
vendutisi volontariamente al demonio, non vi resistono. Quale che sia la loro
religione o il loro assenteismo da ogni fede, quale che sia il loro livello di
bassezza spirituale, vengono colpiti dall'Amore che è il grande Vittorioso.
224.4c Quando sarete
giunti voi pure dove egli (Giovanni) è già giunto, e oltre, perché oltre
andrete tanto voi che lui, comprenderete il bisogno di rispetto, di silenzio, di
penombra che provano le anime che l'Amore ha fatto sua preda e suo
strumento.
225.7d Il Padre ama
Me, suo Figlio, e mi ama senza misura così come Io lo
amo. Perciò mi ha mostrato e mi mostra tutto quanto Egli
fa, acciò Io faccia ciò che Egli fa, Io sulla terra, in questo tempo di Grazia,
Egli in Cielo, da prima che il Tempo fosse per la terra.
225.8Voi ancora non
sapete quanto l'Amore crei inesauribilmente. Noi siamo l'Amore. E non vi
è limitazione per Noi, né vi è cosa che non possa essere applicata sui tre
gradi dell'uomo: l'inferiore, il superiore, lo spirituale. ...
Per l'amore infinito che il Padre ha per il Figlio, mi è concesso non solo di
rendere vita alla parte inferiore, ma bensì anche vita alla superiore liberando
il pensiero dell'uomo e il suo cuore dagli errori mentali e dalle male
passioni, e alla parte spirituale rendendo allo spirito la sua libertà dal
peccato.
225.8b Se separate il
Padre dal Figlio o il Figlio dal Padre e non vi ricordate dell'Amore,
voi non amate Dio come va amato, con verità e sapienza, ma commettete un'eresia
perché date culto a uno solo mentre Essi sono una mirabile Trinità. Perciò chi
non onora il Figlio è come non onorasse il Padre, perché il Padre, Dio, non
accetta che una sola parte di Sé sia adorata, ma vuole sia adorato il suo
Tutto. Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato per
pensiero perfetto di amore. Nega dunque che Dio sappia fare opere giuste.
225.11b Ma voi non
sarete salvati. Vi ho conosciuto per quello che siete. Voi non avete in voi amore
di Dio. Siete senza amore. E perciò non venite all'Amore che vi parla e non
entrerete nel Regno dell'Amore.
233.2-a Così fa il Padre
buono che è nei Cieli coi suoi figli erranti sulla terra. Il suo amore è
la verga che li raduna, la sua voce è la guida, i suoi pascoli la sua Legge, il
suo ovile il Cielo.
233.4 Ma dimmi: se Io ti
perdono, tu mi ami ancora? Ma dimmi: se Io ti tendo le braccia, tu vi accorri?
Ma dimmi: hai sete dell'amore buono? E allora vieni e rinasci.
234.2c La fornicazione,
sui buoni che
234.7
Altra cosa
che deve assolutamente praticare l'apostolo è l'amore. Palese amore. Non
solo l'amore segreto dei cuori dei fratelli. Quello basta ai fratelli buoni. Ma
l'apostolo è operaio di Dio e non deve limitarsi a pregare, deve agire. Agisca
con amore. Grande amore. Il rigore paralizza il lavoro dell'apostolo e
il movimento delle anime verso
234.8 Fate che i
peccatori vi amino, voi dottori delle anime. Fate che sentano il sapore
della carità celeste e se ne rendano tanto ansiosi da
non cercare più altro cibo. Fate che sentano nella vostra dolcezza un tale
sollievo che lo cerchino per tutte le loro ferite. Bisogna che la vostra carità
mandi via da loro ogni timore perché, come dice l'epistola che hai letto oggi:
"Il timore suppone il castigo, chi teme non è perfetto nella carità".
Ma non lo è neppure chi fa temere. Non dite: "Che hai fatto?"'. Non
dite: "Va' via". Non dite: "Tu non puoi aver gusto all'amore
buono". Ma dite, dite in mio nome: "Ama ed io ti perdono". Ma
dite: "Vieni, le braccia di Gesù sono aperte". Ma dite: "Gusta
questo Pane angelico e questa Parola e dimentica la pece d'inferno e gli
scherni di Satana". Fatevi soma per le altrui debolezze. L'apostolo deve
portare le sue e quelle altrui, insieme alle croci sue e altrui.
235.5c Tra costui che
m'ama nella sua giovinezza pura e questa che m'ama nella sincera
contrizione di un cuore rinato alla Grazia, Io non faccio differenza, e al puro
e alla pentita commetto l'incarico di comprendere il mio pensiero come nessuno,
e quello di dare al mio Corpo le estreme onoranze ed il primo saluto (non conto
quello particolare di mia Madre) quando Io sarò risorto.
236.6b L'amore
l'ha arsa come un rogo distruggendo in lei la carne impura e facendo signore in
lei uno spirito purificato. ... Il pentimento e
l'amore l'hanno mondata col fuoco dei serafini ed ella è un serafino.
236.7 Molto, molto,
molto è perdonato a chi molto ama. A chi molto mi ama. Voi non sapete,
povere anime, come vi ama il Salvatore! ... Io non
faccio differenza fra colui che mi ama con la sua purezza integra e colui che
mi ama nella sincera contrizione d'un cuore rinato alla Grazia. Sono il
Salvatore. Ricordatevelo sempre.
237.4e Io vi do altre
luci per sempre più farvi innamorati di questo Regno che vi aspetta e il
cui valore non è misurabile.
239.4e In casa di Simone
ho detto: "Molto le è perdonato perché molto ella ama". Ora vi
dico che in verità tutto le sarà perdonato perché ella amerà con tutta la sua
forza, la sua anima, il suo pensiero, il suo sangue, la sua carne, fino
all'olocausto, il suo Dio.
241.2-a Mi segue l'anima
loro. Ed è ugualmente santo amore.
241.2h Ci sono anche amatori
che non possono essere rifiutati. Perché sono prepotenti nel volere. Perché
sono seducenti nel convincere ogni resistenza, fosse anche quella del demonio.
241.4d Gesù non perdona
mai a metà. Ti ha detto che ti ha perdonato. E così è. Tu e tutti coloro che
come te peccarono, e che il mio amore perdona e disposa,
profumerete, pregherete, amerete, conforterete, rese conscie
del male e atte a curarlo dove è, anime che per gli occhi di Dio sono martiri. Care
perciò come le vergini. ... (Martiri) Contro voi
stesse e i ricordi del passato e per sete di amore e di espiazione.
242.4m Hai la (colpa)
capitale. Sei senza amore.
242.8c Per trovare
244.5b Il segreto per
vivere immuni da sterili dubbi che innervosiscono, esauriscono, avvelenano la
giornata terrena, è nel saper credere che Dio fa tutto
per ragione intelligente e buona, che Dio fa ciò che fa per amore.
244.6b Viva in eterno
coloro che in Cielo come in terra sanno basare ogni loro pensiero su un
presupposto di ottimismo pieno di luce! Mai sbaglieranno completamente, anche
se i fatti li smentiranno. Non sbaglieranno almeno per quanto riguarda il loro
spirito, il quale continuerà a credere, a sperare, ad amare soprattutto
Dio e prossimo, rimanendo perciò in Dio fino ai secoli dei secoli!
244.7 Fu poi la luce,
paragonabile all'amore. Perché la luce è letizia così come lo è l'amore.
E la luce è l'atmosfera del Paradiso. E l'incorporeo Essere che è Dio, Luce è,
ed è Padre di ogni luce intellettiva, affettiva, materiale, spirituale, così in
Cielo come in terra.
Comunità Medjugorje-Valtorta
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