AMORE (1/3)

 

 Legenda: Capitoli, paragrafi e capoversi sono relativi all’Evangelo come mi è stato rivelato, di Maria Valtorta (Centro Editoriale Valtortiano)

   Esempio: 6.7b = capitolo 6, paragrafo 7, capoverso 2 (b)

 

 1.2 La Santissima Trinità scese con le sue perfezioni, abitò con le sue Tre Persone, chiuse il suo Infinito in piccolo spazio - si diminuì per questo, perchè l'Amore della Vergine e il volere di Dio dilatarono questo spazio sino a renderlo un Cielo - si manifestò con le sue  caratteristiche.

 2.3 Dice Gioacchino: "Ancora occorre sperare. Tutto può Dio. Finchè si è vivi, il miracolo può avvenire, specie quando Lo si ama e ci si ama". 

 3.5 Dice Gesù: -I miei nonni erano giusti e possedevano perciò la sapienza. Potevano dire con verità quanto dice il Libro, cantando le lodi della Sapienza nel libro di essa: 'Io l'ho amata e ricercata fin dalla giovinezza e procurai di prenderla in sposa'.

 3.8 Dice Gesù citando Gioacchino: -Vinceremo Dio col nostro fedele amore. 

 3.9-10 Dice Gesù: -La castità degli sposi! Essi (Anna e Gioacchino) l'ebbero, ché non occorre esser vergini per esser casti. E i talami casti hanno a loro custodi gli angeli e ad essi scendono figli buoni, che della virtù dei genitori fanno la norma della loro vita. Ma ora dove sono? Ora non si vogliono figli, ma non si vuole però neppure castità. Onde Io dico che l'amore e il talamo sono profanati.

 4.6 Mia Madre amò da quando fu concepita.

 4.6 Maria, la Senza Macchia, non fu mai priva del ricordo di Dio, della sua vicinanza, del suo amore, della sua luce, della sua sapienza. Ella potè perciò comprendere e amare quando non era che una carne che si condensava intorno ad un'anima immacolata che continuava ad amare.

 5.7 Parlare del concepimento di Maria, la Senza Macchia, vuol dire tuffarsi nell'azzurro, nella luce, nell'amore.

 5.9 Aver Maria che Lo amasse! Oh! ben meritava creare l'uomo, e lasciarlo vivere, e decretare di perdonarlo, per avere la Vergine Bella, la Vergine Santa, la Vergine Immacolata, la Vergine Innamorata, la Figlia Diletta, la Madre Purissima, la Sposa Amorosa!

 5.10 ... compiamo (astri e pianeti) la seconda parte del precetto d'amore amando voi, prossimo nostro universale, amandovi col darvi guida e luce, calore e bellezza.  

 5.12 e il mondo universo, che si crea di ora in ora, impàri ad amarmi da Te, Amorosa, e si  faccia più bello per il tuo riso, Madre del mio Figlio, Regina del mio Paradiso, Amore del tuo Dio.

5.13 Dio, Padre Creatore, aveva creato l'uomo e la donna con una legge d'amore tanto perfetta che voi non ne potete più nemmeno comprendere le perfezioni. E vi smarrite nel pensare a come sarebbe venuta la specie se l'uomo non l'avesse ottenuta con l'insegnamento di Satana.

   Guardate le piante da frutto e da seme. Ottengono seme e frutto mediante fornicazione, mediante una fecondazione su cento coniugi? No. Dal fiore maschio esce il polline e, guidato da un complesso di leggi meteoriche e magnetiche, va all'ovario del fiore femmina. Questo si apre e lo riceve e produce. Non si sporca e lo rifiuta poi, come voi fate, per gustare il giorno dopo la stessa sensazione. Produce, e sino alla nuova stagione non si infiora, e quando s'infiora è per riprodurre.

   Guardate gli animali. Tutti. Avete mai visto un animale maschio ed uno femmina andare l'un verso l'altro per sterile abbraccio e lascivo commercio? No. Da vicino o da lontano, volando, strisciando, balzando o correndo, essi vanno, quando è l'ora, al rito fecondativo, né vi si sottraggono fermandosi al godimento, ma vanno oltre, alle conseguenze serie e sante della prole, unico scopo che nell'uomo, semidio per l'origine di Grazia che Io ho resa intera, dovrebbe fare accettare l'animalità dell'atto, necessario da quando siete discesi di un grado verso l'animale.

   Voi non fate come le piante e gli animali. Voi avete avuto a maestro Satana, lo avete voluto a maestro e lo volete. E le opere che fate sono degne del maestro che avete voluto. Ma, se foste stati fedeli a Dio, avreste avuto la gioia dei figli, santamente, senza dolore, senza spossarvi in copule oscene, indegne, che ignorano anche le bestie, le bestie senz'anima ragionevole e spirituale.

   All'uomo e alla donna, depravati da Satana, Dio volle opporre l'Uomo nato da Donna soprasublimata da Dio, al punto di generare senza aver conosciuto uomo: Fiore che genera Fiore senza bisogno di seme, ma per unico bacio del Sole sul calice inviolato del Giglio-Maria.

5.14 Ubbidendo (i primi due), avrebbero pur conosciuto  l'amore. Anzi: solo ubbidendo avrebbero conosciuto l'amore e l'avrebbero avuto.

5.14 Ora, il vostro amore, o uomini, i vostri amori, che sono? O libidine vestita da amore. O paura insanabile di perdere l'amore del coniuge per libidine sua e di altri. D'ora innanzi chi l'amerà (Maria Ss.) tornerà ad esser di Dio, superando le sue tentazioni per poter guardare la sua immacolata purezza.

5.15 Ecco la rivincita del Dio Uno e Trino. Contro alle creature profanate Egli alza questa Stella di perfezione. Contro la curiosità malsana, questa Schiva, paga solo di amare Dio. Contro la scienza del male, questa sublime Ignorante. In Lei non è solo ignoranza dell'amore avvilito; non è solo ignoranza dell'amore che Dio aveva dato agli uomini sposi. Ma più ancora. In Lei è l'ignoranza dei fomiti, eredità del Peccato. In Lei vi è solo la sapienza gelida e incandescente dell'amore divino.

6.7b E' l'occhio che guarda Dio con amore, sia che pianga o rida, e che per amore di Dio carezza e perdona e tutto sopporta, e dall'amore per il suo Dio è fatto inattaccabile agli assalti del Male, che tante volte si serve dell'occhio per penetrare nel cuore. L'occhio puro, riposante, benedicente che hanno i puri, i santi, gli innamorati di Dio.

   Io l'ho detto: "Lume del tuo corpo è l'occhio. Se l'occhio è puro, tutto il tuo corpo sarà illuminato. Ma se l'occhio è torbido, tutta la tua persona sarà nelle tenebre". I santi hanno avuto quest'occhio che è lume allo spirito e salvezza alla carne, perché come Maria non hanno che per tutta la vita guardato Dio. Anzi, più ancora, si sono ricordati di Dio.

7.4 "E allora io pregherò e mi farò vergine per questo".

   "Ma sai tu che vuol dire tal cosa?".

   "Vuol dire non conoscere amore d'uomo ma solo di Dio. Vuol dire non aver altro pensiero che per il Signore. Vuol dire rimanere bambine nella carne e angeli nel cuore. Vuol dire non avere occhi altro che per guardare Dio, orecchie per udirlo, bocca per lodarlo, mani per offrirsi ostie, piedi per seguirlo veloci, e cuore e vita per darli a Lui".

7.8 Poi è venuto il Cristo e vi ha reso la Grazia, dono supremo dell'amore di Dio.  ... Non avrà l'Amore, alla sua Sposa infante che doveva portare la Parola, nettata ed esaltata la favella, perchè non più parlasse da bambina e poi da donna, ma solo e sempre da creatura celeste  fusa alla gran luce e sapienza di Dio?

8.7b Maria aveva meritato che la "Sapienza la prevenisse e le si mostrasse per prima", perché "dal principio del suo giorno Ella aveva vegliato alla sua porta e, desiderando d'istruirsi, per amore, volle esser pura per conseguire l'amore perfetto e meritare d'averla a maestra".

8.8b Chi possiede purezza possiede amore, chi possiede amore possiede sapienza, chi possiede sapienza possiede generosità ed eroismo, perché sa il perché per cui si sacrifica.

9.2 La Sapienza ispira vita ai suoi figli, prende sotto la sua protezione quelli che la cercano... Chi ama lei ama la vita e chi veglia per lei godrà la sua pace. Chi la possiede avrà in eredità la vita... Chi la serve ubbidirà al Santo e chi l'ama è molto amato da Dio.

9.3 Il santo timore di Dio è base alla pianta della sapienza, la quale da esso si slancia con  tutti i suoi rami per raggiungere col vertice l'amore tranquillo nella sua pace, l'amore pacifico nella sua sicurezza, l'amore sicuro nella sua fedeltà, l'amore fedele nella sua intensità, l'amore totale, generoso, attivo dei santi.

9.4 Una pace che viene dal dire: "Soffro, ma ho fatto il mio dovere d'amore verso Dio".

10.3 Maria Ss: "Sono in mezzo a voi, maestre e compagne care. Ma un cerchio di fiamma mi isola da voi. Entro il cerchio, Dio e io. Ed io vi vedo attraverso il Fuoco di Dio e così vi amo... ma non posso amarvi secondo la carne mai alcuno potrà amare secondo la carne".

10.4 Vi è qualcosa più grande dell'amore di un padre e una madre e più dolce, ed è la Voce di Dio.

10.6 Dio, il mio vento d'amore!

10.9 L'uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio. Una delle somiglianze è nella possibilità, per lo spirito, di ricordare, vedere e prevedere. Questo spiega la facoltà di leggere nel futuro. Facoltà che viene, per volere di Dio, molte volte e direttamente, altre per ricordo che si alza come sole su un mattino, illuminando un dato punto dell'orizzonte dei secoli già visto dal seno di Dio. … Quell'Intelligenza suprema, quel Pensiero che tutto sa, quella Vista che tutto vede, che vi crea con un moto del suo volere e con un alito del suo amore infinito, facendovi suoi figli per l'origine e suoi figli per la mèta vostra, può forse darvi cosa che sia diversa da Lui? Ve la dà in parte infinitesimale, perchè non potrebbe la creatura contenere il Creatore. Ma quella parte è perfetta e completa nella sua infinitesimalità.

17.1d Quante verità vi direbbe la vostra anima se sapeste conversare con essa, se l'amaste come quella che mette in voi la somiglianza con Dio, che è Spirito come spirito è la vostra anima. Quale grande amica avreste se amaste la vostra anima in luogo di odiarla sino ad ucciderla; quale grande, sublime amica con la quale parlare di cose di Cielo, voi che siete così avidi di parlare e vi rovinate l'un l'altro con amicizie che, se non sono indegne (qualche volta lo sono) sono però quasi sempre inutili e vi si mutano in frastuono vano o nocivo di parole, e parole tutte di terra.

17.1e Non ho Io detto: "Chi mi ama osserverà la mia parola, e il Padre mio l'amerà, e verremo presso di lui e faremo in lui dimora" (Gv 14,23)? L'anima in grazia possiede l'amore e, possedendo l'amore, possiede Dio, ossia il Padre che la conserva, il Figlio che l'ammaestra, lo Spirito che la illumina. Possiede quindi la Conoscenza, la Scienza, la Sapienza. Possiede la Luce. Pensate perciò quali conversazioni sublimi potrebbe intrecciare con voi la vostra anima. Sono quelle che hanno empito i silenzi delle carceri, i silenzi delle celle, i silenzi degli eremitaggi, i silenzi delle camere degli infermi santi. Sono quelle che hanno confortato i carcerati in attesa di martirio, i claustrati alla ricerca della Verità, i romiti anelanti alla conoscenza anticipata di Dio, gli infermi alla sopportazione, ma che dico?, all'amore della loro croce.

17.4Quella metaforica pianta sta a dimostrare questa verità. Dio aveva detto all'uomo e alla donna: "Conoscete tutte le leggi ed i misteri del creato. Ma non vogliate usurparmi il diritto di essere il Creatore dell'uomo. A propagare la stirpe umana basterà il mio amore che circolerà in voi, e senza libidine di senso ma per solo palpito di carità susciterà i nuovi Adami della stirpe. Tutto vi dono. Solo mi serbo questo mistero della formazione dell'uomo".

17.10 Maria Ss.: -Gioia d'esser Quella per cui la pace si rinsaldava fra Cielo e Terra. Oh! aver desiderato questa pace per amore di Dio e di prossimo, e sapere che per mezzo di me, povera ancella del Potente, essa veniva al mondo! Dire: "Oh! uomini, non piangete più. Io porto in me il segreto che vi farà felici. Non ve lo posso dire, perché è sigillato in me, nel mio cuore, come è chiuso il Figlio nel seno inviolato. Ma già ve lo porto fra voi, ma ogni ora che passa è più prossimo il momento in cui lo vedrete e ne conoscerete il Nome santo".

17.12c La pianta: il mezzo per provare l'ubbidienza dei figli. … Alla pianta trova il Seduttore il quale, alla sua inesperienza, alla sua vergine tanto bella inesperienza, alla sua maltutelata da lei inesperienza, canta la canzone della menzogna. "Tu credi che qui sia del male? No. Dio te l'ha detto, perché vi vuol tenere schiavi del suo potere. Credete d'esser re? Non siete neppur liberi come lo è la fiera. Ad essa è concesso d'amarsi di amor vero. Non a voi. Ad essa è concesso d'esser creatrice come Dio. Essa genererà figli e vedrà crescere a suo piacere la famiglia. Non voi. A voi negata è questa gioia. A che pro dunque farvi uomo e donna se dovete vivere in tal maniera? Siate dèi. Non sapete quale gioia è l'esser due in una carne sola, che ne crea una terza e molte più terze? Non credete alle promesse di Dio di avere gioia di posterità vedendo i figli crearsi nuove famiglie, lasciando per esse e padre e madre. Vi ha dato una larva di vita: la vita vera è di conoscere le leggi della vita. Allora sarete simili a dèi e potrete dire a Dio: 'Siamo tuoi uguali' ".

17.14Abbracciai la volontà del Signore per me, per lo sposo, per la mia Creatura. Dissi: "Sì" per tutti e tre, certa che Dio non avrebbe mentito alla sua promessa di soccorrermi nel mio dolore di sposa che si vede giudicata colpevole, di madre che si vede generare per dare il Figlio al dolore.

   "Sì" ho detto. Sì. E basta. Quel "sì" ha annullato il "no" di Eva al comando di Dio. ... Purché l'uomo si salvi e Dio sia amato, si faccia della sua ancella quel che si fa della zolla su cui un albero sorge: gradino per salire.

17.16 Dice Gesù: "La parola della Madre mia dovrebbe sperdere ogni titubanza di pensiero anche nei più inceppati nelle formule.

   [p. 116-117 del I* volume del "Poema dell'Uomo-Dio"

   E ce ne sono tanti! Essi vogliono ragionare nelle cose divine col loro metro umano e pretenderebbero che anche Dio ragionasse così. Ma è così bello invece pensare che Dio ragiona in maniera sovranamente e infinitamente più eletta dell'uomo. E sarebbe così bello e utile che vi sforzaste a ragionare non secondo l'umanità ma lo spirito e seguire Dio. Non rimanere ancorati là dove il vostro pensiero si è ancorato. E' superbia anche questa, perchè presuppone la perfezione in una mente umana. Mentre di perfetto non c'è che il Pensiero divino il quale può, se vuole e crede sia utile farlo, scendere e divenire Parola nella mente e sulle labbra di una sua creatura che il mondo sprezza perchè ai suoi occhi è ignorante, meschina, ottusa, infantile.

   La Sapienza ama, a disorientare la superbia della mente, effondersi proprio su questi rifiuti del mondo, i quali non hanno dottrina loro propria e neanche coltura di dottrina acquisita, ma sono tutti solo nell'amore e nella purezza, grandi nella buona volontà di servire Iddio facendolo conoscere ed amare dopo aver meritato di conoscerlo amandolo con tutte le loro forze. Osservate, uomini. A Fatima, a Lourdes, a Guadalupe, a Caravaggio, alla Salette, dunque, vi sono state apparizioni vere e sante; i veggenti, i vocati a vederle, sono povere creature che per età, per coltura, per condizione, sono fra le più umili della terra. A questi ignoti, a questi "nulla", si rivela la Grazia e ne fa i suoi araldi].

17.17b Una disubbidienza attualmente in voi, che siete gli eredi loro (di Adamo ed Eva), è meno grave che non fosse in essi. Voi siete redenti da Me. Ma il veleno di Satana rimane sempre pronto a risorgere, come certi morbi che non si annullano mai totalmente nel sangue. Essi, i due progenitori, erano possessori della Grazia senza aver mai avuto sfioramento con la Disgrazia. Perciò più forti, più sorretti dalla Grazia, che generava innocenza e amore. Infinito era il dono che Dio aveva loro dato. Ben più grave perciò la loro caduta nonostante quel dono.

 17.18 Simbolico anche il frutto offerto e mangiato. Era il frutto di una esperienza voluta compiere per istigazione satanica contro il comando di Dio. Io non avevo interdetto agli uomini l'amore. Volevo unicamente che si amassero senza malizia; come Io li amavo con la mia santità, essi dovevano amarsi in santità d'affetti, che nessuna libidine insozza.

17.19b (Eva) Credette a Satana, infranse la promessa, volle sapere il non buono, lo amò senza rimorso, rese l'amore, che Io avevo dato così santo, una corrotta cosa, una avvilita cosa. Angelo decaduto, si rotolò nel fango e sullo strame, mentre poteva correre felice fra i fiori del Paradiso terrestre e vedersi fiorire intorno la prole, così come una pianta si copre di fiori senza curvare la chioma nel pantano.

20.7b La terra ha bisogno di un lavacro di preghiere per mondarsi dalle colpe che attirano i castighi di Dio. E, posto che pochi pregano, quei pochi devono pregare come fossero tanti. Moltiplicare le loro preghiere vive per fare di esse quella somma necessaria per ottenere grazia. Sono vive le preghiere quando sono condite di vero amore e di sacrificio.

26.8b Noi ci amiamo tanto che ci crediamo perfetti anche quando non lo siamo. Perché allora disamare il prossimo pensandolo imperfetto?

 26.9 Lasciate al Signore la cura di proclamarvi suoi servi. Egli ne ha un'amorosa fretta, perché ogni creatura che assurga a particolare missione è una nuova gloria aggiunta all'infinita sua, perché è testimonianza di quanto è l'uomo così come Dio lo voleva: una minore perfezione che rispecchia il suo Autore. Rimanete nell'ombra e nel silenzio, o prediletti dalla Grazia, per poter udire le uniche parole che sono di "vita", per poter meritare di avere su voi e in voi il Sole che eterno splende.

27.5c Troppe unioni si mutano in disunioni per colpa delle mogli, le quali non hanno quell'amore che è tutto - gentilezza, pietà, conforto - verso il marito. Sull'uomo non pesa la sofferenza fisica che grava sulla donna. Ma pesano tutte le preoccupazioni morali. Necessità di lavoro, decisioni da prendere, responsabilità davanti ai poteri costituiti e alla famiglia propria... oh! quante cose non pesano sull'uomo! E quanto ha bisogno anche lui di conforto! Ebbene, l'egoismo è tale che al marito stanco, sfiduciato, avvilito, preoccupato, la donna aggiunge il peso di inutili, e talora ingiusti, lamenti. Tutto questo perché è egoista. Non ama.

   Amare non è soddisfare se stessi nel senso e nell'utile. Amare è soddisfare chi si ama, oltre il senso e l'utile, dando al suo spirito quell'aiuto di che ha bisogno per poter tenere aperte sempre l'ali nei cieli della speranza e della pace.

27.6b La fiducia riassume le virtù teologali. Chi ha fiducia è segno che ha fede. Chi ha fiducia è segno che spera. Chi ha fiducia è segno che ama. Quando uno ama, spera, crede in una persona, ha fiducia. Altrimenti no. Dio merita questa nostra fiducia. Se la diamo a dei poveri uomini capaci di mancare, perché la si deve negare a Dio che non manca mai?

I* p. 318c Le anime che mi si donano sono come il ferro che il fuoco fa duttile e devono lasciarsi lavorare, piegare, assottigliare, in ogni senso, secondo il mio volere; ... Docili sempre, care, dilette anime che il mio amore tortura per farle sempre più sue, e che tortura per voi: per farvi, voi, un poco più miei... .

34.12c "Oh! dolce cosa sentire che nulla è in noi di contrario a Dio! Sentire che Egli guarda con compiacenza l'animo del figlio fedele e lo benedice. Da questo sentire viene aumento di fede e fiducia, e speranza, e fortezza, e pazienza. Ora è tempesta. Ma passerà, poiché Dio mi ama e sa che lo amo, e non mancherà di aiutarmi ancora". Così parlano coloro che hanno pace che viene da una coscienza retta, che è regina di ogni loro azione.

34.17b E' sempre Maria che prende la mano di Gesù e la guida. Anche ora. Ora Gesù sa benedire. Ma delle volte la sua mano trafitta cade stanca e sfiduciata, perché sa che è inutile benedire. Voi distruggete la mia benedizione. Cade anche sdegnata, perché voi mi maledite. E allora è Maria che leva lo sdegno a questa mano col baciarla. Oh! il bacio di mia Madre! Chi resiste a quel bacio? E poi prende con le sue dita sottili, ma così amorosamente imperiose, il mio polso e mi forza a benedire.

   Non posso respingere mia Madre. Ma bisogna andare da Lei per farla Avvocata vostra. Essa è la mia Regina prima d'esser la vostra, ed il suo amore per voi ha indulgenze che neppure il mio conosce. Ed Essa, anche senza parole ma con le perle del suo pianto e col ricordo della mia Croce, il cui segno mi fa tracciare nell'aria, perora la vostra causa e mi ammonisce: "Sei il Salvatore. Salva".

35.8d Ma le passioni, nel senso filosofico, non le ignorammo in noi. Abbiamo amato la patria, e nella patria la nostra piccola Nazareth più di ogni altra città di Palestina. Abbiamo sentito gli affetti per la nostra casa, i parenti, gli amici. Perchè non avremmo dovuto sentirli? Non ce ne siamo fatti schiavi perchè niente deve esserci padrone fuorchè Dio. Ma dei buoni compagni ce ne siamo fatti.

36.8g Il vero amore non conosce egoismo. E il vero amore è sempre casto, anche se non è perfetto nella castità come quello dei due vergini  sposi. La castità unita alla carità porta seco tutto un corredo d'altre virtù e perciò fa, di due che si amano castamente, due perfezioni di coniugi.

36.9 Sempre "buono" quello che viene da Dio Buono. Anche se povero e scarso, l'amore gli dà sapore e sostanza, l'amore che vi fa vedere nell'Eterno Creatore il Padre che vi ama.

36.9c In quella casa si ama il lavoro. Lo si amerebbe anche se il denaro fosse abbondante, poichè nel lavoro l'uomo ubbidisce al comando di Dio e si libera dal vizio che come edera tenace stringe e soffoca gli oziosi, simili a massi immobili. Buono il cibo, sereno il riposo, contento il cuore quando uno ha ben lavorato e si gode il suo tempo di sosta fra un lavoro e l'altro. Non alligna, nella casa e nella mente di chi ama il lavoro, il vizio dalle molteplici facce. E non allignando questo, prospera l'affetto, la stima, il rispetto reciproco e crescono in una atmosfera pura i teneri virgulti, che divengono così origine di future famiglie sante.

37.8b Dove sono ora le famiglie in cui ai piccoli si faccia amare il lavoro come mezzo di far cosa gradita ai genitori? I figli, ora, sono i despoti della casa. Crescono duri, indifferenti, villani verso i genitori. Li reputano servi loro. Schiavi loro. Non li amano e ne sono poco amati. Perché, mentre fate dei figli dei prepotenti bizzosi, vi staccate da essi con un assenteismo vergognoso.

38.8i Maria SS.: -Io so l'arte di insegnare senza stancare. I bambini vanno tenuti avvinti e distratti insieme. Bisogna capirli, amarli ed essere amati, per ottenere da loro.

41.7-c Sopra il mio utile sta l'interesse del Signore e l'amore alla Verità di cui sono Figlio.

41.7c Gamaliele: "Dimmi, Gesù. La pace di cui parlano i Profeti come può sperarsi se a questo popolo verrà distruzione di guerra? Parla e da' luce anche a me".

   Gesù: "Non ricordi, maestro, cosa dissero coloro che furono presenti la notte della nascita del Cristo? Che le schiere angeliche cantarono: "Pace agli uomini di buona volontà". Ma questo popolo non ha buona volontà e non avrà pace. Esso misconoscerà il suo Re, il Giusto, il Salvatore, perché lo spera re di umana potenza, mentre Egli è Re dello spirito. Esso non lo amerà, dato che il Cristo predicherà ciò che a questo popolo non piace. Il Cristo non debellerà i nemici coi loro cocchi e i loro cavalli, ma i nemici dell'anima, che piegano a possesso infernale il cuore dell'uomo creato per il Signore. E questa non è la vittoria che Israele si attende da Lui. Egli verrà, Gerusalemme, il tuo Re, cavalcando "l'asina e l'asinello", ossia i giusti di Israele e i gentili. Ma l'asinello, Io ve lo dico, sarà a Lui più fedele e lo seguirà precedendo l'asina e crescerà nella via della Verità e della Vita. Israele per la sua mala volontà perderà la pace e soffrirà in sé, per dei secoli, ciò che farà soffrire al suo Re, che sarà da esso ridotto il Re di dolore di cui parla Isaia".

41.8b Egli, o maestro che non sai, non è, lo ripeto, Re di un regno umano, ma di un Regno spirituale, e suoi sudditi saranno unicamente coloro che per suo amore sapranno rigenerarsi nello spirito e, come Giona, dopo esser già nati, rinascere, su altri lidi: "quelli di Dio", attraverso la spirituale generazione che avverrà per Cristo, il quale darà all'umanità la Vita vera.

46.13 Le due vie più comuni prese da Satana per giungere alle anime sono il senso e la gola. Comincia sempre dalla materia. Smantellata e asservita questa, dà l'attacco alla parte superiore. Prima il morale: il pensiero con le sue superbie e cupidigie; poi lo spirito, levandogli non solo l'amore - quello non esiste già più quando l'uomo ha sostituito l'amore divino con altri amori umani ma anche il timore di Dio. E' allora che l'uomo si abbandona in anima e corpo a Satana, pur di arrivare a godere ciò che vuole, godere sempre più.

48.4 "Chi ama la Luce venga. Io sono la Luce del mondo". Non ha detto così, Giovanni?". Giacomo ha parlato con pacata ma commossa maniera.

   "Sì. E ha detto: "Il mondo non mi amerà. Il gran mondo, perché si è corrotto con vizi e idolatrici commerci. Il mondo anzi non mi vorrà. Perché, figlio della Tenebra, non ama la Luce. Ma la terra non è fatta solo del gran mondo. Vi sono in essa coloro che, pur essendo mischiati nel mondo, del mondo non sono. Vi sono alcuni che sono del mondo perché vi sono stati imprigionati come pesci nella rete.

49.5 "Ti piacciono i bambini, Maestro?".

   "Sì, perché sono puri... e sinceri... e amorosi".

49.5d Non ho che una Madre... Ma in Lei c'è la purezza, la sincerità, l'amore dei pargoli più santi, insieme alla sapienza, giustizia e fortezza degli adulti. Ho tutto in mia Madre, Giovanni.

48.7-c Semplice, buona, facile è la Legge che torna ai dieci comandi iniziali ma tuffati in luce d'amore. Venite. Io ve li mostrerò quali sono: amore, amore, amore. Amore di Dio a voi, di voi a Dio. Amore fra prossimo. Sempre amore, perché Dio è Amore e figli del Padre sono coloro che sanno vivere l'amore. Io sono qui per tutti e per dare a tutti la luce di Dio. Ecco la Parola del Padre che si fa cibo in voi. Venite, gustate, cambiate il sangue dello spirito con questo cibo.

   Una gloria nuova vi è porta, quella eterna, e a lei verranno coloro che faranno la Legge di Dio vero studio del loro cuore. Iniziate dall'amore. Non vi è cosa più grande. Ma, quando saprete amare, saprete già tutto, e Dio vi amerà, e amore di Dio vuol dire aiuto contro ogni tentazione.

49.7d E per la tua sincerità Io ti dico che ti amo.

49.7f Per ora Egli ti chiede questo: praticare giustizia, amare la misericordia, mettere ogni cura nel seguire il tuo Dio. Sforzati a fare questo, e il passato di Simone sarà cancellato e tu diverrai l'uomo nuovo, l'amico di Dio e del suo Cristo. Non più Simone. Ma Cefa. Pietra sicura a cui mi appoggio.

49.11b Oh! la Piena di Sapienza come ti ha conosciuto, o mio diletto! E i due azzurri dei vostri cuori di purezza si sono fusi in un unico velario per farmi protezione d'amore, e un solo amore sono divenuti, prima ancora che Io dessi la Madre a Giovanni e Giovanni alla Madre. S'erano amati perché s'erano riconosciuti simili: figli e fratelli del Padre e del Figlio.

50.3e La guerra è castigo di Dio per punizione degli uomini, e segno che l'uomo non è più vero figlio di Dio. Quando l'Altissimo creò il mondo, fece tutte le cose: il sole, il mare, le stelle, i fiumi, le piante, gli animali, ma non fece le armi. Creò l'uomo e gli dette occhi perché avesse sguardi d'amore, bocca per dire parole d'amore, udito per udirle, mani per dare soccorsi e carezze, piedi per correre veloce dal fratello bisognoso, e cuore capace d'amare. Dette all'uomo intelligenza, parola, affetti, gusti. Ma non dette l'odio. Perché? Perché l'uomo, creatura di Dio, doveva essere amore come Amore è Dio. Se l'uomo fosse rimasto creatura di Dio, nell'amore sarebbe rimasto, e guerra e morte non avrebbe conosciuto la famiglia umana.

50.4m In verità vi prenderò se sarete buoni. Mai più parole brutte, mai più prepotenze, mai più risse, mai più male risposte ai genitori. Preghiera, studio, lavoro, ubbidienza. E Io vi amerò e verrò con voi.

50,7g E sopra tutto sforzatevi ad esser perfetti nei due precetti principali. Se amerete Dio con tutto voi stessi, non peccherete, perché il peccato è dolore dato a Dio. Chi ama non vuol dare dolore. Se amerete il prossimo come voi stessi, non sarete che figli rispettosi per i genitori, sposi fedeli ai consorti, uomini onesti nei commerci, senza violenze per i nemici, senza menzogna nel deporre, senza invidia verso chi ha, senza fomite di lussuria verso l'altrui donna. Non volendo fare agli altri ciò che non vorreste fatto a voi, non ruberete, non ammazzerete, non calunnierete, non entrerete come cuculi nel nido altrui.

   Ma anzi Io vi dico: "Spingete alla perfezione la vostra ubbidienza ai due precetti d'amore: amate anche i vostri nemici".

   Oh! come vi amerà l'Altissimo che tanto ama l'uomo, divenuto a Lui nemico per la colpa d'origine e per i peccati individuali, da mandare ad esso il Redentore, l'Agnello che è il Figlio suo, Io che vi parlo, il Messia promesso per redimervi da ogni colpa, se voi saprete amare come Lui.

   Amate. L'amore vi sia scala per cui, angeli divenuti, salirete, come vide Giacobbe, sino al Cielo, udendo il Padre dire, a tutti e a ognuno: "Io sarò tuo protettore dovunque andrai e ti ricondurrò a questo paese: al Cielo, al Regno eterno.

50.8g Il giorno di Dio va passato col cuore unito a Dio in dolce preghiera d'amore. Bisogna esser fedeli in tutto.

54.5b Anche lo stesso impulso può avere diverso succo e fare diverso effetto. Certo che i due (Tommaso e Giuda) hanno lo stesso impulso. Ma uno non è uguale all'altro nel fine. E quello che pare il meno perfetto è il più perfetto, perché non ha fomite di gloria umana. Mi ama perché mi ama.

54.5m Come Tommaso, lo diverrete (perfetti) se permarrete nella vostra volontà d'amore.

55.2 Il pellegrino è già protetto dalla Legge di Dio. Ma ora, in mio nome, più ancora lo dovrete amare. Quando uno vi chiede un pane, un sorso d'acqua, un ricovero in nome di Dio, dovete darlo, nello stesso nome. E ne avrete da Dio ricompensa. Questo dovete fare con tutti.

   Anche coi nemici. E questa è la Legge nuova. Fino ad ora vi era detto: "Amate quelli che vi amano e odiate i nemici".

   Io vi dico: "Amate anche coloro che vi odiano". Oh! se sapeste come sarete amati da Dio se amerete come Io vi dico!

58.4d  Avvertenza e preghiera per esser forti e avere aiuto, e ferma volontà di non peccare. Poi una grande fiducia nell'amorosa giustizia del Padre.

59.4c ... i buoni, i miti, i continenti, i misericordiosi, gli umili, gli amorosi del prossimo e di Dio, i pazienti, avranno entrata (nel Regno).

59.5b Vi ha colpito, sì, Geovè nel presente, nella superbia e nella giustizia d'esser un "popolo" secondo la terra. Ma come vi ha amato e come vi usa pazienza, più che con ogni altro, concedendo a voi il Salvatore, il suo Messia, perchè lo ascoltiate e vi salviate prima dell'ora dell'ira divina!

60.3h "Puoi credere che Io ti posso guarire?".

   "E perché lo faresti? Non mi conosci".

   "Per Simone, che me ne ha pregato,... e anche per te, per dare tempo alla tua anima di vedere e amare la Luce".

60.7v Se il male occulto vorrebbe essere, e non sempre può rimanere tale, il bene, anche se occulto vuol essere per esser meritorio, viene un giorno scoperto per gloria di Dio, la cui natura risplende in un suo figlio. La natura di Dio: l'amore.

61.3m Io sono la Pietà, che si curva su ogni miseria che mi chiama. Non ricuso nessuno. Non chiedo che amore e fede per dire: ti ascolto.

61.7g In Israele sono tutti i peccati, e i demoni vi hanno messo dimora. Né sono uniche possessioni quelle che fanno mute le labbra e spingono a vivere da bruti, mangiando lordure. Ma le più vere e numerose sono quelle che fanno muti i cuori all'onestà e all'amore, e fanno dei cuori una sentina di vizi immondi.

63.5-a Sei buono, Samuele; per questo la grazia ti ha visitato. Chi ama merita tutto da Dio.

64.4d Il Diletto del Padre ha ancora un giardino in questa terra su cui impera Mammona. Il giardino in cui va a pascersi del suo cibo celeste: amore e purezza; l'aiuola da cui coglie i fiori a Lui cari, in cui non è macchia di senso, di cupidigia, di superbia. Questi (i bambini).

64.4f Sappiate la condizione prima per essere miei.

   Io non vi dico parole difficili. Non vi do esempi più difficili ancora. Vi dico: "Prendete questi ad esempio".

   Quale fra voi che non abbia un figlio, un nipote, un piccolo fratello nella puerizia, nella fanciullezza, per casa? Non è un riposo, un conforto, un legame fra sposi, fra parenti, fra amici, un di questi innocenti, la cui anima è pura come alba serena, il cui viso fuga le nubi e mette speranze, e le cui carezze asciugano le lacrime e infondono forza di vita? Perché in loro tanto potere? In loro: deboli, inermi, ignoranti ancora? Perché hanno in sé Dio, hanno la forza e la sapienza di Dio. La vera sapienza: sanno amare e credere. Sanno credere e volere. Sanno vivere in questo amore e in questa fede. Siate come essi: semplici, puri, amorosi, sinceri, credenti.

   Non vi è sapiente in Israele che sia maggiore al più piccolo di questi, la cui anima è di Dio e di essa è il suo Regno. Benedetti dal Padre, amati dal Figlio del Padre, fiori del mio giardino, la mia pace sia su voi e su coloro che vi imiteranno per mio amore.

65.1f Io sono Vita, Forza, Sole, Luce di chi mi ama. Qui sono per portare voi là da dove Io sono venuto. Qui parlo per chiamarvi tutti e additarvi la Legge dai dieci comandi che dànno la vita eterna. E con consiglio d'amore vi dico: "Amate Dio e il prossimo". Condizione prima per compiere tutto ogni altro bene. Il più santo dei dieci comandi santi. Amate. Coloro che ameranno in Dio, Dio e prossimo, e per il Signore Iddio, avranno in terra e in Cielo la pace per loro tenda e per loro corona.

65.2c Fa' quel che ti dico, Pietro. Ascolta sempre chi ti ama.

66.3-a Io non contendo che a Satana le anime e vengo a spezzare le catene di Satana col fuoco del mio amore. Io vengo per insegnare misericordia, sacrificio, umiltà, continenza. Io ti dico, ed a tutti dico: "Non abbiate sete di umane ricchezze, ma lavorate per le monete eterne". ... Non sono venuto per strappare scettri a nessuno... ed il mio scettro, eterno, è già pronto. Ma nessuno che non fosse amore, come Io sono, lo vorrebbe impugnare.

66.3c Io non respingo nessuno, perché chi respinge non ama.

67.3e Il secondo dei precetti del Signore è precetto di amore verso il prossimo. Dio è buono e nei suoi figli vuole benevolenza. Colui che non è benevolente col prossimo suo, non può dirsi figlio di Dio e non può avere Dio con sé. L'uomo non è una bestia senza ragione che si avventa e morde per diritto di preda. L'uomo ha una ragione e un'anima. Per la ragione si deve saper condurre da uomo. Per l'anima si deve saper condurre da santo. Colui che così non fa, si mette al disotto degli animali, scende all'abbraccio coi demoni perché si indemonia l'anima col peccato d'ira.

   Amate. Io non vi dico altro. Amate il prossimo vostro come il Signore Dio d'Israele vuole. Non siate sempre del sangue di Caino. E perché lo siete? Per poche monete, voi che potevate essere omicidi. Per pochi palmi di terra, altri. Per un posto più buono. Per una donna. Che sono queste cose? Eterne? No. Durano molto meno della vita, la quale dura un attimo di eternità. E che perdete se le seguite? La pace eterna che è promessa ai giusti e che il Messia vi porterà insieme al suo Regno. Venite sulla via della Verità. Seguite la Voce di Dio. Amatevi. Siate onesti. Siate continenti. Siate umili e giusti.

68.4d Il Sole è fra te. Tutto, a questo Sole, prende più ampio e dolce respiro. Anche il precetto della nostra Legge, il primo, il più santo dei precetti santi: "Ama il tuo Dio e ama il tuo prossimo".

   Nella relativa luce che fin qui ti fu concessa, ti fu detto - non avresti potuto fare di più, perché su te ancora pesava il corruccio di Dio per la colpa di disamore di Adamo - ti fu detto: "Ama coloro che ti amano e odia il tuo nemico". E nemico ti era non solo chi varcava i tuoi patrii confini, ma anche chi ti aveva mancato, privatamente, o che ti pareva avesse mancato. Onde l'odio covava in tutti i cuori, poiché quale è mai quell'uomo che, volutamente o senza volere, non fa offesa al fratello? E quale quello che giunge a vecchiezza senza essere offeso? Io vi dico: amate anche chi vi offende. Fatelo pensando che Adamo, e ogni uomo per lui, è prevaricatore verso Dio, né vi è alcuno che possa dire: "Io non ho offeso Dio". Eppure Dio perdona, non una ma dieci e dieci volte perdona, ma mille e diecimila volte perdona, e ne è prova il sussistere dell'uomo sulla terra. Perdonate dunque come Dio perdona. E se non lo potete fare per amore verso il fratello che vi ha nuociuto, fatelo per amore di Dio che vi dà pane e vita, che vi tutela nei bisogni della terra ed ha predisposto ogni evento per procurarvi l'eterna pace sul suo seno.

69.3c La vita è un dono e va amata. Ma che dono è? Dono santo. E allora la si ami santamente. La vita dura finché la carne regge. Poi comincia la grande Vita, l'eterna Vita. Di beatitudine per i giusti, di maledizione per i non giusti. La vita è scopo o è mezzo? E' mezzo. Serve per il fine che è l'eternità. E allora diamo alla vita quel tanto che le serva per durare e servire lo spirito nella sua conquista. Continenza della carne in tutti i suoi appetiti, in tutti. Continenza della mente in tutti i suoi desideri, in tutti. Continenza del cuore in tutte le passioni che sanno di umano. Illimitato, invece, sia lo slancio verso le passioni che sono del Cielo: amore di Dio e di prossimo, volontà di servire Dio e prossimo, ubbidienza alla Parola divina, eroismo nel bene e nella virtù.

69.6g Ma se sarò grato a chi darà pane e tetto alle mie fatiche, quale che sia il tetto e il cibo, darò sempre preferenza a ciò che è umile. I grandi hanno già tante gioie. I poveri non hanno che la retta coscienza, un amore fedele, dei figli, e il vedersi ascoltati dai più di loro. Io sarò curvo sempre sui poveri, gli afflitti e i peccatori.

70.4f Sai cosa è che mi stanca? Il disamore. Oh! quello, che peso! Come portassi un peso sul cuore.

70.5e Ma l'amore non va in ragione della istruzione, e neppure la formazione. Un vergine ama con tutta la forza del suo primo amore. Questo anche per le verginità del pensiero. E l'amato penetra e si imprime più in un cuore e in un pensiero vergine che in uno in cui già altri amori furono.

70.6-c (Giuda) E' una terra inquinata da acque morte. Va prosciugata col sole dell'amore, purificata con l'onestà di pensieri, desideri e opere, coltivata con la fede.

70.8e Io e la Madre siamo le Ostie eccelse. Raggiungerci è difficile, impossibile anzi, perché il nostro sacrificio fu di una asprezza totale. Ma il mio Giovanni! E' l'ostia imitabile da tutte le classi di miei amatori: vergine, martire, confessore, evangelizzatore, servo di Dio e della Madre di Dio, attivo e contemplativo, ha un esempio per tutti. E' colui che ama.

71.3-a Non vi sono distinzioni nel mio cuore fra gli ultimi ed i primi. Se il primo mancasse e l'ultimo fosse santo, ecco allora farsi agli occhi di Dio la distinzione. Ma Io, Io amerò lo stesso, di un amor beato il santo, di un amor sofferente il peccatore.

75.4-b Voi (pastori) mi date ciò che cerco: amore, fede e speranza che resiste per anni e dà fiore. Vedete? Mi avete saputo attendere, credendo senza dubbi che ero Io. E Io sono venuto.

76.3-a Oh! santa libertà di tutto ciò che è spirituale! Non distanze, non esilii, non prigioni, non sepolcri... Nulla che divida e incateni in una impotenza penosa ciò che è fuori e al disopra delle catene della carne. Voi andate, con la parte migliore di voi, ai vostri diletti. Loro, con la loro parte migliore, vengono a voi. E tutto rotea, di questa effusione di spiriti che s'amano, intorno al Fulcro eterno, a Dio: Spirito perfettissimo, Creatore di tutto quanto fu, è e sarà, Amore che vi ama e vi insegna ad amare...

76.10q "Di' "Maestro" o "Signore", bambina".

   "Lascia che mi chiami col mio Nome, Giuda. Solo passando su labbra innocenti non perde il suono che ha sulle labbra di mia Madre. Tutti, nei secoli, diranno quel Nome, ma chi per un interesse, chi per un altro, e molti per bestemmiarlo. Solo gli innocenti, senza calcolo e senza odio, lo diranno con amore pari a quello di questa piccina e di mia Madre. Anche i peccatori mi chiameranno, ma per bisogno di pietà. Ma mia Madre e i pargoli! Perché mi chiami Gesù?" chiede accarezzando la piccina.

   "Perché ti voglio bene... come al padre, alla mamma e ai miei fratellini" dice abbracciando le ginocchia di Gesù e ridendo col visetto alzato.

78.8d Dio, il Re dei re, ha eletto un solo: suo Figlio, per costruire, nei cuori, la sua casa. E ha già preparato il materiale. Oh! quanto oro di carità! e rame, e argento, e ferro, e legni rari, e pietre preziose! Tutte sono accumulate nel suo Verbo, ed Egli le usa per costruire in voi la dimora di Dio. Ma se l'uomo non aiuta il Signore, inutilmente il Signore vorrà costruire la sua casa. All'oro va risposto con l'oro. All'argento con l'argento, al rame col rame, al ferro col ferro. Ossia amore va dato per amore, continenza per servire la Purezza, costanza per esser fedeli, forza per non piegare. E poi portare oggi la pietra, domani il legno: oggi il sacrificio, domani l'opera, e costruire. Sempre costruire il tempio di Dio in voi.

78.7-b Tutti pellegrini e stranieri su questa terra, sappiate riunirvi e andare verso il Regno promesso. Via sono i comandamenti eseguiti non per timore di castigo ma per amore a Te, Padre santo. Arca, un cuore perfetto in cui sta la nutriente manna della sapienza e fiorisce la verga della pura volontà. E, perché luminosa sia la casa, venite alla Luce del mondo. Io ve la porto. Vi porto la Luce. Non altro che questo. Non possiedo ricchezze e non prometto onori che siano della terra. Ma possiedo tutte le ricchezze soprannaturali del Padre mio e, a coloro che seguiranno Dio in amore e carità, prometto l'onore eterno del Cielo.

80.2n Gesù: (Sono venuto nel deserto) "Per prepararmi bene, come tu dici, alla mia missione. Le cose ben preparate riescono bene. Tu lo hai detto. E la mia cosa non era la piccola, inutile cosa di far brillare Me, Servo del Signore, ma di far comprendere agli uomini ciò che è il Signore e, attraverso questa comprensione, farlo amare in spirito di verità".

80.3c Avete un destino. Sì. Lo avete. Nella mente di Dio che vi crea è un destino per voi. Ve lo desidera il Padre. Ed è destino d'amore, di pace, di gloria: "la santità d'esser suoi figli". Questo il destino che, presente alla mente divina dal momento nel quale col fango fu fatto Adamo, presente sarà sino all'ultima creazione di anima d'uomo. Ma non vi violenta il Padre nella vostra condizione di re. Il re, se prigione, non è più re, è un reietto Voi re siete perché liberi nel vostro piccolo regno individuale. Nell'io. In esso potete fare ciò che volete, come volete.

80.4c Se sapete darvi quel martirio (esser feriti dai padroni – il mondo e Satana - fatti entrare), darvi quel martirio, ecco allora che passa la Misericordia, l'Unica che può ancora aver pietà di quella ripugnante miseria della quale il mondo, uno dei padroni, ha ora schifo e sulla quale l'altro padrone, Satana, invia le sue frecce di vendetta. E la Misericordia, l'Unica che passa, si china, la raccoglie, la medica, la risana e le dice: "Vieni. Non temere. Non ti guardare. Le tue piaghe non sono più che cicatrici, ma sono così innumerevoli che ti farebbero orrore, tanto ti deturpano. Ma Io non ti guardo quelle, guardo la tua volontà. Per essa volontà buona sei così segnata. Perciò Io ti dico: ti amo. Vieni con Me", e la porta nel suo Stato. Allora voi capite che Misericordia e Re amico sono una stessa persona. Ritrovate le regole che Egli vi aveva mostrate e che voi non avete voluto seguire. Ora lo volete... e giungete alla pace della coscienza prima, alla pace di Dio dopo. Ditemi, allora. Questo destino fu imposto da Un Solo per tutti, o fu individualmente voluto da ognuno per sé?

81.6i "Amalo, Simone, questo povero Giuda... Te ne prego. Se lo amerai... ti parrà più buono".

   "Mi sforzo a farlo... per Te... Ma è lui che rompe i miei sforzi come fossero canne del fiume... Ma, Maestro, io ho una legge sola: fare ciò che Tu vuoi. Perciò amo Giuda, nonostante qualcosa gridi in me contro di lui e verso me stesso".

82.1d E non sapete che la Legge dice: "Ama il tuo prossimo come te stesso"? Chi non ama il prossimo non può neppure amare Dio. E chi non ama Dio, come può andare nella sua Casa e pregarlo? Dio potrebbe dirgli, e lo dice nei Cieli: "Va' via. Non ti conosco. Figlio tu? No. Non ami i fratelli, non rispetti in loro il Padre che li fece, perciò non sei fratello e figlio, ma un bastardo: figliastro a Dio, perciò fratellastro ai fratelli".

83.7d Tu seguimi, Giovanni. Diamo agli uomini anche questo dono. E poi... Beati quelli che ascoltano la Parola di Dio e si sforzano di fare ciò che essa dice. Beati quelli che vogliono conoscermi per amarmi. In loro e a loro Io sarò benedizione.

84.6-a Il colpevole, il posseduto è uno che è assorbito dall'ingannevole suolo coperto di fiori alla superficie e che sotto è mobile fango. Credi tu che, se uno sapesse cosa è mettere anche un atomo di sé in possesso di Satana, lo farebbe? Ma non sa... e dopo... O lo paralizza lo stupore e il veleno del Male, o lo fa impazzire, e, per sfuggire al rimorso di essersi perduto, colui si dibatte, si appiglia ad altro fango, suscita pesanti onde col suo moto inconsulto, e queste sempre più affrettano il suo perire. L'amore è il canapo, il filo, il ramo di cui tu parli. Insistere, insistere... finché è afferrato... Una parola... un perdono... un perdono più grande della colpa... tanto per fermare la discesa e attendere il soccorso di Dio... Lazzaro, sai che potere ha il perdono? Porta Dio in aiuto del soccorritore...

84.6g E allora continua a leggere... Ti servirà conoscere il mondo pagano... Continua. Puoi continuare. Manca in te il fermento del male e della cancrena spirituale. Perciò puoi leggere e senza paura. L'amore vero che hai al tuo Dio rende sterili i germi profani che la lettura può spargere in te. In tutte le azioni dell'uomo vi è possibilità di bene o di male. A seconda che si compiono. Amare non è peccato se si ama santamente.

87.3h Conoscere vuol dire amare con fedeltà e virtù.

88.2f L'Amore è avido di amore, e l'uomo alla sua avidità dà e darà sempre impercettibili stille, come queste che cadono dal cielo e sono tanto meschine che si consumano a mezz'aria, nella vampa dell'estate. Anche le stille d'amore degli uomini si consumeranno a mezz'aria, uccise da vampe di troppe cose. Il cuore ancora le spremerà... ma gli interessi, gli amori, gli affari, le avidità, tante, tante cose umane, le brucieranno. E che salirà a Gesù? Oh! troppo poca cosa! Gli avanzi, i superstiti di tutti i palpiti umani, gli interessati palpiti degli umani per chiedere, chiedere, chiedere, mentre il bisogno urge. Amarmi per solo amore sarà proprietà di pochi: dei Giovanni... Guarda una spiga rinata. E' forse un seme caduto alla mietitura. Ha saputo nascere, resistere al sole, alla siccità, alzarsi, incespire, far spiga... Senti, è già formata. Non c'è che lei viva in questi campi spogliati. Fra poco i chicchi maturi cadranno al suolo rompendo la veste glabra che li tiene serrati allo stelo, e saranno carità per gli uccellini, oppure, dando il cento per uno, rinasceranno ancora e, prima che l'inverno riporti l'aratro alle zolle, saranno di nuovo maturi, e sfameranno molti uccelli già stretti dalla fame delle più tristi stagioni... Vedi, Giovanni mio, quanto può fare un seme coraggioso? Così saranno i pochi che mi ameranno per amore. Uno solo servirà alla fame di tanti. Uno solo farà bella la zona dove è, prima era, il brutto del nulla. Uno solo farà vita dove era morte e a lui verranno gli affamati. Mangeranno un chicco del suo amore operoso e poi, egoisti e svagati, voleranno via. Ma anche a loro insaputa quel chicco deporrà germi vitali nel loro sangue, nel loro spirito... e torneranno... E oggi, e domani, e domani ancora, come diceva Isacco, verrà aumentata la cognizione dell'Amore nei cuori. Lo stelo, spogliato, non sarà più nulla. Un arso filo di paglia. Ma dal suo sacrificio quanto bene! E sul suo sacrificio quanto premio! Guarda una spiga rinata. E' forse un seme caduto alla mietitura. Ha saputo nascere, resistere al sole, alla siccità, alzarsi, incespire, far spiga... Senti, è già formata. Non c'è che lei viva in questi campi spogliati. Fra poco i chicchi maturi cadranno al suolo rompendo la veste glabra che li tiene serrati allo stelo, e saranno carità per gli uccellini, oppure, dando il cento per uno, rinasceranno ancora e, prima che l'inverno riporti l'aratro alle zolle, saranno di nuovo maturi, e sfameranno molti uccelli già stretti dalla fame delle più tristi stagioni... Vedi, Giovanni mio, quanto può fare un seme coraggioso? Così saranno i pochi che mi ameranno per amore. Uno solo servirà alla fame di tanti. Uno solo farà bella la zona dove è, prima era, il brutto del nulla. Uno solo farà vita dove era morte e a lui verranno gli affamati. Mangeranno un chicco del suo amore operoso e poi, egoisti e svagati, voleranno via. Ma anche a loro insaputa quel chicco deporrà germi vitali nel loro sangue, nel loro spirito... e torneranno... E oggi, e domani, e domani ancora, come diceva Isacco, verrà aumentata la cognizione dell'Amore nei cuori. Lo stelo, spogliato, non sarà più nulla. Un arso filo di paglia. Ma dal suo sacrificio quanto bene! E sul suo sacrificio quanto premio!

89.3 Se Dio a tutto provvedesse, commetterebbe furto verso i suoi amici. Li priverebbe della facoltà di essere misericordiosi e di ubbidire perciò al comandamento d'amore. I miei amici devono avere questo segno di Dio, in comune con Lui: la santa misericordia che è di opere e di parole. E le infelicità altrui danno modo ai miei amici di esercitarla.

69.4-b Dio è l'irraggiungibile Perfezione. Dio è la compiuta Bellezza, Dio è l'infinita Potenza, Dio è l'incomprensibile Essenza, Dio è l'insuperabile Bontà, Dio è l'indistruttibile Compassione, Dio è l'immisurabile sapienza, Dio è l'Amore divenuto Dio. E' l'Amore! E' l'Amore! Tu dici che più conosci Dio nella sua perfezione e più ti pare di salire o immergerti in due profondità senza confine, di azzurro senz'ombre... ma, quando tu capirai cosa è l'Amore divenuto Dio, non salirai, non t'immergerai più nell'azzurro, ma in un gorgo incandescente di fiamme, e sarai aspirato verso una beatitudine che ti sarà morte e vita. Dio lo avrai, con completo possesso, quando, per la tua volontà, sarai riuscito a comprenderlo e a meritarlo. Allora ti fisserai nella sua perfezione.

92.6o Quello (il delitto di Caino) è il primo accordo dell'inno di Satana. Parlo del Delitto perfetto. L'inconcepibile Delitto. Quello che, per comprenderlo, bisogna guardarlo attraverso il sole del divino Amore e attraverso la mente di Satana. Perché solo l'Amor perfetto ed il perfetto Odio, solo l'infinito Bene e l'infinito Male possono spiegare tale Offerta e tale Peccato.

93.7d I primi nemici dei vocati sono i famigliari. Ma fra amore e amore bisogna sapere distinguere e amare soprannaturalmente. Ossia amare più il Padrone del soprannaturale che i servi di esso Padrone. Amare i parenti in Dio. E non più di Dio.

95.4b "Il mondo è paragonabile ad una grande famiglia i cui componenti fanno mestieri diversi e tutti necessari. Vi sono gli agricoltori, i pastori, i vignaiuoli, i carpentieri, i pescatori, i muratori, gli operai del legno e del ferro, e poi gli scrivani, i soldati, gli ufficiali destinati a speciali missioni, i medici, i sacerdoti. Di tutto c'è. Non potrebbe il mondo esser fatto di una sola classe. Tutte necessarie, tutte sante, se tutte fanno ciò che devono con onestà e giustizia. Come si può giungere a questo se Satana tenta da tante parti? Pensando a Dio che tutto vede, anche le opere più nascoste, e alla sua legge che dice: "Ama il tuo prossimo come ti ami, non fargli ciò che non vorresti a te fatto, non rubare in nessun modo".  

   Che occorre allora per avere questo Cielo benedetto, questo riposo nel seno del Padre? Occorre non essere avidi di ricchezze. Non avidi nel senso di volerle ad ogni costo, anche mancando ad onestà e amore. Non avidi nel senso che, avendole, si amino più del Cielo e del prossimo, negando carità al prossimo che è bisognoso. Non avidi per quanto le ricchezze possono dare, ossia donne, piaceri, ricca mensa, vesti di sfarzo che sono offesa a chi ha freddo e fame.

97.6d Il Padre Iddio che ama chi si pente e vuole tornare suo amico. E mancasse all'uomo ogni cosa, ma restasse il Padre, non sarebbe già piena la gioia dell'uomo?

103.2 Fra non molto su ogni punto della terra conosciuta saranno fitti come fiori su un prato d'aprile i santi contenti di morire per questa onestà alla Grazia e per amore a Dio!

103.5-a L'amore fu strozzato nel Paradiso terrestre. Ma Io vengo ad allentare il laccio ed a rimettere vita all'amore.

104.4f Io sono Verità e Scienza. Chi crede in Me avrà in Lui (Dio) giustizia, sapienza, amore e pace.

106.2e La legge d'amore che sostituisce il rigore di prima con la misericordia, per cui tutti coloro che la colpa d'Adamo fa malati nello spirito, e nella carne per riflesso, perché il peccato sempre suscita vizio, e il vizio malattia anche fisica, otterranno la salute.

106.6b Se il Figlio dell'uomo dovesse andare unicamente là dove è amato, dovrebbe volgere il suo passo da questa terra e tornare al Cielo. Ho ovunque dei nemici. Perché la Verità è odiata, ed Io sono Verità. Ma Io non sono venuto per trovare facile amore. Io sono venuto per fare la volontà del Padre e redimere l'uomo. L'amore sei tu, Mamma, il mio amore, quello che mi compensa di tutto. Tu e questo piccolo gregge, che tutti i giorni si accresce di qualche pecorella che Io strappo ai lupi delle passioni e porto nell'ovile di Dio. Il resto è il dovere.

106.12b Prima (della gloria) occorre saper bere tutto il calice che Io ho bevuto. Tutto: con la sua carità data in compenso dell'odio, con la sua castità contro le voci del senso, con la sua eroicità nelle prove, col suo olocausto per amore di Dio e dei fratelli. Poi, quando s'è tutto compiuto del proprio dovere, dire ancora: "Siamo servi inutili", e attendere che il Padre mio e vostro vi conceda, per sua bontà, un posto nel suo Regno.

108.3-b Vorrei dare a tutti il mio cuore per questo, perché l'amore vi fosse luce a comprendere. Perché, credilo, è l'amore ed io sono la Madre e perciò naturale è in me l'amore quello che rende facile ogni impresa.

108.4e Quando al corruccio subentra pace e il Dio d'Israele dice: "Io l'ho giurato. E mantengo il mio patto. Ecco Colui che mando, ed Io sono, pure non Io essendo, ma la mia Parola che si fa Carne per essere Redenzione", allora al timore deve succedere l'amore, e solo amore all'eterno Dio va dato, in letizia, poiché l'età di pace è venuta per la terra e fra Dio e l'uomo.

108.6 Molte, troppe sono le parole che vi sono dette. Io vi dico queste sole: "Amate Dio. Amate il prossimo". Esse sono come il lavoro che fa fecondo il tralcio, fatto intorno alla vite in primavera. L'amore di Dio e di prossimo è come l'erpice che pulisce il suolo dalle erbe nocive dell'egoismo e delle male passioni; è come la zappa che scava un anello intorno al tralcio perché sia isolato dal contagio d'erbe parassite e nutrito di fresche acque d'irrigazione; è come cesoia che leva il superfluo per condensare il vigore e dirigerlo là dove darà frutto; è laccio che stringe e sostiene insieme al palo robusto; è infine sole che matura i frutti del buon volere e ne fa frutti di vita eterna. ... Amate con riconoscenza il Signore e non temete. Dio dà il cento per uno a chi lo ama.

109.5d Con Me non possono essere che coloro che amano l'umiltà, la mitezza, la continenza, l'onestà e l'amore, soprattutto l'amore. Perché chi ama Dio e prossimo ha di conseguenza tutte le virtù e acquista il Cielo.

109.5l Non i ricchi e potenti, perché tali, avranno onori. Ma solo coloro che avranno sempre amato Dio amandolo sopra se stessi ed ogni altra cosa quale il denaro, il potere, la donna, la mensa; e amando i propri simili che sono tutti gli uomini, sia che siano ricchi o poveri, noti o ignoti, dotti o senza coltura, buoni o malvagi. Sì, anche i malvagi bisogna amarli. Non per la loro malvagità, ma per la pietà verso la loro anima da loro ferita a morte. Occorre amarli di un amore che supplica il Padre celeste di guarirli e redimerli. ... Nel Regno dei Cieli saranno beati coloro che avranno onorato il Signore con verità e giustizia, e amato i genitori ed i parenti per rispetto

109.8d I morti amano i vivi di duplice amore: il loro e quello che assumono essendo con Dio, amore perfetto perciò.

110.3i "L'ho affidato (Doras) alla Giustizia di Dio. Io, l'Amore, l'ho abbandonato".

110.6c Bisogna amarsi fra uomini dando ognuno quello che si può.

114.2l Io sono Via, Vita e Verità. Chi mi ama e segue avrà in sé la Via certa, la Vita beata e conoscerà Dio; perché Dio, oltre che Amore e Giustizia, è Verità.

117.6p E' l'amore il redentore individuale.

120.4 E' detto: "Io sono il Dio forte e geloso". ... Geloso. Di che? Di quale gelosia? La meschina gelosia dei piccoli uomini? No. La santa gelosia di Dio sui suoi figli. La giusta gelosia. L'amorosa gelosia. Vi ha creati. Vi ama. Vi vuole. Sa ciò che vi nuoce. Conosce ciò che è atto a separarvi da Lui. Ed è geloso di questo "che", che si intromette fra il Padre ed i figli e li svia dall'unico amore che è salute e pace: Dio. Comprendete questa sublime gelosia che non è gretta, che non è crudele, che non è carceriera. Ma che è amore infinito, che è infinita bontà, che è libertà senza limiti, che si dà alla creatura finita per aspirarla snell'eternità a Sé e in Sé e farla compartecipe della sua infinità. Un padre buono non vuole godere le sue ricchezze da solo. Ma vuole che i figli con lui le godano. In fondo, più per i figli che per sé le ha accumulate. Ugualmente Dio. Ma portando in questo amore e desiderio la perfezione che è in ogni sua azione.

121.2c Sai cosa è che fa diverso il Cielo dalla terra, dopo la diversità della non presenza visibile di Dio? E' la mancanza di amore fra gli uomini. Mi strangola come un capestro. Sono venuto qui a spargere seme agli uccellini per essere amato da esseri che si amano.

121.8c Purificatevi il cuore, incessantemente, scrivendovi sopra con l'amore la parola: Dio. Non bugiarde preghiere. Non consuetudinarie pratiche. Ma col cuore, col pensiero, con gli atti, con tutto voi stessi dite quel Nome: Dio. Ditelo per non essere soli. Ditelo per essere sostenuti. Ditelo per essere perdonati.

122.10e Siamo tutti fratelli. E l'amore non si prova a parole, ma a fatti. Colui che chiude il cuore al suo simile ha cuor di Caino. Colui che non ha amore è un ribelle al comando di Dio.

122.10f Non dura una famiglia se non c'è ubbidienza, rispetto, economia, buona volontà, operosità, amore.

122.11 "Onora il padre e la madre" dice il decalogo. Come si onorano? Perché si devono onorare?

   Si onorano con vera ubbidienza, con esatto amore, con confidente rispetto, con un timore riverenziale che non preclude la confidenza ma nello stesso tempo non ci fa trattare i maggiori come fossimo servi ed inferiori. Si devono onorare perché, dopo Dio, i datori della vita e di tutte le necessità materiali della vita, i primi maestri, i primi amici del giovane essere nato alla terra, sono il padre e la madre.

   Si dice: "Dio ti benedica", si dice: "grazie" a quello che ci raccoglie un oggetto caduto o ci dà un tozzo di pane. Ed a questi che si spezzano nel lavoro per sfamarci, per tesserci le vesti e tenerle monde, per questi che si alzano per scrutare il nostro sonno, si negano riposo per curarci, ci fanno letto del loro seno nelle nostre stanchezze più dolorose, non diremo, con l'amore: "Dio ti benedica", "grazie"?

122.11e L'atto del figlio suppliziatore di un genitore neppure sarà dimenticato, anche se il padre e la madre supplicano, nel loro dolente amore, pietà di Dio per il figlio colpevole.

122.12-a Potete aver stima e fiducia in colui che ha saputo tradire l'amore di una madre e deridere i capelli bianchi di un padre?

122.12 Però al dovere dei figli corrisponde un pari dovere dei genitori. Maledizione al figlio colpevole! Ma maledizione anche al colpevole genitore. Fate che i figli non vi possano criticare e copiare nel male. Fatevi amare per un amore dato con giustizia e misericordia. Dio è Misericordia. I genitori, secondi a Dio solo, siano misericordia. Siate esempio e conforto dei figli. Siate pace e guida. Siate il primo amore dei vostri figli. Una madre è sempre la prima immagine della sposa che noi vorremmo. Un padre per le figlie giovinette ha il volto che esse sognano per lo sposo. Fate che soprattutto i figli e le figlie scelgano con saggia mano i reciproci consorti pensando alla madre, al padre, e volendo nel consorte ciò che è nel padre, nella madre: una virtù verace.

123.1b Agli sforzi per amore dei fratelli sarà data la ricompensa di quelli che si consumano per fare noto Dio agli uomini. Alle tue lacrime per il mio soffrire dell'ultima settimana sarà dato in premio il bacio di Gesù. Scrivi e sii benedetta.

124.5c Oh! l'amore! In verità vi dico che chi ama salva se stesso e gli altri.

125.5m Voi che cadete in peccato e vi ferite. Abbiate fede nell'amore di Dio.

126.1c Non mio (servo), di Colui che mi ha mandato, perché al Padre va data ogni precedenza ed ogni amore in Cielo, in terra e nei cuori. Ed il primo a dargli questo onore è il suo Verbo che prende ed offre, sulla tavola senza difetto, i cuori dei buoni come fa il sacerdote coi pani della proposizione.

127.7c Non avendo mai amato nessuno fuorché se stesso, giunse a non amare neppure se stesso. Perché l'odio uccide anche l'animale amore egoista dell'uomo a se stesso.

127.7e La morte dell'uomo qui avvenuta vi faccia meditare sulle condizioni necessarie per essere bene amati da Dio.

128.6-b L'amore fortifica.

130.4l E la lezione è data, Tommaso. Hai il precetto: "Voglimi bene e farai tutto, perché Io ti amerò se mi vorrai bene, e l'amore farà tutto in te". Lo Spirito Santo ha parlato (sulle labbra di un bimbo di 4 anni).

131.5f Ogni peccato è meretricio con Satana. Il peccatore, come una femmina prezzolata, si dà a Satana per illeciti amori, sperandone sozzi guadagni. Grande, grandissimo il peccato di prostituzione che rende simili ad animali immondi. Ma credete che non lo è da meno ogni altro peccato capitale. Che dirò dell'idolatria? Che dell'omicidio? Eppure Dio perdonò agli israeliti dopo il vitello d'oro. Perdonò a Davide dopo il suo peccato, e che era duplice. Dio perdona a chi si pente. Sia il pentimento in proporzione del numero e della grandezza delle colpe, ed Io vi dico che a chi più si pente più sarà perdonato. Perché il pentimento è forma d'amore. Di operante amore. Chi si pente dice a Dio col suo pentimento: "Non posso stare col tuo corruccio perché ti amo e voglio essere amato". E Dio ama chi lo ama. Perciò Io dico: più uno ama e più è amato. Chi ama totalmente ha tutto perdonato.

132.2e Io non vi ho schiacciati sotto le innumerabili formole che ora opprimono i fedeli, e sono di baluardo alla vera Legge, oppressa, nascosta da cumuli e cumuli di proibizioni tutte esteriori, che con la loro oppressione conducono il fedele a perdere di vista la lineare, chiara, santa voce del Signore che dice: "Non bestemmiare. Non idolatrare. Non profanare le feste. Non disonorare i genitori. Non uccidere. Non fornicare. Non rubare. Non mentire. Non invidiare le cose altrui. Non appetire la moglie altrui". Dieci "non". E non uno di più. E sono le dieci colonne del tempio dell'anima. Sopra splende l'oro del precetto santo fra i santi: "Ama il tuo Dio. Ama il tuo prossimo". E' il coronamento del tempio. E' la protezione delle fondamenta. E' la gloria del costruttore. Senza l'amore uno non potrebbe ubbidire alle dieci regole e cadrebbero le colonne, tutte od alcuna, e il tempio rovinerebbe o totalmente o parzialmente. Ma sempre sarebbe rovinato e non più atto ad accogliere il Santissimo.

132.2f Chi ha un amore più forte di quello che dà a Dio, quale che sia questo amore, è un idolatra.

132.3f "E suscitarono il fuoco con la pietra e l'esca". Pietra è la ferma volontà di essere di Dio. Esca è il desiderio di annullare con tutto il restante della vita anche il ricordo del vostro peccato dal cuore di Dio. Ecco allora che si suscita il fuoco: l'amore.

133.1d Egli (il Padre) ci satolla del suo amore. E quando siamo sicuri di essere amati e di essere invitati alla sua amicizia, perché temere di Lui e di noi? La sua amicizia deve farci audaci anche presso gli uomini.

132.2 Sempre ci saranno fra i sacerdoti santi quelli che sapranno anche morire per amore di Dio e di prossimo, e sapranno farlo così pianamente, dopo avere esercitato la perfezione per tutta la vita ugualmente pianamente, che il mondo neppure si accorgerà di loro. Ma se il mondo non diverrà tutto un lupanare e una idolatria, sarà per questi: gli eroi del silenzio e della operosità fedele. E avranno il tuo sorriso: puro e timido. Perché ci saranno sempre degli Andrea. Per grazia di Dio e per fortuna del mondo ci saranno!

135.7c Che dire di questi infelici? Dio ha dato loro tempo di fare penitenza ed essi se ne abusano per peccare. Ma non li perde di vista Iddio, anche se pare che lo faccia. E il momento viene in cui, o perché, come fulmine che penetra anche nel masso, l'amore di Dio squarcia il loro duro cuore, o perché la somma dei delitti porta l'onda del loro fango fin nelle loro fauci e nelle loro nari - ed essi sentono, oh! che finalmente sentono!, lo schifo di quel sapore e di quel fetore che è ripugnanza agli altri e che fa colmo il loro cuore - viene il momento che ne hanno nausea e sorge un movimento di desiderio al bene.

135.7e "Di notte, nel mio letto, cercai l'amor dell'anima mia e non lo trovai". Infatti nella tenebra non si può distinguere lo sposo, e l'anima pungolata dall'amore, irriflessiva perché fasciata dalla notte spirituale, cerca e vuol trovare un refrigerio al suo tormento.  Crede trovarlo con qualunque amore. No. Uno solo è l'amore dell'anima: è Dio. Vanno, queste anime che l'amore di Dio pungola, cercando amore. Basterebbe volessero in loro la luce, e amore avrebbero a loro consorte. Vanno come malate, cercando a tentoni amore, e trovano tutti gli amori, tutte le sozze cose che l'uomo ha così battezzate, ma non trovano l'amore; perché l'amore è Dio e non è l'oro, il senso, il potere.

136.2d Oh! se esce (dal sepolcro), in verità ti dico che nessuno sarà più grande del risorto di spirito. Solo l'Innocenza assoluta è più grande di questo morto che torna vivo per forza di proprio amore e per gioia di Dio... I miei più grandi trionfi!

136.2e Poi vi saranno i pianeti, le buone volontà, oh! splendidissimi! Della luce di puro diamante o di gemmeo splendore dai diversi colori - rossi di rubino, violacei d'ametista, biondi di topazio, candidi di perle - gli innamorati fino alla morte per l'amore, i penitenti per amore, gli operanti per amore, gli immacolati per amore.

   E ve ne saranno alcuni, di questi pianeti, e saranno le mie glorie di Redentore, che avranno in loro bagliori di rubino, di ametista, di topazio e di perla, perché tutto saranno per amore. Eroici per giungere a perdonarsi di non aver saputo amare prima, penitenti per saturarsi di espiazione.

136.6g L'anima, ancor lesa dalla macchia d'origine, ha forze potenti di elevazione, e ricordi e ritorni alla sua dignità di figlia di Dio, e divinamente opera per amore del Padre.

137.6 Vi prendo sul cuore. Vi chiedo amore e intelletto. Appunto perché siete i più sapienti in Israele, dovete comprendere più di tutti la verità.

140.3n (La Dottrina consiste) Nella conoscenza esatta del Decalogo. Nell'amore e nella misericordia. L'amore e la misericordia, questo respiro e questo sangue di Dio, sono la norma della mia condotta e della mia dottrina.

140.3p E' venuto il tempo della Misericordia piena, dopo secoli di Giustizia. Essa è sorella alla prima. Come due nate da un solo seno; ma mentre prima era più forte la Giustizia, e l'altra temperava solo il rigore perché non può Dio vietarsi di amare - ora è regina la Misericordia, e come ne giubila la Giustizia che tanto si doleva di dover punire! Se voi guardate bene, vedete agevolmente che sempre esse furono da quando l'Uomo obbligò Dio ad essere severo. Il sussistere dell'Umanità non è che la riprova di quanto dico. Nella stessa punizione ad Adamo è mescolata la misericordia. Poteva incenerirli nel loro peccato. Dette loro l'espiazione, e alla donna causa di ogni male, avvilita per questo esser causa del male, fece balenare una figura di Donna causa del bene. E ad ambi concesse i figli e le cognizioni della esistenza. All'uccisore Caino insieme alla giustizia concesse il segno, e che era misericordia, perché non fosse ucciso. E all'Umanità corrotta concesse Noè per conservarla nell'arca, e indi promise patto sempiterno di pace. Non più il feroce diluvio. Non più. La Giustizia fu piegata dalla Misericordia. Volete risalire con Me la sacra Storia fino al momento mio? Vedrete sempre, e sempre più vaste, ripetersi le onde dell'Amore. Ora è colmo il mare di Dio, e ti solleva, o Umanità, sulle sue acque dolci e serene, ti solleva al Cielo, mondata, bella, e ti dice: "Ti rendo al Padre mio".

140.6b Chi ha sete di Verità e di Amore venga a Me.

140.7b Come per i farisei, avviene per questo lavoro. Il mio desiderio di essere amato - conoscere è amare - viene respinto da troppe cose. E questo è un grande dolore per Me, l'eterno Maestro imprigionato da voi...

145.2f Nella ferita sono due punte che fanno male. L'una è l'innegabile affronto avuto da tua figlia. L'altra è lo sforzo per disamarla. Leva almeno questa. Il perdono, che è la forma più alta dell'amore, la leverà. Pensa, povero padre, che quella creatura è nata da te e che ha sempre diritto al tuo amore.

145.5 e Né si potrà accusare Dio di essere ingiusto perché Egli non si impone. Apre a tutti le braccia, tutti invita, ma se uno gli dice: "Va' via" Egli se ne va. Va a cercare amore, a dare invito ad altri, finché trova chi dice: "Vengo".

145.5f La sapienza dell'uomo sta nel sapersi ravvedere, la sapienza dello spirito sta nell'amare il Dio vero e la sua Verità.

149.6d Dio si effonde sui giusti, e più essi si arrendono al suo amore più Egli lo aumenta, e cresce santità. E' questo il misterioso e ineffabile operare di Dio e degli spiriti. Si compie nei silenzi mistici e la sua potenza, non descrivibile con umana parola, crea non descrivibili capolavori di santità. Non è sbaglio ma è parola sapiente questa di chiedere che Dio aumenti il suo amore in un cuore.

150.1h Sì, Figlio, sì. E' vero. Tu vedi tanti volti duri di nemici che hai bisogno di tanto amore e di sorriso.

150.1n Ma come potrei perdonarvi di non amare Lei?

154.4b (Dio) E' quello che all'uomo vittorioso inculca pietà e amore, come Egli è, verso i poveri della terra.

154.6-a Ricordate il mio Nome, figli di Dio che piangete. E' il nome dell'Amico. Ditelo nelle vostre pene. Siate sicuri che se mi amerete mi avrete anche se sulla terra mai ci vedremo. Sono Gesù Cristo, il Salvatore, l'Amico vostro. In nome del Dio vero Io vi conforto. Presto venga la pace su di voi.

154.6i Potrei dare un conforto a quei galeotti? Ho del denaro... Un frutto, un sollievo, perché sappiano che li amo.

155.3s Il segreto per amare. Essere buoni. Allora si ama senza pensare se questo è o non è di una fede.

157.5b Quanta necessità della donna presso l'altare di Cristo! Le infinite miserie del mondo possono essere curate da una donna molto più e meglio che dall'uomo, e all'uomo essere poi portate per essere completamente guarite. Vi si apriranno molti cuori, e specie femminili, a voi, donne discepole. Li dovete accogliere come fossero cari figli sviati che tornano alla casa paterna e che non osano affrontare il genitore. Voi sarete quelle che riconfortate il colpevole e ammansite il giudicante. Verranno a voi molti cercando Dio. Voi li accoglierete come pellegrini stanchi dicendo: "Qui è la casa del Signore. Egli subito verrà", e intanto li circonderete del vostro amore. Se non Io, un mio sacerdote verrà.

   La donna sa amare. E' fatta per l'amore. Essa ha avvilito l'amore facendone fame del senso, ma in fondo alla sua carne è sempre prigioniero il vero amore, la gemma dell'anima sua: l'amore spoglio del fango acre del senso e fatto di ali e profumi angelici, fatto di fiamma pura e di ricordi di Dio, della sua provenienza da Dio, e della sua creazione fatta da Dio. La donna - il capolavoro della bontà presso il capolavoro della creazione che è l'uomo: "Ed ora si dia ad Adamo la compagna perché egli non si senta solo" - non deve abbandonare gli Adami. Prendete dunque questa facoltà di amare e usatela nell'amore del Cristo e per il Cristo presso il prossimo.

157.5e Siate madri e sorelle presso i santi. Anche essi hanno bisogno di amore. Si stancheranno e si consumeranno nella evangelizzazione. A tutto quanto è da fare non potranno arrivare. Aiutateli voi, discrete e solerti. La donna sa lavorare. Nella casa, presso i deschi ed i giacigli, presso i telai e tutto quanto è necessario al vivere giornaliero. Il futuro della Chiesa sarà un continuo venire di pellegrini ai luoghi di Dio. Siatene voi le pie albergatrici, che vi assumete tutte le cose di più umile lavoro per lasciare liberi i ministri di Dio di continuare il Maestro.

157.8b E voi, amici miei, sappiate avere delle donne l'umiltà e la costanza, e abbattendo la superbia del maschio non spregiate le donne discepole, ma temperate la vostra forza, e potrei dire anche la vostra durezza e intransigenza, al contatto della dolcezza delle donne. E soprattutto imparate da esse ad amare, credere e soffrire per il Signore, perché in verità vi dico che esse, le deboli, diverranno le più forti nella fede, nell'amore, nell'osare, nel sacrificarsi per il Maestro loro che amano con tutte loro stesse, senza nulla chiedere, senza nulla pretendere, paghe solo di amare per darmi conforto e gioia.

159.3b Io sono la Pietra angolare ed eterna. E non posso subire distruzione. Non mentite a questa Pietra viva. Non amatela solo perché fa prodigi. Amatela perché per essa toccherete il Cielo. Io vi vorrei più spirituali, più fedeli al Signore. Non dico a Me. Io non sono che perché sono la Voce del Padre. Calpestando Me ferite Colui che mi ha mandato. Io sono il mezzo. Egli il Tutto. Raccogliete da Me e conservate in voi quanto è santo per raggiungere questo Dio. Non amate l'Uomo, amate il Messia del Signore non per i miracoli che fa, ma perché vuole fare in voi il miracolo intimo e sublime della vostra santificazione.

159.6 A nuovi tempi, nuovi metodi. Fino a ieri, al Battista, era la cenere della Penitenza. Oggi, nel mio oggi, è la dolce manna della Redenzione, della Misericordia, dell'Amore. Non potrebbero quei metodi stare innestati nel mio, come non potrebbe esser stato il mio usato allora, solo ieri. Perché ancora la Misericordia non era sulla terra. Ora c'è. Non più il Profeta, ma il Messia, a cui tutto è deferito da Dio, è sulla terra. Ad ogni tempo le cose ad esso utili.

165.4b Giovanni: -Io non venivo da Gesù Cristo, Figlio di Dio incarnato, ma ciò che Tu sei in seno del Fuoco che è l'Amore eterno della Trinità Ss., la sua Natura, la sua Essenza, la sua vera Essenza. ... Tu che sei il perno della Triade... oh! forse bestemmio! ma così mi pare perché se Tu non fossi, amore del Padre e amore al Padre, ecco che mancherebbe l'Amore, il divino Amore, e la Divinità più non sarebbe Trina, e mancherebbe ad Essa il più confacente attributo di Dio: il suo amore!

165.6b In esse (caverne) avete conosciuto Dio. Prima sapevate di Lui. Ma non lo conoscevate nell'intimità che fa di due uno. Fra voi sono uomini che da anni sono sposati, altri che non ebbero che fallaci rapporti con donne, alcuni che per cause diverse sono casti. Ma i casti sanno ora cosa è l'amore perfetto così come lo sanno gli sposati. Anzi posso dire che nessuno come l'ignaro di ogni carnale appetito sa cosa è l'amore perfetto. Perché Dio si rivela ai vergini in tutta la sua pienezza, e per sua delizia di darsi a chi è puro, ritrovando parte di Sé, Purissimo, nella creatura monda di lussuria, e per compensarla di quanto essa si nega per amore di Lui.

165.7 Il profanato e profanatore mondo che ha bisogno di maestri e redentori. Io vi ho voluto fare conoscere Dio perché lo amaste ben più del mondo, che con tutti i suoi affetti non vale un solo sorriso di Dio. Ho voluto che poteste meditare su ciò che è il mondo e su ciò che è Dio per farvi anelanti del migliore.

166.6d Noi, per uscire da questa malattia di oscuramento soprannaturale, dobbiamo liberare coraggiosamente la pietra fondamentale da tutte le pietre sovrapposte. Non abbiate tema di demolire quello che è un alto muro ma che non porta la linfa pura della sorgente eterna. Tornate alla base. Quella non va mutata. E' da Dio. Ed immobile è. Ma prima di scartare le pietre, perché non tutte sono malvagie e inutili, provatele una ad una, al suono della parola di Dio. Se le sentite non discordi, ritenetele, riusatele per ricostruire. Ma se in esse sentite il suono discorde della voce umana o quello lacerante della voce satanica - e non vi potete sbagliare perché se è voce di Dio è suono d'amore, se è voce umana è suono di senso, se voce satanica è voce d'odio - allora frantumate le pietre malvagie. Dico: frantumate, perché è carità non lasciare indietro germi od oggetti di male che possano sedurre il viandante ed indurlo ad usarle per suo danno. Frantumate letteralmente ogni cosa non buona che fu vostra in opere, scritti, insegnamenti o atti.

166.9b Ed ecco allora che ci insegna la sua via. La via dell'amore. Egli è l'Amore che per misericordia di noi si fa carne. Ecco allora che questo Amore misericordioso ci crea la via che anche i piccoli possono salire. Ed Egli, non per bisogno proprio, ma per insegnarcela, la percorre per primo. Egli neppure avrebbe bisogno di aprire le ali per rifondersi col Padre. Il suo spirito, io ve lo giuro, è chiuso qui, sulla misera terra, ma è sempre col Padre, perché tutto può Dio, e Dio Egli è. Ma va avanti, lasciando dietro di Sé gli aromi della sua santità, l'oro e il fuoco del suo amore. Osservate la sua via. Oh! ben giunge all'arco sommo! Ma come è placida e sicura! Non è una retta: è una spirale. Più lunga, e il suo sacrificio di amore misericordioso si svela in questa lunghezza su cui Egli trattiene Se stesso per amore di noi deboli. Più lunga, ma più adatta alla nostra miseria. La salita all'Amore, a Dio, è semplice come è semplice l'Amore. Ma è profonda perché Dio è un abisso che direi irraggiungibile se Egli non si abbassasse per farsi raggiungere, per sentirsi baciare dalle anime di Lui innamorate (Giovanni parla e piange sorridendo con la bocca, nell'estasi del suo svelare Dio). E' lunga la semplice via dell'Amore, perché l'Abisso che è Dio non ha fondo, e tanto uno potrebbe salire quanto volesse. Ma l'Abisso mirabile chiama il nostro abisso miserabile. Chiama con le sue luci e dice: "Venite a Me! Oh! Invito di Dio! Invito di Padre!

166.10Vorrei che tutt'affatto piccoli diveniste per avere in voi l'umiltà, la sincerità e l'amore dei pargoli, il confidente amore dei pargoli verso il padre. ...

   Ascendere! Venire a Te, eterno Amore! Prendere la tua somiglianza, ossia l'Amore! Amare! Ecco il segreto!... Amare! Darsi... Amare! Abolirsi... Amare! Fondersi... La carne? Un nulla. Il dolore? Un nulla. Il tempo? Un nulla. Il peccato stesso diviene nulla se io lo sciolgo nel tuo fuoco, o Dio! L'Amore solo è. L'Amore! L'Amore, che ci ha dato l'incarnato Iddio, ci darà ogni perdono. E amare è atto che nessuno sa meglio dei pargoli fare. E nessuno è amato più di un pargolo.

166.11O tu che non conosco, ma che vuoi conoscere il Bene per distinguerlo dal Male, per avere l'azzurro, il sole celeste, tutto quanto è letizia soprannaturale, ama e l'avrai. Ama Cristo. Morirai nella vita, ma risusciterai nello spirito. Con uno spirito nuovo, senza più avere bisogno di usare le pietre, sarai per l'eternità un fuoco che non muore. La fiamma sale. Non abbisogna di scalini né di ali per salire. Libera il tuo io da ogni costruzione, poni in te l'Amore. Fiammeggerai. Lascia che ciò avvenga senza restrizioni. Aizza anzi la fiamma gettandovi ad alimentarla tutto il tuo passato di passioni, di sapere. Si distruggerà nella fiamma il men buono, e ciò che già è metallo nobile si farà puro. Gettati, o fratello, nell'amore attivo e gaudente della Trinità. Comprenderai ciò che ora ti pare incomprensibile, perché comprenderai Dio, il Comprensibile solo da quelli che si dànno senza misura al suo fuoco sacrificatore. Ti fisserai in ultimo in Dio in un abbraccio di fiamma, pregando per me, il pargolo di Cristo, che ha osato parlarti dell'Amore.

167.12b Quando la tua piccina ti dirà i primi suoi pensieri, pensa che quell'intelligenza è la sua anima che si disvela. Quando ti amerà non con l'istinto ma con la ragione, pensa che quell'amore è la sua anima. Quando ti crescerà al fianco bella, non tanto di corpo ma di virtù, pensa che quella bellezza è la sua anima.

170.2e La bontà … è la virtù che con l'amore è meno dote dei mortali. La bontà! Oh! dolce essere buoni, senza odio, senza invidie, senza superbie! Avere occhi che solo guardano per amare, e mani che si tendono a gesto d'amore, e labbra che non profferiscono che parole d'amore, e cuore, cuore soprattutto che colmo unicamente d'amore sforza occhi, mani e labbra ad atti d'amore!

170.3b (Dio) dette i doni naturali di bellezza e integrità, di intelligenza e di volontà, di capacità di amarsi e di amare, così dette i doni morali con la soggezione del senso alla ragione, di modo che nella libertà e padronanza di e della propria volontà, di cui Dio aveva beneficato Adamo, non si insinuava la malvagia prigionia dei sensi e delle passioni, ma libero era l'amarsi, libero il volere, libero il godere in giustizia.

170.4 Cosa è questa Grazia che santifica e che dà Vita e Regno? Oh! non usate molte parole! La Grazia è amore. La Grazia è, perciò, Dio. E' Dio che ammirando Se stesso nella creatura creata perfetta si ama, si contempla, si desidera, si dà ciò che è suo per moltiplicare questo suo avere, per bearsi di questo moltiplicarsi, per amarsi per quanti sono altri Se stesso.

   Oh! figli! Non defraudate Dio di questo suo diritto! Non derubate Dio di questo suo avere! Non deludete Dio in questo suo desiderio! Pensate che Egli opera per amore. Se anche voi non foste, Egli sarebbe sempre l'Infinito, sarebbe sminuita la sua potenza. Ma Egli, pur essendo completo nella sua misura infinita, immisurabile, vuole non per e in , - non lo potrebbe perchè è già l'Infinito - ma per il Creato, sua creatura. Egli vuole aumentare l'amore per quanto esso Creato di creature contiene, onde vi dà la Grazia: l'Amore, perchè voi in voi lo portiate alla perfezione dei santi, e riversiate questo tesoro, tratto dal tesoro che Dio vi ha dato con la sua Grazia e aumentato di tutte le vostre opere sante, di tutta la vostra vita eroica di santi, nell'Oceano infinito dove Dio è: nel Cielo.

170.5 "Come si conquista Iddio e il suo Regno attraverso altra più dolce via che non la severa del Sinai?" voi dite.

   Non vi è altra via. Quella è. Però guardiamola non attraverso il colore della minaccia, ma attraverso il colore dell'amore. Non diciamo: "Guai se non farò questo!" rimanendo tremanti in attesa di peccare, di non essere capaci di non peccare. Ma diciamo: "Beato me se farò questo!" e con slancio di soprannaturale gioia, giubilando, lanciamoci verso queste beatitudini, nate dall'osservanza della Legge come corolle di rose da un cespuglio di spine.

170.6c Il povero di spirito non pecca per l'oro, ma del suo oro fa la sua santificazione poichè ne fa amore.

170.6f Amare dobbiamo il padre e la madre e la sposa e il prossimo, ma nella misura che Dio ha dato: "come noi stessi". Mentre Dio va amato sopra ogni cosa, e con tutti noi stessi. Non amare Dio come amiamo fra il prossimo i più cari, questa perchè ci ha allattato, l'altra perchè dorme sul nostro petto e ci procrea i figli, ma amarlo con tutti noi stessi: ossia con tutta la capacità di amare che è nell'uomo: amore di figlio, amore di sposo, amore di amico e, oh! non vi scandalizzate! e amore di padre. Sì, per l'interesse di Dio dobbiamo avere la stessa cura che un padre ha per la sua prole per la quale con amore tutela le sostanze e le accresce, e si occupa e preoccupa della sua crescita fisica e spirituale e della sua riuscita nel mondo.

   L'amore non è un male e non lo deve divenire. Le grazie che Dio ci concede non sono un male e non lo devono divenire. Amore sono. Per amore sono date. Occorre con amore usarne di queste ricchezze che Dio ci concede in affetti e in bene. E solo chi non se ne fa degli idoli ma dei mezzi per servire in santità Dio, mostra di non avere un attaccamento peccaminoso ad esse. Pratica allora la santa povertà dello spirito che di tutto si spoglia per essere più libero di conquistare Iddio Santo, Suprema Ricchezza. Conquistare Dio: ossia avere il Regno dei Cieli.

170.7b Non portano a Dio quei sacerdoti che non vanno alla conquista degli spiriti con la dolcezza paziente, umile, amorosa, ma che sembrano guerrieri armati che si lancino ad un assalto feroce tanto marciano con irruenza e intransigenza contro le anime... Oh! Povere anime! Se fossero sante non avrebbero bisogno di voi, sacerdoti, per raggiungere la Luce. L'avrebbero già in . Se fossero giusti non avrebbero bisogno di voi giudici per essere tenuti nel freno della giustizia, l'avrebbero già in . Se fossero sani non avrebbero bisogno di chi cura. Siate dunque mansueti. Non mettete in fuga le anime. Attiratele con l'amore. Perchè la mansuetudine è amore, così come lo è la povertà di spirito.

170.7d Se tali (mansueti) sarete erediterete la Terra e porterete a Dio questo luogo, già prima di Satana, perchè la vostra mansuetudine, che oltre che amore è umiltà, avrà vinto l'Odio e la Superbia uccidendo negli animi il re abbietto della superbia e dell'odio, e il mondo sarà vostro, ossia di Dio perchè sarete giusti che riconoscerete Dio come Padrone assoluto del creato al quale va dato lode e benedizione e reso tutto quanto è suo.

170.8c L'uomo è uno svagato bambino, è uno spensierato superficiale, è un nato di tardivo intelletto finchè il pianto non lo fa adulto, riflessivo, intelligente. Solo coloro che piangono, o che hanno pianto, sanno amare e capire. Amare i fratelli ugualmente piangenti, capirli nei loro dolori, aiutarli con la loro bontà, esperta di come fa male essere soli nel pianto. E sanno amare Dio perchè hanno compreso che il dolore si placa se pianto sul cuore di Dio, perchè hanno compreso che il pianto rassegnato che non spezza la fede, che non inaridisce la preghiera, che è vergine di ribellione, muta natura, e da dolore diviene consolazione.

   Sì, coloro che piangono amando il Signore saranno consolati.

170.9c Non è la carne che diviene immortale, è l'anima. E va nutrita per portarla all'immortalità, alla quale, per amore, essa poi porterà la carne nella risurrezione beata.

170.10-a Non abbiate timore, o sitibondi, o affamati di Dio! State fedeli e sarete saziati da Colui che vi ama.

170.10b Tutti hanno bisogno di perdono. Ebbene, non  è  la  formula  o  la forma di un rito, figure esterne concesse  per  la opaca mentalità umana, quelle che ottengono perdono. Ma è il rito interno dell'amore, ossia ancora della misericordia.

170.5i Beato me se avrò spirito di pace perchè sarò da Dio chiamato suo figlio, perchè nella pace è l'amore, e Dio è Amore che ama chi è simile a Lui!

170.12 "Beato me se avrò spirito di pace". La pace è una delle caratteristiche di Dio. Dio non è che nella pace. Perchè la pace è amore, mentre la guerra è odio. Satana è odio, Dio è Pace.

170.13 "Beato me se sarò perseguitato per amore della Giustizia".

170.13b L'uomo progredisce nell'arte satanica del perseguitare più che non progredisce nell'arte santa dell'amare.

170.14d La meditazione della salvezza, attraverso all'amore, ci instradi sulla via la cui fine è il Cielo.

170.3e Io non muto un iota della Legge. E chi l'ha data fra i fulmini del Sinai? L'Altissimo. Chi è l'Altissimo? Il Dio uno e trino. Da dove l'ha tratta? Dal suo Pensiero. Come l'ha data? Con la sua Parola. Perchè l'ha data? Per il suo Amore. Vedete dunque che la Trinità era presente. Ed il Verbo, ubbidiente come sempre al Pensiero e all'Amore, parlò per il Pensiero e per l'Amore.

171.2 Chi la disposa (la Legge), così come Io ve la dono, all'istante è re perchè ha raggiunto il "perfetto", perchè non è stato soltanto ubbidiente ma eroico, ossia santo, essendo la santità la somma delle virtù portato al vertice più alto che possa esser raggiunto da  creatura, eroicamente amate e servite col distacco completo da tutto quanto è appetito e riflessione umana verso qual che sia cosa.

   Potrei dire che il santo è colui al quale l'amore e il desiderio fanno da ostacolo ad ogni altra vista che Dio non sia.

171.4b Occorre innalzare l'amore di prossimo a perfezione che unifica l'amico al nemico. Siete calunniati? Amate e perdonate. Siete percossi? Amate e porgete l'altra guancia a chi vi schiaffeggia pensando che è meglio che l'ira si sfoghi su di voi, che la sapete sopportare, anzichè su un altro che si vendicherebbe dell'affronto.

171.5 Amate, amate! Amate amici e nemici per essere simili al Padre vostro che fa piovere sui buoni e sui cattivi e fa scendere il sole sui giusti e sugli ingiusti riservandosi di dare sole e rugiade eterne, e fuoco e grandine infernali, quando i buoni saranno scelti, come elette spighe, fra i covoni del raccolto. Non basta amare coloro che vi amano e dai quali sperate un contraccambio. Questo non è un merito, è una gioia, e anche gli uomini naturalmente onesti lo sanno fare. Anche i pubblicani lo fanno e anche i gentili. ma voi amate a somiglianza di Dio e amate per rispetto a Dio, che è creatore anche di quelli che vi sono nemici o poco amabili. Io voglio in voi la perfezione dell'amore e perciò vi dico: "Siate perfetti come perfetto è il Padre vostro che è nei Cieli".

   Tanto è grande il precetto d'amore verso il prossimo, il perfezionamento d'amore verso il prossimo, che Io più non vi dico come era detto: "Non uccidere", perchè colui che uccide sarà condannato dagli uomini. Ma io vi dico: "Non vi adirate" perchè un più alto giudizio è su voi, e calcola anche le azioni immateriali. Chi avrà insultato il fratello sarà condannato dal Sinedrio. ma chi lo avrà trattato da pazzo, e perciò danneggiato, sarà condannato da Dio.

   Inutile fare l'offerta all'altare se prima non si è sacrificato nell'interno del cuore i propri rancori per amore di Dio e non si è compito il rito santissimo del saper perdonare.

172.5c Fatevi un cuore umile e puro, amoroso, fiducioso, sincero; amate Dio col pudico amore che ha una vergine per lo sposo. In verità vi dico che ogni anima è una vergine sposata all'eterno Amatore, a Dio Signor nostro; questa terra è il tempo del fidanzamento nel quale l'angelo dato a custode di ogni uomo è lo spirituale paraninfo, e tutte le ore della vita e le contingenze della vita altrettante ancelle che preparano il corredo nuziale. L'ora della morte è l'ora delle nozze compiute.

172.6b La preghiera è azione d'amore. E amare si può fare tanto orando che facendo il pane, tanto meditando che assistendo un infermo, tanto compiendo pellegrinaggio al Tempio che accudendo alla famiglia, tanto sacrificando un agnello quanto sacrificando i nostri anche giusti desideri di raccogliersi nel Signore. Basta che uno intrida tutto se stesso e ogni sua azione nell'amore. Non abbiate paura! Il Padre vede. Il Padre comprende. Il Padre ascolta. Il Padre concede.

172.7 Non abbiate paura di chiedere e non abbiate paura di non ottenere! ... Però non fate come i deboli nella fede e nell'amore, ... i quali, deboli e pagani, sentono morire la fede se non si vedono esauditi.

172.8 In verità non vi è cibo che pasca quanto l'amore! E chi fa digiuno con spirito d'amore, di amore si nutre!

172.11i Ciò che Io amo è sacro a Lazzaro. ... E per questo Lazzaro diventerà santo, perché amando ciò che Io amo amerà la perfezione.

173.3c Fatevi delle borse in Cielo, là dove non entrano ladri e dove non accadono sventure. Lavorate con l'amore misericordioso verso tutte le miserie della terra.

173.3c Accarezzate, sì, le vostre monete, baciatele anche, se volete, giubilate per le messi che prosperano, per i vigneti carichi di grappoli, per gli ulivi che si piegano sotto il peso di infinite ulive, per le pecore dal fecondo seno e dalle turgide mammelle. Fate tutto ciò. Ma non sterilmente. Non umanamente. Fatelo con amore e ammirazione, con godimento e calcolo soprannaturale. "Grazie, mio Dio, di questa moneta, di queste messi, di queste piante, di queste pecore, di questi commerci! Grazie, pecore, piante, prati, commerci, che mi servite così bene. Siate benedetti tutti, perché per tua bontà, o Eterno, e per vostra bontà, o cose, ecco che io posso fare tanto bene a chi ha fame, a chi è ignudo, senza tetto, malato, solo... Lo scorso anno feci per dieci. Quest'anno - poiché, per quanto io abbia dato molto in elemosina, ho maggior denaro e più pingui sono i raccolti e numerosi i greggi - ecco che io darò due, tre volte, quanto diedi lo scorso anno. Perché tutti, anche i derelitti di ogni bene loro proprio, godano della mia gioia e benedicano, con me, Te, Signore eterno". Ecco la preghiera del giusto. Quella preghiera che, unita all'azione, trasporta i vostri beni in Cielo, e non solo ve li conserva eternamente, ma ve li fa trovare aumentati dei frutti santi dell'amore.

173.6b Domani, quando Io non sarò più sulla terra, ancora vi saranno i poveri, ed Io non ci sarò a compiere miracolo per chi ha fede, a fare elemosina per portare alla fede. Ma allora i miei amici ricchi avranno imparato, al mio contatto, come si fa a beneficare, e i miei apostoli avranno, pure dal mio contatto, imparato ad elemosinare per amore dei fratelli. E i poveri avranno sempre un soccorso.

173.7-a Anche se non avrete più potenza di denaro, solo che abbiate amore e santità, potrete beneficare chi è povero, stanco o afflitto.

173.7c Sapete che il Padre sa i vostri bisogni e che vi ama. Fidate dunque in Lui. Cercate prima le cose veramente necessarie: la fede, la bontà, la carità, l'umiltà, la misericordia, la purezza, la giustizia, la mansuetudine, le tre e le quattro virtù principali, e tutte, tutte le altre ancora, di modo da essere amici di Dio e di avere diritto al suo Regno. E vi assicuro che tutto il resto vi sarà dato per giunta senza che neppure lo chiediate.

174.8d Non mi si dica: "Ma Satana tenta" a scusa delle discese verso il sentiero basso. Anche Dio tenta con il suo amore, ed è ben forte; con le sue parole, e sono ben sante; con le sue promesse, e sono ben seducenti! Perchè allora lasciarsi tentare da uno solo dei due, e da colui che è il più immeritevole di essere ascoltato? Le parole, le promesse, l'amore di Dio non sono sufficienti a neutralizzare il veleno di Satana? Guardate che ciò depone male per voi.

174.16h Voglimi bene, Giuda. Io vorrei che il mio amore fosse in te al punto da preservarti da ogni male.

174.19b Tutto si può superare quando lo spirito è retto. Ma tutto si presta a motivo per soddisfare il senso quando lo spirito è lussurioso. Frigidità femminile, pesantezza di lei, incapacità relativa alle faccende, lingua bisbetica, amore al lusso, tutto si supera, anche le malattie, anche la irascibilità, se si ama santamente. Ma siccome dopo qualche tempo non si ama più come il primo giorno, ecco che allora si vede impossibile ciò che è più che possibile, e si getta una povera donna sulla via e verso la perdizione.

174.9c L'amore dei figli dovrebbe farvi meditare cento volte e cento, anche nel caso di una morte di coniuge. Oh! se sapeste accontentarvi di quanto avete avuto e al quale Dio ha detto: "Basta"! Se sapeste, voi vedovi e voi vedove, vedere nella morte non una menomazione ma una elevazione ad una perfezione di procreatori! Esser madre anche per la madre estinta. Esser padre anche per il padre estinto. Esser due anime in una, raccogliere l'amore per le creature sul labbro gelato del morente e dire: "Va' in pace, senza paura per quelli che da te sono venuti. Io continuerò ad amarli, per te e per me, amarli due volte, sarò padre e madre, e l'infelicità dell'orfano non peserà su loro e neppure sentiranno la innata gelosia del figlio di coniuge risposato per colui o colei che prende il posto sacro alla madre, al padre, da Dio chiamati ad altra dimora".

176.2-b Vogliate soprattutto bene alla volontà di Dio.

176.2c La rugiada leva la polvere dai fiori. L'amore dei bambini leva le tristezze dal mio cuore.

176.4c Amate la volontà di Dio. Amatela più della vostra e seguitela contro le seduzioni e le potenze delle forze del mondo, della carne e del demonio.

178.3e Io ti benedico, o Padre, e invoco il tuo amore perché smemori da ogni altra cosa, che non sia Te, tutti coloro che in Te troverebbero, e non sanno crederlo, ogni loro bene, qui e nel Cielo.

179.8c Voglio fortificarti nell'eroismo con il mio amore.

180.4 La perfezione di Adamo era ancora suscettibile di aumento mediante l'amore che lo avrebbe portato ad una immagine sempre più esatta del suo Creatore. Adamo senza la macchia del peccato sarebbe stato un tersissimo specchio di Dio. Per questo Io dico: "Siate perfetti come è perfetto il Padre che è nei Cieli". Come il Padre. Perciò come Dio.

181.5b Tanti discepoli tanti campi, scelti dal maestro per costituire l'area del Regno di Dio, i beni di Dio. Su essi il maestro si affatica per coltivarli, acciò diano il cento per cento. Tutte le cure. Tutte. Con pazienza. Con amore. Con sapienza. Con fatica. Con costanza. Vede anche le loro tendenze malvagie. Le loro aridità e le loro avidità.

181.7-a E allora il santo prega e si abbandona a Dio. "Ciò che Tu permetti si faccia, sia fatto" dice. Solo aggiunge questa clausola: "purchè serva al tuo fine". E il santo sa che verrà l'ora in cui verranno espulsi dalle sue messi i logli malvagi. Da chi? Da Dio stesso, che non permette oltre di quanto è utile al trionfo della sua volontà d'amore.

182.3-a Un Padre santo ti è nel Cielo e ti ama sempre, se sei buono.

182.4b Vi insegna una grande, anzi molte grandi virtù questo gregge. Esso è mansueto e ubbidiente. Di poco si accontenta ed è grato per ciò che ha. Sa amare e riconoscere chi lo cura ed ama. Fate altrettanto dicendo: "Dio è il nostro Pastore e noi siamo le sue pecore. Il suo occhio è su noi. Egli ci tutela e ci concede non ciò che è fonte di vizio ma necessità di vita".

182.5 (A dei pastori) Amatevi fra voi ed amate questo bambino. Ognuno deve sentirsi un poco padre dell'orfano. La presenza di un bambino fra voi moderi ogni vostra azione col freno santo del rispetto verso il fanciullo. E la vostra presenza presso di lui supplisca a ciò che la morte gli ha levato. Bisogna amare il prossimo. Questo piccolo è il prossimo che Dio vi confida in modo speciale. Educatelo buono e credente, onesto e senza vizi.

184.4b I giorni portano sole o piogge, in questo caso raggi d'amore divino e effusione della divina sapienza che parla allo spirito. Le notti portano stelle e silenzio riposante: nel nostro caso richiami luminosi di Dio e silenzio per lo spirito perché l'anima si raccolga e mediti.

184.4d Si deve arroventare d'amore per divenire grano. ... La vita del peccatore che diventa santo è il più lungo, eroico, glorioso combattimento.

184.8f Non vogliate credere che le opere atte a conseguire il Regno dei Cieli siano opere fragorosamente vistose. Sono atti continui, comuni, ma fatti con un fine soprannaturale d'amore. L'amore è il seme della pianta che nascendo in voi cresce fino al Cielo, e alla cui ombra nascono tutte le altre virtù. Lo paragonerò ad un minuscolo granello di senape. Come è piccino! ... Quanto utile vi dona. Così l'amore. Se voi chiuderete nel vostro seno un semino d'amore per il nostro santissimo Iddio e per il vostro prossimo e sulla guida dell'amore farete le vostre azioni, non mancherete a nessun precetto del Decalogo.

184.8g L'amore, base del Regno di Dio.

   Amate e sarete amati. Amate e vi compatirete. Amate e non sarete crudeli volendo più di quanto non sia lecito da chi vi è sottoposto. Amore e sincerità per ottenere la pace e la gloria dei Cieli. Altrimenti, come ha detto Beniamino, ogni vostra azione, fatta mentendo all'amore e alla verità, vi si muta in paglia per il vostro letto infernale.

184.9-b Vi dico solo: abbiate presente il grande precetto dell'amore e siate fedeli a Dio Verità ed alla verità in ogni parola, atto e sentimento, perché la verità è figlia di Dio. Una continua opera di perfezionamento di voi, così come il seme continuamente cresce fino alla sua perfezione.

184.9-b Il Regno dei Cieli di cui sarete possessori se vivrete da giusti, è costruito con le piccole cose di ogni giorno. Con la bontà la morigeratezza, la pazienza, col contentarsi di ciò che si ha, con il compatimento reciproco, con l'amore, l'amore, l'amore.

184.6d Gesù non dorme che perché è angosciato di vedersi disamato da voi. Chiamatemi e verrò.

186.5e La ragione naturale è di non eccitare il sangue con cibi (carne di maiale) che portano a calori indegni dell'uomo, al quale non è negato l'amore anche carnale, ma che deve temperarlo sempre con la freschezza dell'anima tendente al Cielo, fare perciò un amore, non una sensualità, di quel sentimento che unisce l'uomo alla compagna, nella quale deve vedere la sua simile e non la femmina.

187.2m Comprendete il mio bisogno di amare e di essere amato. Non ho che questo conforto sulla terra: l'amore e fare la volontà di Dio.

188.4 "Sii veramente vuoto (togliendo il ricordo e l'odio)... ed Io ti darò una cosa nuova da mettere lì. ... L'amore".

188.4l Un paradiso in ogni cuore. Dàmmi il ricordo e l'odio che ti tengono malato e lascia che Io ti metta in cuore l'amore!

191.7 E, poi che qui dove io sono è l'odio, ora ho capito, per quell'atomo di tempo che vide la mia anima Iddio, cosa è l'Amore.

191.8b L'Amore non ha limite di potenza né di tempo. Amate perciò, per possederlo a difesa e conforto sulla terra e a premio in Cielo.

191.8c Io sono l'Amore e non avrei colpito. Ma, visto che l'Amore non poteva piegare l'Epulone crudele, l'ho abbandonato alla Giustizia, ed essa ha fatto le vendette del martire Giona e dei suoi fratelli.

196.4-6     Tipi di amore.

    1- Amore per Dio

    2- Amore  paterno e materno     

    3- Amore coniugale

    4- Amore per il prossimo  

    5- Amore per la scienza  

    6- Amore per il lavoro

             Colpa capitale: essere senza amore.

196.4d 1. Vi è l'amore di prima potenza: quello che si dà a Dio. Poi l'amore di seconda potenza: quello materno o paterno, perché se il primo è tutto spirituale, questo è per due parti spirituale e per una sola carnale. Vi si mescola, sì, il sentimento affettivo umano, ma vi predomina il superiore, perché un padre e una madre, sanamente e santamente tali, non danno solo cibo e carezze alla carne del figlio, ma anche nutrimento e amore alla mente e allo spirito della loro creatura. E tanto è vero ciò che dico, che chi si vota all'infanzia, anche se unicamente per istruirla, finisce ad amarla come fosse sua carne.

196.5-a  2. Vi è l'amore per la compagna: amore di terza potenza perché fatto per metà - parlo sempre dei sani e santi amori - di spirito e per metà di carne. L'uomo per la sposa è un maestro e un padre, oltre che sposo; e la donna per lo sposo è un angelo e una madre oltre che sposa. Questi sono i tre amori più elevati.

196.5d Dio va amato perché è Dio, dunque non necessita nessuna spiegazione per persuadere a questo amore. Egli è Colui che è, ossia il Tutto; e l'uomo, il nulla che diviene partecipe del Tutto per l'anima infusa dall'Eterno - senza quella l'uomo sarebbe uno dei tanti animali bruti che vivono sulla terra o nelle acque o nell'aria - deve adorarlo per dovere e per meritare di sopravvivere nel Tutto, ossia per meritare di divenire parte del popolo santo di Dio in Cielo, cittadino della Gerusalemme che non conoscerà profanazioni e distruzioni in eterno.

   L'amore dell'uomo, e specie della donna, alla prole, ha indicazione di comando nelle parole di Dio ad Adamo ed Eva dopo averli benedetti, vedendo di aver fatto "cosa buona", in un lontano sesto giorno, il primo sesto giorno del creato. Disse loro: "Crescete e moltiplicatevi e riempite la terra...".

   Vedo la tua inespressa obbiezione e ti rispondo subito così: posto che nel creato avanti la colpa tutto era regolato e basato sull'amore, questo moltiplicarsi dei figli sarebbe stato amore, santo, puro, potente, perfetto. E Dio lo ha dato per primo comando all'uomo: "Crescete, moltiplicatevi". "Amate perciò, dopo di Me, i vostri figli". L'amore quale ora è, il generatore attuale dei figli, allora non era. La malizia non era e con essa non era l'esecrata fame del senso. L'uomo amava la donna e la donna l'uomo, naturalmente, non naturalmente secondo natura quale noi l'intendiamo o, meglio, come voi uomini l'intendete, ma secondo natura di figli di Dio: soprannaturalmente. Dolci, primi giorni d'amore fra i due che erano fratelli, perché nati da un Padre unico, e che pure erano sposi, e che nell'amarsi si guardavano con gli innocenti occhi di due gemelli nella cuna; e l'uomo provava l'amor di padre per la compagna "osso delle sue ossa e carne della sua carne", così come è il figlio per un padre; e la donna conosceva la gioia d'esser figlia, ossia protetta da un amore ben alto, perché sentiva di avere in sé qualcosa di quello splendido uomo che l'amava, con innocenza e angelico ardore, nei bei prati dell'Eden!

   Dopo, nell'ordine dei comandi dati da Dio, con un sorriso, ai suoi pargoli diletti, viene quello che lo stesso Adamo, dotato per la Grazia di una intelligenza seconda solo a quella di Dio, decreta, parlando della compagna e di tutte le donne in lei, il decreto del pensiero di Dio, che si rifletteva netto sul terso specchio dello spirito di Adamo e fioriva in pensiero e in parola: "L'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie e i due saranno una carne sola".

   Se non ci fossero stati i tre piloni dei tre amori sopraddetti, avrebbe potuto esserci l'amore di prossimo? No. Non avrebbe potuto esserci. L'amore di Dio fa Dio amico e insegna l'amore. Chi non ama Dio, che è buono, non può certo amare il prossimo, che in maggioranza è difettoso. Se non ci fossero stati amor coniugale e paternità nel mondo, non avrebbe potuto esserci prossimo, perché il prossimo è fatto dei figli nati dagli uomini.

196.8f Maria Ss.: Io vedo solo l'anima dei viventi. Quella la amo molto, con tutto il cuore. Ma non vedo altro che Dio come 'vero Vivente' a cui potrò dare me stessa.

200.3f Questo desiderio di Lui ti è prova che Dio risponde al tuo amore, che ti è amico, che ti chiama, che ti invita, che ti vuole. Dio è incapace di rimanere inerte davanti al desiderio della creatura, perché quel desiderio lo ha acceso Lui, Creatore e Signore di ogni creatura, in quel cuore. Lo ha acceso Lui perché ha amato di privilegiato amore l'anima che ora lo desidera. Il desiderio di Dio sempre precede il desiderio della creatura, perché Egli è il Perfettissimo e perciò il suo amore è ben più solerte e acceso dell'amore della creatura.

200.3h (Dio) E' un abisso di misericordia, incomprensibile a mente umana. Ma là dove l'intelligenza dell'uomo non può comprendere, comprende invece l'intelligenza dell'amore, l'amore dello spirito. Questo comprende ed entra sicuro nel mistero che è Dio e nel mistero dei rapporti dell'anima con Dio. Entra, Io te lo dico. Entra poiché Dio lo vuole.

200.7n (In Aglae redenta) l'umiltà sostiene l'amore e lo rende perfetto.

203.6e "Padre! Padre!" dite. E non stancatevi di dire questa parola. Non sapete che ogni volta che la dite il Cielo sfavilla per la gioia di Dio? Non diceste che questa, e con vero amore, fareste già orazione gradita al Signore. ... Voi siete i pargoli di Dio. Io vi ho generati dal vecchio uomo che eravate e che Io ho distrutto col mio amore per far nascere l'uomo nuovo, il cristiano. Chiamate dunque con la parola che per prima conoscono i pargoli, il Padre Ss. che è nei Cieli.

203.9 "E in terra come in Cielo sia fatta la tua Volontà".

   L'annullamento della volontà propria in quella di un altro si può fare solamente quando si è raggiunto il perfetto amore verso quella creatura. L'annullamento della volontà propria in quella di Dio si può fare solo quando si è raggiunto il possesso delle teologali virtù in forma eroica. In Cielo, dove tutto è senza difetti, si fa la volontà di Dio. Sappiate, voi, figli del Cielo, fare ciò che in Cielo si fa.

203.10e Chiedete dunque con amore umile e figliale il vostro pane al Padre.

203.11 "Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori".

   Vi sono i debiti materiali e quelli spirituali. Vi sono anche i debiti morali. E' debito materiale la moneta o la merce che avuta in prestito va restituita. E' debito morale la stima carpita e non resa e l'amore voluto e non dato. E' debito spirituale l'ubbidienza a Dio dal quale molto si esigerebbe salvo dare ben poco, e l'amore verso di Lui. Egli ci ama e va amato, così come va amata una madre, una moglie, un figlio da cui si esigono tante cose.

204.5f (Dio) E' l'Amore, e vive amando. La sua Vita è Amore continuo.

204.8 Una cinta sicura (per l'anima), e scalpellata dal desiderio di amore, da ciò che è inferiore: la carne e il sangue, verso ciò che è superiore: lo spirito. ... I portici: l'effondersi dell'amore, della pietà, del desiderio che altri vengano a Dio, simili ad amorose braccia che si stendono a far velo sulla cuna di un orfano.

205.1i In che hai peccato? Contro la misericordia e l'amore. Con l'odio hai demolito la tua anima. Con l'amore e la misericordia la ricostruirai.

205.7 Chi è in condizioni di figlio primogenito e senza colpa verso il Padre, non sia geloso della gioia paterna, ma ne prenda parte, dando amore al fratello redento.

206.10 Come Io sono nel Padre così  i poveri sono in Dio. E' per questo che Io, Verbo del Padre, ho voluto nascere povero, e povero rimanere. Perchè fra i poveri mi sento più prossimo al Padre che ama i minimi ed è amato da essi con tutta la loro forza.

207.4b (A Betlemme) Quanti farisei, sadducei, erodiani, scribi, esseniti c'erano mai! Oh! il loro essere ottusi ora viene ancora dall'essere stati duri di cuore allora. Hanno chiuso il cuore all'amore verso la loro povera sorella quella sera... e sono rimasti, e restano nelle tenebre. Hanno respinto Dio fin d'allora, respingendo da loro l'amore del prossimo.

207.9i Il Verbo tornerà ai Cieli, così... (e Gesù si ritira un passo indietro lasciando Maria e Pietro dove erano) e dall'alto dei Cieli contemplerà le opere dei due rimasti sulla terra, i quali, per movimento santo, si uniranno più che mai, per fondere potere e amore e farne mezzo per compiere il desiderio del Verbo: la redenzione del mondo attraverso il perpetuo insegnamento della sua Chiesa. E il Padre, il Figlio e lo Spirito santo faranno dei loro raggi una catena per stringere, stringere sempre più i due rimasti sulla terra: mia Madre, l'amore; tu, il potere.

208.2g I martiri sono santi. Essi (i bimbi della strage degli innocenti) non solo perdonano al loro carnefice, ma lo amano perché egli apre loro il Cielo.

209.5e Venite a Me, voi tutti che siete addolorati, disgustati, col cuore ferito, stanchi, ed Io condividerò il vostro dolore e vi darò pace. Venite, attraverso ai miei apostoli, attraverso ai miei discepoli e discepole ... Troverete il conforto nei vostri dolori, la compagnia nelle vostre solitudini, l'amore dei fratelli a farvi dimenticare l'odio del mondo; troverete, alto su tutti, consolatore sopra tutti, compagno perfetto, l'amore di Dio. Non dubiterete più di niente. ... L'amore solleva dal dolore e rende gioia.

209.7c Lo sforzo di uno sul proprio egoismo può provocare un'onda tale d'amore che è capace di salire, salire, tenendo fra la sua limpidezza colui che l'ha provocata, sino a portarlo ai piedi dell'altare, al cuore di Dio.

211.7c La carità duplice nella forma e nella sorgente: carità di Dio e di prossimo la forma; carità da Dio e da uomo la sorgente. Perché Dio si allontana dall'uomo che non ama, e perciò questa prima sorgente cessa; e si allontana l'uomo dall'uomo malvagio, e cessa anche la seconda sorgente. Tutto è levato dalla Carità all'uomo senza amore.

211.9-a Venite! Questo è l'Amore che passa. Chi vuole può seguirlo, perché ad essere accolti da Lui altro non occorre che buona volontà.

217.3-d La vita che ti domandavo se non ti premeva di perdere, era quella dell'anima tua, perché Io la tua anima l'amo, anche se essa non mi ama. E mi addoloro vedendo che tu la uccidi coll'offendere il Signore spregiando il suo Messia

218.5m Io vi voglio curare l'anima, levarne gli errori e gli asti, condurla a Dio attraverso la bontà e l'amore.

218.10-e (Il Messia) Farà redento il mondo, leverà il peccato, insegnerà a non peccare, amerà i poveri, i malati, gli afflitti, andrà da essi, insegnerà ai ricchi, ai sani, ai felici ad amarli, raccomanderà di essere buoni per avere la Vita eterna e beata nel Cielo.

219.5f Tu (Giuda) dai Profeti hai estratto l'asprezza, egli (Giovanni) la dolcezza. Perché, infine, il loro stesso rigore è amore, esclusivo, violento se vuoi, ma sempre amore verso le anime che vorrebbero tutte fedeli al Signore.

221.5-a Che Dio sia conosciuto e amato. Che Dio raccolga tutte le genti sotto il suo padiglione. Che dove Egli è tutti siano. Questa è la speranza, il desiderio, la fame di Dio! E questa è la speranza, il desiderio, la fame degli spiriti che non sono, essi, di razze diverse, ma che sono di un'unica razza: quella che Dio crea. E che essendo tutti figli di un Unico, hanno gli stessi desideri, le stesse speranze, le stesse fami del Cielo, della Verità, dell'Amore reale...

221.7-a I popoli, che agli occhi vostri paiono arieti selvatici, sapranno mettersi coraggiosamente a difesa della fede di Cristo quando avranno conosciuto che Cristo è Amore che li invita al suo seguito. Li invita. Sì. E voi dovete aiutarli a venire.

221.8 Il Padre dei deformi spirituali, Dio - perché i deformi spirituali sono gli scismatici, gli eretici, i separati - è stato costretto al rigore dalle deformità volontarie che essi hanno voluto. Ma il suo amore non ha mai deflettuto. Li attende. Portateglieli. E' il vostro dovere.

221.8b  Vi ho insegnato a dire: "Dàcci oggi il nostro pane, o Padre nostro". Ma sapete voi cosa vuole dire quel "nostro"? Non vuole dire vostro di voi dodici. Non vostro come discepoli del Cristo. Ma vostro come uomini. Per tutti gli uomini. Per quelli presenti, per quelli futuri. Per quelli che conoscono Dio e per quelli che non lo conoscono. Per quelli che amano Dio e il suo Cristo e per quelli che non lo amano o lo amano male. Ho messo sulle vostre labbra la preghiera per tutti. E' il ministero vostro. Voi che conoscete Dio, il suo Cristo, e li amate, dovete pregare per tutti.

223.7 (Avrete) una fine ancor più tremenda perché eterna, se i vostri misfatti per amore dell'oro non sono giunti allo spargimento di sangue ma hanno vilipeso la legge dell'amore e del rispetto al prossimo, negando soccorsi a chi ha fame per l'avarizia, rubando posti, o pesi, o denari, per ingordigia?

223.8 L'amore disarma i violenti e sazia gli avidi.

224.4-a Non ci sono parole segrete per compiere miracoli. C'è solo l'Amore. Come ho detto ieri sera, l'Amore calma i violenti e sazia gli avidi. L'Amore: Dio. Con Dio in voi, pienamente posseduto per merito di un amore perfetto, l'occhio diviene fuoco che brucia ogni idolo e ne atterra i simulacri, la parola diviene potenza. E ancora: l'occhio diviene arma che disarma. Non si resiste a Dio, all'Amore. Solo il demonio vi resiste perché è l'Odio perfetto, e con esso vi resistono i suoi figli. Gli altri, i deboli posseduti da una passione, ma non vendutisi volontariamente al demonio, non vi resistono. Quale che sia la loro religione o il loro assenteismo da ogni fede, quale che sia il loro livello di bassezza spirituale, vengono colpiti dall'Amore che è il grande Vittorioso.

224.4c Quando sarete giunti voi pure dove egli (Giovanni) è già giunto, e oltre, perché oltre andrete tanto voi che lui, comprenderete il bisogno di rispetto, di silenzio, di penombra che provano le anime che l'Amore ha fatto sua preda e suo strumento.

225.7d Il Padre ama Me, suo Figlio, e mi ama senza misura così come Io lo amo. Perciò mi ha mostrato e mi mostra tutto quanto Egli fa, acciò Io faccia ciò che Egli fa, Io sulla terra, in questo tempo di Grazia, Egli in Cielo, da prima che il Tempo fosse per la terra.

 225.8Voi ancora non sapete quanto l'Amore crei inesauribilmente. Noi siamo l'Amore. E non vi è limitazione per Noi, né vi è cosa che non possa essere applicata sui tre gradi dell'uomo: l'inferiore, il superiore, lo spirituale. ... Per l'amore infinito che il Padre ha per il Figlio, mi è concesso non solo di rendere vita alla parte inferiore, ma bensì anche vita alla superiore liberando il pensiero dell'uomo e il suo cuore dagli errori mentali e dalle male passioni, e alla parte spirituale rendendo allo spirito la sua libertà dal peccato.

225.8b Se separate il Padre dal Figlio o il Figlio dal Padre e non vi ricordate dell'Amore, voi non amate Dio come va amato, con verità e sapienza, ma commettete un'eresia perché date culto a uno solo mentre Essi sono una mirabile Trinità. Perciò chi non onora il Figlio è come non onorasse il Padre, perché il Padre, Dio, non accetta che una sola parte di Sé sia adorata, ma vuole sia adorato il suo Tutto. Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato per pensiero perfetto di amore. Nega dunque che Dio sappia fare opere giuste.

225.11b Ma voi non sarete salvati. Vi ho conosciuto per quello che siete. Voi non avete in voi amore di Dio. Siete senza amore. E perciò non venite all'Amore che vi parla e non entrerete nel Regno dell'Amore.

233.2-a Così fa il Padre buono che è nei Cieli coi suoi figli erranti sulla terra. Il suo amore è la verga che li raduna, la sua voce è la guida, i suoi pascoli la sua Legge, il suo ovile il Cielo.

233.4 Ma dimmi: se Io ti perdono, tu mi ami ancora? Ma dimmi: se Io ti tendo le braccia, tu vi accorri? Ma dimmi: hai sete dell'amore buono? E allora vieni e rinasci.

234.2c La fornicazione, sui buoni che la Bontà costantemente amata fa come cubo di cristallo liscio, non è che polvere. Polvere che basta scuotere o soffiarle sopra perché voli via senza lasciare lesione.

234.7 Altra cosa che deve assolutamente praticare l'apostolo è l'amore. Palese amore. Non solo l'amore segreto dei cuori dei fratelli. Quello basta ai fratelli buoni. Ma l'apostolo è operaio di Dio e non deve limitarsi a pregare, deve agire. Agisca con amore. Grande amore. Il rigore paralizza il lavoro dell'apostolo e il movimento delle anime verso la Luce. Non rigore ma amore. L'amore è la veste d'amianto che rende incorruttibile al morso delle vampe delle malvagie passioni. L'amore è saturazione di essenze preservatrici che impediscono alla putredine umano-satanica di penetrare in voi. Per conquistare un'anima occorre sapere amare. Per conquistare un'anima occorre portarla ad amare. Amare il Bene ripudiando i suoi poveri amori di peccato. ... Le anime sono più soggette dei corpi a risorgere, e la parola pietosa e amorosa che dice: "Sorella, sorgi per tuo bene" opera sovente il miracolo?

234.8 Fate che i peccatori vi amino, voi dottori delle anime. Fate che sentano il sapore della carità celeste e se ne rendano tanto ansiosi da non cercare più altro cibo. Fate che sentano nella vostra dolcezza un tale sollievo che lo cerchino per tutte le loro ferite. Bisogna che la vostra carità mandi via da loro ogni timore perché, come dice l'epistola che hai letto oggi: "Il timore suppone il castigo, chi teme non è perfetto nella carità". Ma non lo è neppure chi fa temere. Non dite: "Che hai fatto?"'. Non dite: "Va' via". Non dite: "Tu non puoi aver gusto all'amore buono". Ma dite, dite in mio nome: "Ama ed io ti perdono". Ma dite: "Vieni, le braccia di Gesù sono aperte". Ma dite: "Gusta questo Pane angelico e questa Parola e dimentica la pece d'inferno e gli scherni di Satana". Fatevi soma per le altrui debolezze. L'apostolo deve portare le sue e quelle altrui, insieme alle croci sue e altrui.

235.5c Tra costui che m'ama nella sua giovinezza pura e questa che m'ama nella sincera contrizione di un cuore rinato alla Grazia, Io non faccio differenza, e al puro e alla pentita commetto l'incarico di comprendere il mio pensiero come nessuno, e quello di dare al mio Corpo le estreme onoranze ed il primo saluto (non conto quello particolare di mia Madre) quando Io sarò risorto.

236.6b L'amore l'ha arsa come un rogo distruggendo in lei la carne impura e facendo signore in lei uno spirito purificato. ... Il pentimento e l'amore l'hanno mondata col fuoco dei serafini ed ella è un serafino.

236.7 Molto, molto, molto è perdonato a chi molto ama. A chi molto mi ama. Voi non sapete, povere anime, come vi ama il Salvatore! ... Io non faccio differenza fra colui che mi ama con la sua purezza integra e colui che mi ama nella sincera contrizione d'un cuore rinato alla Grazia. Sono il Salvatore. Ricordatevelo sempre.

237.4e Io vi do altre luci per sempre più farvi innamorati di questo Regno che vi aspetta e il cui valore non è misurabile.

239.4e In casa di Simone ho detto: "Molto le è perdonato perché molto ella ama". Ora vi dico che in verità tutto le sarà perdonato perché ella amerà con tutta la sua forza, la sua anima, il suo pensiero, il suo sangue, la sua carne, fino all'olocausto, il suo Dio.

241.2-a Mi segue l'anima loro. Ed è ugualmente santo amore.

241.2h Ci sono anche amatori che non possono essere rifiutati. Perché sono prepotenti nel volere. Perché sono seducenti nel convincere ogni resistenza, fosse anche quella del demonio.

241.4d Gesù non perdona mai a metà. Ti ha detto che ti ha perdonato. E così è. Tu e tutti coloro che come te peccarono, e che il mio amore perdona e disposa, profumerete, pregherete, amerete, conforterete, rese conscie del male e atte a curarlo dove è, anime che per gli occhi di Dio sono martiri. Care perciò come le vergini. ... (Martiri) Contro voi stesse e i ricordi del passato e per sete di amore e di espiazione.

242.4m Hai la (colpa) capitale. Sei senza amore.

242.8c Per trovare la Verità bisogna unire l'intelletto con l'amore e guardare le cose non solo con occhi sapienti, ma con occhi buoni. Perché vale più la bontà della sapienza. Colui che ama giunge sempre ad avere una traccia verso la Verità. Amare non vuole dire godere di una carne e per la carne. Quello non è amore. E' sensualità. Amore è l'affetto da animo ad animo, da parte superiore a parte superiore, per cui nella compagna non si vede la schiava ma la generatrice dei figli, solo quello, ossia la metà che forma con l'uomo un tutto che è capace di creare una vita, più vite; ossia la compagna che è madre e sorella e figlia dell'uomo, che è debole più di un neonato o più forte di un leone a seconda dei casi, e che come madre, sorella, figlia, va amata con rispetto confidente e protettore. Ciò che non è quanto Io dico, non è amore. E' vizio. Non conduce all'alto ma al basso. Non alla Luce ma alle Tenebre. Non alle stelle ma al fango. Amare la donna per sapere amare il prossimo. Amare il prossimo per sapere amare Dio.

244.5b Il segreto per vivere immuni da sterili dubbi che innervosiscono, esauriscono, avvelenano la giornata terrena, è nel saper credere che Dio fa tutto per ragione intelligente e buona, che Dio fa ciò che fa per amore.

244.6b Viva in eterno coloro che in Cielo come in terra sanno basare ogni loro pensiero su un presupposto di ottimismo pieno di luce! Mai sbaglieranno completamente, anche se i fatti li smentiranno. Non sbaglieranno almeno per quanto riguarda il loro spirito, il quale continuerà a credere, a sperare, ad amare soprattutto Dio e prossimo, rimanendo perciò in Dio fino ai secoli dei secoli!

244.7 Fu poi la luce, paragonabile all'amore. Perché la luce è letizia così come lo è l'amore. E la luce è l'atmosfera del Paradiso. E l'incorporeo Essere che è Dio, Luce è, ed è Padre di ogni luce intellettiva, affettiva, materiale, spirituale, così in Cielo come in terra.

 

 

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